Tenet – Il Blockbuster dell’era Covid

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Vi chiederete perché abbia usato il maiuscolo per la parola blockbuster, nel titolo. Questo perché Tenet di Christopher Nolan è forse il film più anticipato, chiacchierato, e osservato di tutto il 2020.

In un momento storico in cui Hollywood ha preferito rilasciare i propri film in streaming, video on demand o in pochi cinema e comunque in sordina, l’unico a ricevere un budget di marketing pari ai duecento milioni di dollari che è costata la sua stessa, mostruosa produzione è stato proprio Tenet. Pubblicità su YouTube, in TV, cartelloni per strada, cartelli defilati nei siti web, campagne congiunte con le case di moda, d’auto e di orologi che hanno collaborato con la produzione, tutta la potenza di fuoco della Warner Bros Pictures.

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Il problema è che questa spesa di quasi quattrocento milioni di dollari (quasi, perché i costi del marketing non sono mai esplicitamente dichiarati dagli studios) Tenet, ad oggi, ancora non li ha recuperati. L’unico film ad aver avuto un incasso comparabile, sulle tre cifre milionarie, e Gli Ottocento di Guan Hu, che ha avuto un budget di produzione di soli ottanta milioni di dollari e qualche spicciolo per un box office di oltre quattrocento milioni. C’è poco da stupirsi: i cinema di tutto il mondo stanno lavorando (quando sono aperti) a capacità dimezzata nei casi più fortunati, in Cina ci sono soltanto più persone.

Il che è un problema per l’industria cinematografica. Tenet è un prodotto originale dal regista anglosassone più celebrato del 21esimo secolo, e non riesce nemmeno a portare un profitto quando mezzo mondo sta chiuso in casa per non morire di peste 2.0.? In questo momento Hollywood, che già stava perdendo sempre più soldi contro la televisione e i giganti dello streaming, si sta interrogando su cosa fare, come gestire un mercato da miliardi di dollari quando sempre meno persone possono comprare i loro prodotti. Molti hanno deciso di provare la strada più sicura, ma Christopher Nolan ha voluto creare un film di fantascienza con un cast multietnico e un eroe nero, che prova a sviluppare idee originali sui viaggi nel tempo, parla di drammi familiari, e fa schiantare un Boeing di linea per davvero anziché usare CGI. Quel tipo di spettacolarità e “osare in modo mainstream” che gli ha sempre permesso di dirigere i film che voleva con box office e recensioni strepitose, ma che in un’epoca in cui un singolo tampone negativo può mandare all’aria milioni di dollari di investimento, sono a rischio.

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Certo, è anche un film carico di speranza, con un catartico lieto fine dopo un viaggio struggente e una disperata lotta per salvare l’umanità da una minaccia invisibile, una metafora perfetta per come tutti vorremmo che finisse questa pandemia. Ma se nemmeno Christopher Nolan ce la fa, cosa restano? I soliti cinecomic, i soliti adattamenti di libri e videogiochi? Nolan è sempre stato uno dei pochi autori-blockbuster, un lume di speranza per chi aspira a raccontare storie e idee originali con i grandi budget che meriterebbero e che invece sono tirati dietro ai film più “safe”. Per garantire un po’ più di originalità ad un cinema sempre più omogeneo possiamo solo sperare che il film riesca a fare un profitto in qualche modo—per cui andate al cinema, se le restrizioni nella vostra area lo permettono, indossate una mascherina e rispettate il distanziamento sociale… e supportate le idee originali.

di Lorenzo La Bella

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