“Terra”, Stefania Fanelli: «Costruire la filiera pubblica dei rifiuti speciali»

Stefania Fanelli, candidata capolista con la lista “Terra” nelle circoscrizioni di Napoli, Caserta e Benevento, ha alle spalle una lunga storia di lotte sociali nel suo territorio d’origine, Marano. Ha saputo raccogliere le istanze della sua terra divenendo una figura riconosciuta all’interno del suo comune, nel quale ricopre l’incarico di consigliera comunale. Abbiamo ospitato la candidata Fanelli per un confronto sulle tematiche clou della regione Campania e per capire di più del progetto “Terra”, movimento con una forte spinta propulsiva ambientalista.

Chi è Stefania Fanelli e qual è la sua storia?

«Sono consigliera comunale a Marano di Napoli e sono una lavoratrice part-time, con un salario e una vita precaria. Il mio impegno politico sul territorio si è focalizzato sulla questione ambientale, come la lotta contro l’inceneritore di Acerra. Ho abbracciato subito tutte le vertenze ambientali dell’area Nord di Napoli. Seguo particolarmente anche le vertenze inerenti il “diritto all’abitare”, una lotta che a Marano ha portato la prima assegnazione di alloggi popolari, attraverso una regolare graduatoria, utilizzando i beni sottratti alla criminalità organizzata. Gestisco a titolo del tutto volontario uno sportello antiviolenza con un numero attivo 24/h».

Cos’è specificamente il progetto Terra?

«Il progetto Terra è un percorso naturale che si forma con l’unione di tante realtà che da anni stanno insieme sui territori. Unire la sinistra sociale e la sinistra politica era un sogno che portavamo avanti da tempo. Questo progetto mi affascina perché non si fermerà al momento elettorale, questa era una condizione necessaria affinché ci mettessi la faccia in un progetto che abbia una visione futura. Il progetto deve continuare e le vertenze ambientali devono essere portate in Consiglio regionale»

Qual è l’idea che vi ha fatto scegliere per due candidati presidente?

«Il nostro candidato presidente è Luca Saltalamacchia, ma con lui ci sono anch’io come co-candidato presidente. Abbiamo voluto emulare il modello curdo, dove ogni ruolo apicale è gestito dalla doppia presenza di genere, ma abbiamo preso d’ispirazione questo modello anche nella pratica politica, quindi le decisioni vengono prese attraverso consulte popolari e assemblee pubbliche. Vogliamo far emergere il dinamismo collettivo dei nostri territori».

Passiamo alla questione ambientale. Il tuo giudizio sulla gestione De Luca e le vostre proposte di discontinuità?

«Proprio stamattina ho assistito e registrato l’ennesimo rogo tossico arrivando a Castel Volturno. Ogni giorno c’è la rappresentazione plastica del fallimento di De Luca sulla questione ambientale. In continuità con Caldoro, De Luca ha basato la gestione dei rifiuti sempre sul piano delle discariche e degli inceneritori, ma il vero problema è che non è stata invertita la rotta sullo smaltimento dei rifiuti speciali, perché è quello il principale motivo che innesca i roghi tossici. Lo smaltimento degli scarti di produzione delle aziende e degli insediamenti industriali sono affidati totalmente ai privati, con costi altissimi. Il primo passo da fare è costruire la filiera pubblica dei rifiuti speciali, così invertiamo davvero la rotta. Ma ciò riguarda anche l’inquinamento dei corsi d’acqua, è il caso della foce del fiume Sarno o dell’alveo dei Camaldoli; lo sversamento illecito da parte di aziende criminali fa sì che venga inquinata la terra, ma anche le acque. De Luca non ha investito sugli impianti di compostaggio, ne abbiamo 3 ma bisognerebbe averne almeno 15, in particolare parlo di impianti di comunità».

Qual è la vostra opinione sul trasporto pubblico?

«È un tema centrale in quanto riguarda la vita di studenti e lavoratori. Quando parliamo di trasporti si ha sempre una visione centrica mentre, secondo noi, bisognerebbe investire molto sul mettere in rete i comuni delle aree metropolitane. I cittadini delle periferie sono davvero messi in ginocchio. Per legge i comuni possono partecipare a realizzare insieme un piano strategico per il trasporto pubblico locale, mi chiedo perché De Luca non ha mai coinvolti i comuni della regione per realizzare un piano partecipato con gli enti locali. Dovevano essere messi a bando i lotti per il trasporto pubblico, dovevano andare a gara già nel maggio 2020, poi posticipati a settembre e poi al 2021; il presidente dovrebbe spiegarci perché va procrastinata una questione così importante. Per noi bisogna intercettare i fondi del Recovery Fund per investire sul trasporto pubblico locale».

Sulla Sanità De Luca ribadisce la sua ottima gestione culminata con l’uscita dal commissariamento. Tu cosa ne pensi della sua gestione?

«Continua ad affermare che siamo usciti dal commissariamento con un piano di rientro, peccato che questo abbia messo in ginocchio il diritto alla cura; De Luca ha fatto campagna elettorale sul lockdown, ma non ha detto le reali condizioni della Sanità campana. Ha chiuso ospedali, ha accorpato reparti specialistici, ha ridotto i posti letto in terapia intensiva di 2/3, non immagino se fosse accaduto in Campania ciò che è successo in Lombardia. Sono stati chiusi i presidi territoriali (P.S.A.U.T.), che sono strutture di pronto soccorso di prossimità. Urge un grande piano di assunzione di personale sanitario per riaprire i presidi»

Tra le tue tante lotte c’è quella sul diritto all’abitare. Cos’ha fatto De Luca su questo tema?

«Un altro fallimento. Ha eliminato i bandi speciali dell’emergenza abitativa, la vecchia legge 18/97 imponeva che i comuni destinassero il 25% del patrimonio pubblico all’emergenza abitativa. Siccome un canone d’affitto incide di circa il 30% sul salario, chi perde lavoro, oggi, perde anche la casa. Sul sostegno all’affitto, molte regioni hanno elargito risorse per questa misura indipendentemente dai fondi della legge di bilancio, mentre De Luca dal 2015 non finanzia questo importante strumento. Ha davvero fatto un disastro sulla questione abitativa».

Perché votarti e perché scegliere il progetto Terra?

«Perché progetto Terra è l’unico che mette al centro davvero la questione ambientale. Il progetto è fatto da persone che da anni abbracciano le vertenze dei territori. Saremo ogni giorno al fianco dei cittadini su questioni reali».

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