Quando si diffuse il termine “Terra dei Fuochi” ero profondamente arrabbiato, perché ero convinto che con tale appellativo avrebbero definitivamente distrutto il comparto agro-alimentare, senza prendere seri e duraturi provvedimenti di prevenzione e di cura della salute della popolazione campana, senza prendere seri e duraturi provvedimenti per ridurre gli impatti su tutte le componenti ambientali, senza prendere seri e duraturi provvedimenti contro il sistema politico-mafioso dei rifiuti, delle discariche e delle infrastrutture idrauliche. Ho avuto torto sul comparto agro-alimentare che è ancora miracolosamente attivo. Ho avuto ragione che non sono stati presi seri e duraturi provvedimenti in alcun campo, anche se i primi provvedimenti del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa sembrano finalmente andare controcorrente; devo ricredermi sul termine “Terra dei Fuochi”: ai cittadini casertani ha dato un minimo di riconoscimento e di visibilità. Solo quello però. La verità, molto amara, è che siamo la “Terra di nessuno” e la “Terra dei nessuno”, serviamo solo a scoop giornalistici, serie TV e investimenti pubblici a favore di soliti pochissimi privilegiati. Dal mondo reale, cioè da chi come me anche quest’anno ha vissuto tutta l’estate di Castel Volturno, la teoria è confermata dalla pratica. La mentalità con la quale gli invasori dell’entroterra giungono sul nostro territorio è evidente: “qui si può fare tutto, perché non c’è possibilità di controllo e perché chiste (cioè noi residenti tutto l’anno) non so’ nisciuno…”.

Sulla impossibilità di controllo, posso solo dare la massima solidarietà agli uomini delle Forze dell’Ordine che provano a fare quel che possono con pochissime risorse e pochissimi uomini, per delle regole statali di distribuzione delle risorse assurde. Dall’alto non riescono a capire che a Castel Volturno ci vuole almeno una Comando Provinciale o addirittura un Comando Interregionale (le connivenze col basso Lazio, con la Calabria e tutta la provincia napoletana oltre connivenze con molti paesi stranieri sono più che evidenti). Ci vorrebbero almeno 100 uomini operativi, dotati di mezzi e strumenti adeguati. Ma lo Stato e la Politica dove sono? Sicuramente non per strada; chi vive le strade di Castel Volturno, si rende palesemente conto che girano brutte facce e che a breve saranno rilasciati molti “cattivoni”, si spaccia in tanti luoghi, l’occupazione abusiva di spazi pubblici è una necessità quasi folkloristica. Se non ci fossero parcheggi e parcheggiatori abusivi, se non ci fossero bancarelle abusive in ogni dove, i “turisti” non riconoscerebbero la nostra ridente cittadina. Non siamo più “pizzo free” come molti si illudono, i cantieri sono quasi tutti “sotto controllo”; in sintesi, non si muove foglia che non sia controllato dal sistema “camorra 2.0”, cioè la camorra che non spara (al momento) e che vuole fare solo affari; ma non siamo in Canada, non siamo in Australia, prima o poi ci sarà la necessità di mostrare i muscoli e, come al solito, ci accapezzeranno le penne anche tanti innocenti “nessuno”.

Il mondo associativo e informativo, pur composto da tante persone perbene e volenterose, non è capace di avere una voce unitaria. Se tutte le associazioni campane fossero convocate ad un unico tavolo di discussione istituzionale, dopo mezz’ora si dovrebbe chiudere l’incontro per “manifesta confusione”. Ognuno con le proprie idee, per quanto valide, ma con poca voglia di stabilire priorità e delegare per specifiche competenze.

Io sono nessuno tra tanti nessuno e ne sono consapevole, ma non voglio e non posso arrendermi. La speranza è che la tanta rabbia, anche la mia, possa essere convertita in educazione, perché, come dice un vecchio detto, l’educazione e la maleducazione sono fortemente contagiose.

di Angelo Morlando