Territori Dissonanti Strategia di rigenerazione per il Litorale Domizio

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La tesi di laurea di Monica Sandulli ed
Elisabetta Cleri con un piccolo contributo
della nostra Redazione

Una delle missioni dell’Associazione Culturale Officina Volturno e della Redazione del periodico Informare è essere presenti, per quanto di nostra competenza. È stato immediato rendersi disponibili per Monica ed Elisabetta, due studentesse motivate, curiose, attente e di rara educazione. È stata una grande soddisfazione essere citati nei ringraziamenti: “Vorremmo ringraziare l’ingegnere Morlando e tutta la redazione del giornale “Informare”, con sede a Castel Volturno, che ci ha accolte con grande gentilezza e disponibilità fornendoci preziose informazioni, indispensabili per lo studio e la conoscenza di questa complessa realtà”.
I contenuti della tesi sono riassunti in maniera eccellente nella conclusione della stessa:
“In questa tesi ci si è interrogati sul modo in cui si potesse intervenire in un contesto particolare come quello esaminato, estremamente dissonante per i forti contrasti che lo contraddistinguono, sia dal punto di vista fisico che sociale. La nostra proposta punta sul progetto dello spazio aperto, attraverso la mitigazione del rischio ambientale, la valorizzazione del paesaggio e la creazione di spazi che possano farsi catalizzatori di un’inedita dimensione aggregativa per la comunità, per ritessere le maglie di un territorio sconnesso e diffuso e restituire suoli alla pubblica fruizione.
Lo scopo è quello di sovvertire il carattere introverso di questo territorio, rendendolo maggiormente attrattivo e accessibile, nell’auspicio che la sua inversione e la sua trasformazione diventino luogo, propulsione e occasione di rigenerazione del tessuto sociale e di integrazione.

Quello che si vuole rimarcare è che la valorizzazione turistica del territorio non può prescindere dalla ricostituzione di un ambiente abitabile e dignitoso per la comunità che vi risiede. Si è consapevoli che per avviare un reale processo di rigenerazione di questo territorio è indispensabile che venga avviato un più ampio processo politico, sociale, culturale ed economico volto alla tutela dei diritti e al ripristino della legalità”.
Il racconto della loro esperienza a Castel Volturno nelle parole di Monica: «Durante le lunghe ore di ricerca di materiali, informazioni, notizie per venire a capo di una realtà non semplice da approcciare e sorprendente, nel bene e – purtroppo – soprattutto nel male, l’incontro avuto con la redazione di “Informare” è stato come avere la sensazione di aver trovato un punto fermo, un barlume di certezza nel caos. Essendo venuto meno il confronto con le istituzioni per la loro indisponibilità, ci ha molto incoraggiato non solo avere l’occasione di dialogare con chi ha una profonda conoscenza del territorio e vi è intimamente legato, ma anche l’aver trovato, citando Calvino “chi […] in mezzo all’inferno, non è inferno” e si impegna per migliorarlo, secondo le proprie possibilità».
E questo il ricordo di Elisabetta: «La redazione di Informare ci ha accolte fin dall’inizio con un caloroso benvenuto. Da subito è apparso evidente quanto l’associazione fosse radicalmente connessa coi problemi del territorio e quanto ne rappresentasse intimamente l’intera comunità.
Il confronto in redazione è stato di fondamentale supporto per lo sviluppo della tesi: le informazioni e il racconto della città ci hanno consentito di ricostruire per piccole parti il quadro di una realtà decisamente complessa e contraddittoria, permettendoci di proporre una strategia per un progetto di rigenerazione urbana e territoriale dell’ambito oggetto di studio».

di Angelo Morlando

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N° 213 GENNAIO 2021

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