Sono queste le parole con cui si presenta la Sig.ra Maria Di Buono, vedova del Tenente Michele Liguori, ai ragazzi che incontra nelle scuole. Parole dure che si riferiscono alle terre avvelenate da discariche abusive scoperte proprio da suo marito nel territorio di Acerra, ormai tristemente soprannominata Terra dei Fuochi. Ma sono molte le terre dei fuochi affiorate in tutte le regioni italiane, che trasformano quello che sembrava un caso isolato in una vera epidemia del malaffare, o meglio in una strage razionalmente pianificata. A cinque anni dalla morte di Michele, a causa di due tumori provocati dal contatto continuato con sostanze cancerogene, Maria Di Buono si è fatta testimone degli abomini delle mafie.

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Sig.ra Di Buono, la prassi di portare testimonianza nelle scuole è ormai consolidata, ma davvero il messaggio arriva?

Sì, ne sono sicura. I ragazzi che incontro mostrano sempre molto interesse nelle questioni ambientali e nella vita di Michele, non solo professionale, ma anche privata. Robert Baden-Powell diceva che da piccoli si diventa grandi. Con questa filosofia scout, dei quali faceva parte Michele, incontro i ragazzi. La loro età non è un ostacolo alla comprensione di determinati temi, anzi “agli occhi di un ragazzo conta ciò che un uomo fa non ciò che dice” citando ancora una volta gli scout.

Sono molte le associazioni costituitesi ad Acerra per affrontare le problematiche ambientali. Come procede il loro lavoro?

Sono molte le persone che hanno voglia di continuare la lotta di Michele anche nel civile, persone che hanno a cuore il proprio territorio. Tra queste sicuramente Enzo Petrella (Associazione Volontari anti-roghi Acerra ndr.), Alessandro Cannavacciolo, Rosanna Leone (del Comitato Donne del 29 agosto, ndr.). Nonostante ciò, siamo ancora pochi per ottenere la giusta considerazione. Ogni famiglia di Acerra è colpita da male prodotto dall’inquinamento, ma non tutti sono pronti a scendere in piazza e a partecipare attivamente. Tra poco sarà aperta la quarta canna dell’inceneritore, ma sembra che alla popolazione interessi. A queste persone vorrei dire: “Partecipate! Il nostro lavoro è anche per voi!”

Mentre dalle istituzioni che tipo d’interesse ricevete?

Il Sindaco ( Raffaele Lettieri ndr.) neanche ci risponde. Si limita a mantenere il consenso organizzando feste cittadine. I soldi utilizzati per le feste potrebbero essere investiti nelle bonifiche, a tutela della salute dei cittadini. Per non parlare poi dei fondi europei, puntualmente restituiti all’Unione invece di essere investiti in progetti di bonifica! Non sono mai neanche stata invitata in una sola scuola di Acerra, eppure ho visitato istituti di tutta la Campania. Quello che manca è una vera coscienza collettiva, che vada oltre i confini di Acerra: l’inceneritore, le discariche, l’inquinamento dell’aria e delle falde acquifere riguardano tutti i comuni limitrofi, non solo il suolo che le ospita.

A cosa si deve la mancanza di questa coscienza cittadina?

All’ignoranza, ma anche alla comodità di credere che se ne stia occupando qualcun altro. Non si rendono conto che la partecipazione è obbligatoria per ottenere un risultato. Quando Michele ha cominciato le indagini, è caduto il velo d’ingenuità che ci copriva gli occhi. Non immaginavamo che si sarebbe mai potuti arrivare a un tale livello di cattiveria e disumanità. Ora non ci sono più scuse, abbiamo il dovere di affrontare le nostre colpe. Per questo rimetto le mie speranze nei bambini. Loro non sono solo il futuro, loro sono il presente.

di Maria Rosaria Race

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