Definizione

Cenni storici 

Il termine tecnostress venne coniato dallo psicologo americano Craig Broad nel suo libro edito nel 1984 da Addison Wesley, “Technostress: the human cost of computer revolution”. Lo psicologo faceva riferimento per la prima volta allo stress legato all’uso delle tecnologie e al loro impatto a livello psicologico.

È una forma di malattia a cui siamo tutti esposti e non bisogna sottovalutarne gli effetti. Per capire se si è vittime di tecnostress basta considerare alcuni parametri standard. Infatti, si «definisce tecnostressata la persona che sta al computer più di 4 ore al giorno, fa più di 20 telefonate e manda più di 20 sms o messaggi in chat”.

Tecnostress e l’era digitale 

informareonline_tecnostress3Questo complesso fenomeno è stato favorito da una grande evoluzione e diffusione tecnologica negli  ultimi decenni. L’essere umano non era pronto ad ”accogliere“ il cambiamento così drastico e veloce che indubbiamente ha generato stress. La Rete Internet si è trasformata nello strumento universale d’informazione e la tecnologia digitale è diventata di uso comune grazie all’avvento di smartphone, tablet, connessioni Wi-Fi e tv digitale. La sindrome di tecnostress fa riferimento alla quantità enorme di informazioni in cui gli individui sono immersi e che viene assorbita e gestita quotidianamente. Tale fenomeno comporta un sovraccarico cognitivo che, in psicologia, viene chiamato “information overload”.

Un altro elemento che ha favorito l’insorgere del tecnostress, sia nell’ambito lavorativo che in quello personale e relazionale, è il ruolo della tecnologia mobile. Quest’ultima ha permesso un uso costante dei flussi informativi senza vincoli di spazio e di luogo.

I parametri di rischio

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I parametri che aiutano a definire l’entità del rischio tecnostress sono il tempo trascorso per gestire le informazioni digitali, la quantità di carico informativo e i sintomi. Ogni persona può lavorare o essere contattata in qualsiasi momento e in ogni luogo. La rivoluzione digitale e i social media hanno stravolto il concetto abituale di separazione tra la vita online e quella offline. Gli individui dell’era attuale sono proiettati in un tempo sferico che non ha inizio né fine, dove gli aspetti della vita professionale e personale si fondono.

Le principali cause di tecnostress

Dagli studi e test condotti tra le principali cause del tecnostress sono considerate le seguenti:

  •  la gestione di troppe informazioni;
  •  l’eccessivo uso degli apparecchi;
  •  la fretta nell’esecuzione delle operazioni.

Soggetti a maggior rischio

informareonline_tecnostress2I più sensibili ai fattori ambientali sono i ragazzi e le donne. Dalla recente indagine risulta che l’85% degli intervistati ha sofferto negli ultimi sei mesi di almeno un disturbo, mentre il 45% dichiara di averne avuti tre o più. E come detto, le donne e i giovani sono i più colpiti dai disturbi da stress, sia per incidenza sia per frequenza.

Inoltre, si individuano specifici contesti professionali con la maggior incidenza di sviluppare tecnostress. I lavoratori più a rischio sono i networkers, le professioni dell’ICT, gli operatori call center, i giornalisti, i community manager, i commercialisti.

Sintomi

Il mal di testa (46,2%) e la stanchezza (45,9%) risultano i disturbi più diffusi. Seguono il mal di stomaco (26,9%), la tensione o il dolore muscolare (25,5%), l’insonnia (24,9%) e l’ansia o agitazione (23,4%). La sintomatologia ha una componente soggettiva ed ogni persona può sviluppare o meno determinati sintomi. Inoltre, essi sono riconducibili a quelli causati dal cosiddetto “elettrosmog”.  Questo termine indica l’esposizione eccessiva a campi elettromagnetici emessi da apparecchi elettrici, router e modem Wi-Fi, smartphone, tablet e pc.

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Rimedi

informareonline-tecnostress-1La gestione delle conseguenze prevede l’attuazione di strategie di prevenzione, formazione e di misure per la gestione del carico sintomatologico. Rimedi validi per il tecnostress sono quelli che inducono al rilassamento mentale e fisico e all’interruzione, per alcuni porzioni di tempo, del flusso digitale. Tra questi si ricordano tecniche mentali, olistiche, sportive, rigenerative.

In ambito professionale è importante prevedere una riorganizzazione del lavoro e un’ adeguata distribuzione del carico informativo nel rispetto degli orari e degli spazi extra-lavorativi.

di Marta Krevsun

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