Terra dei fuochi: un confronto con gli studenti dell’Istituto Torrente

Al tavolo dei relatori Don Patriciello, Marzia Caccioppoli e Tommaso Morlando

Nella terra dei fuochi sono sepolte tonnellate di rifiuti tossici. Dal 2002, Legambiente ha censito 119 inchieste giudiziarie su traffici di rifiuti diretti alle discariche legali e illegali sia nel napoletano, sia nel casertano, con 447 ordinanze di custodia cautelare, 734 denunce e 177 aziende coinvolte. L’ultima operazione giudiziaria risale all’agosto 2019, quando i droni dell’esercito hanno individuato e consentito di sequestrare un deposito abusivo di oli esausti. Questi numeri, purtroppo, sono destinati a non essere definitivi.

Si discuterà proprio di Terra dei fuochi e tutela dell’ambiente Giovedì 30 gennaio, ore 10.00, in un incontro aperto al territorio che avrà luogo presso la Parrocchia S. Antonio Abate di Casoria.
L’incontro è fortemente voluto ed organizzato dall’Istituto Professionale A. Torrente in un percorso ormai collaudato con la parrocchia, con lo scopo di approfondire la riflessione sulla questione ambientale; il corpo docente con il preside De Rosa e la comunità cristiana con don Salvatore Piscopo, hanno avvertito forte l’esigenza di fermarsi e ascoltare persone che sul tema sono in prima linea da diversi anni.
Presenti all’incontro, infatti, troveremo Don Maurizio Patriciello, parroco a San Paolo Apostolo presso il Parco Verde di Caivano; Marzia Caccioppoli, fondatrice –affiancata dal altre cinque mamme- dell’associazione “Noi genitori di tutti” e Tommaso Morlando, direttore editoriale del periodico Informare, media partner dell’evento.

Si tratta di un incontro che, in ottica educativa, tenta di porre “rimedio” alla disillusione ed alla delusione dei tanti giovani delusi da quello che è il mondo dei grandi: ai loro occhi appare spesso impossibile immaginare un territorio diverso; nasce quindi l’esigenza di confrontarsi con persone che combattono quotidianamente per realizzare e lasciare una speranza nella storia, dando risposte possibili a problemi concreti. L’intento quindi, non è solo di toccare la sfera emotiva, bensì creare percorsi di cittadinanza attiva, sensibilizzazione e risveglio di coscienze; fare proprio il motto di Don Milani a Barbiana: “I care”, mi sta a cuore. Sta a cuore la terra che calpestiamo, l’aria che respiriamo, la nostra vita e quella delle persone che incontriamo, nella consapevolezza che solo il cammino condiviso genera la possibilità di vivere in un mondo nuovo.

Il territorio è invitato a partecipare, vi aspettiamo.

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