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Telemedicina: la rivoluzione di Otofarma è già iniziata

Redazione Informare 16/05/2024
Updated 2024/05/15 at 3:29 PM
7 Minuti per la lettura

La Sanità resta uno dei grandi temi del futuro. Le sfide sono sempre più importanti e l’efficienza del Sistema sanitario nazionale è messa alla prova da un cittadino più esigente, soprattutto a seguito della pandemia. Lo ha ben capito la società Otofarma S.p.a., azienda leader nella costruzione e realizzazione delle protesi acustiche. Grazie ad un approccio visionario, l’azienda è stata tra i primi promotori in Italia della Telemedicina. Parliamo di tecniche in costante incentivazione da parte dell’Europa, dati i risultati soddisfacenti che la Telemedicina ha ottenuto nei principali Paesi europei. 

MEDICI IN FARMACIA: LA RIVOLUZIONE DELLA TELEMEDICINA DI OTOFARMA È INIZIATA 

Per comprendere la scommessa vinta da Otofarma, abbiamo parlato con l’ing. Miko Cataldo, Process Engineering dell’azienda. 

Ing. Cataldo, quali sono le vere potenzialità della telemedicina? 

«La telemedicina è un plus che possiamo offrire al farmacista, avendo un medico che può indirizzare il paziente. Ciò significa non lasciare il farmacista da solo, in balìa di pazienti che non sanno quanto tempo possono metterci per arrivare ad una diagnosi. Pensiamo a quante volte delle richieste di esami strumentali poi non vengono effettuati perché i laboratori sono intasati e le liste d’attese sono lunghe. Per noi la farmacia è il locale sanitario in cui investire. Con la telemedicina c’è la sicurezza di trovare un medico a disposizione del paziente che può dare un consulto professionale». 

È possibile coniugare una nuova visione della farmacia con prezzi accessibili al pubblico? 

«Certo, noi lo facciamo con risultati sempre più incoraggianti. Dobbiamo partire da un presupposto essenziale: per noi la farmacia è il primo baluardo sanitario territoriale. Durante il Covid abbiamo visto come le farmacie si siano trasformate in centri multiservizi assistenziali. Già prima del Covid abbiamo investito nella farmacia e nel ruolo del farmacista. Per questo nasce il progetto della telemedicina per la farmacia con il Telefarma Medica. Oggi serviamo quasi venti farmacie con la telemedicina, ogni giorno i pazienti sono ben soddisfatti di trovare un servizio funzionante ad un prezzo sociale di 39 euro, poco meno del ticket sanitario». 

UNA PROTESI CREATA SUL PAZIENTE 

La propensione al cliente sviluppata da Otofarma traspare in tutti i suoi servizi. Quello più rilevante è consiste di certo nella produzione delle protesi acustiche. Ce ne ha parlato Salvatore Troja, audioprotesista dell’azienda che si occupa degli esami audiometrici e il fitting ai pazienti. 

Cosa rende speciale la protesi di Otofarma? 

«Il primo punto di forza è il Made in Italy: le protesi vengono costruite nei nostri laboratori a Varcaturo e sono di elevatissima qualità, pronte a raggiungere tutto il territorio nazionale. Per i nostri apparecchi utilizziamo un metodo specifico: lavoriamo su una protesi adattata in base alle esigenze del paziente e lo facciamo direttamente in laboratorio. La prima parte è quella della tele-audiologia: il paziente viene scelto in base ad un esame audiometrico fatto dai nostri otorini; quindi, viene fatta una videoscopia per capire se ci sono patologie in corso nell’orecchio. Se il condotto uditivo è sano, si procede con una visita audiometrica. In quel caso, se il paziente ha una perdita uditiva allora il medico potrà effettuare una prescrizione di protesi acustiche. Solo in quel caso viene costruita la protesi per quel paziente specifico, sempre in base al suo esame audiometrico. Vengono prese le misure del condotto uditivo e del padiglione per accoppiare bene la protesi acustica all’orecchio del nostro paziente».  

Ci spiega le tecnologie in capo all’azienda che vi permettono di seguire il cliente in ogni passo e anche a distanza? 

«Una volta che la protesi viene indossata dal paziente, entrano in gioco i nostri audioprotesisti per effettuare delle teleregolazioni. Quindi anche a distanza riusciamo a fare delle regolazioni che consistono in un ulteriore esame audiometrico chiamato “esame insitu”, viene fatto direttamente con la protesi che funge da audiometro. In questo modo si costruisce un esame audiometrico ancora più dettagliato, proprio perché il ricevitore della protesi è situato a pochi millimetri dalla membrana timpanica. La protesi, dopo aver effettuato questo ulteriore esame, si autoregolerà di conseguenza. Ci sono altri algoritmi all’interno delle protesi acustiche che servono per farla adattare bene: un difetto che possono avere le protesi è il feedback, quel fischio che si può generare quando queste non sono accoppiate bene all’orecchio. Noi riusciamo ad eliminare completamente l’effetto Larsen (il fischio n.d.r.) con un accoppiamento all’orecchio a livello hardware, con una serie di gommini idonei a chiudere completamente il condotto uditivo e attraverso un disegno personalizzato del condotto uditivo del paziente. Questo è possibile grazie alle nostre stampanti 3D per la stampa dei gusci auricolari. Per quanto riguarda invece la personalizzazione software, riusciamo ad eliminare il fischio costruendo una curva di risposta dove l’apparecchio lavora in controfase rispetto ad un ipotetico effetto Larsen, che si può innescare e lo abbatte automaticamente».  

Ci sono altri periodi di riabilitazione nel percorso, come vengono seguiti dall’audioprotesista? 

«C’è anche un ulteriore periodo di riabilitazione: l’apparecchio acustico viene regolato con una percentuale di guadagno che non è quella finale, ma è leggermente inferiore. Ciò serve per far abituare il paziente a sentire questi nuovi suoni e man mano andiamo ad aumentare fino ad ottenere il volume ideale, quello che serve per recuperare la perdita uditiva. Il paziente non viene lasciato da solo in queste fasi: è un percorso di riabilitazione dove si crea una sinergia tra il paziente stesso con l’audioprotesista».  

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