Teatro San Carlo, pezzo di Storia napoletana

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Il San Carlo è il teatro d’opera più antico d’Europa, ed è ancora in funzione, ha più di 280 anni è rappresenta quasi un momento storico della cultura italiana. Si trova proprio al Centro Storico di Napoli, (considerato dall’UnescoPatrimonio dell’ umanità”).

Infatti, si può dire che Napoli ha un patrimonio all’interno di un altro patrimonio; non è altro che il “Real Teatro di San Carlo”, di cui si può raccontare molto, tra cui storie e leggende interessanti. La sua sala e il suo palco hanno ospitato momenti irripetibili e persone uniche, come Mozarth e Stendhal, e tutto comincia dal 1737.
Il teatro San Carlo nasce grazie al fervore di rinnovamento urbano di Carlo di Borbone, al momento già duca di Parma, che sale al trono di Napoli nel 1735 a soli 19 anni, grazie agli intrighi della madre Elizabetta Fernisi. Carlo voleva fare di Napoli una grande capitale europea, e infatti, nel processo della costruzione del teatro, richiese che egli fosse il più bello, il più grande ed il più magnificente d’Europa; inoltre, era cosi importante che, fino a quel momento, quello fu il primo palazzo che venne costruito vicino al palazzo reale.

Le costruzioni iniziarono nel 1737, e sorprendentemente ci vollero solo 8 mesi per completarlo. Nel prodotto finale il Real Teatro di San Carlo era formato da un palco di legno molto solido, capace di mantenere anche una decina di cavalli o addirittura un elefante, ed era pienamente adornato da un sacco di candele sui palchi, e tele gigantesche che ne ricoprivano il soffitto come grossi lampadari sfarzosi e pendeti; il teatro doveva essere simbolo della grandezza del re, il quale vi organizzava grandi festeggiamenti sfarzosi e anche feste di compleanno.

Diventò cosi il teatro di San Carlo, un ombelico ed un tempio per la vita mondana, e di corte di Napoli; e soprattutto diventa da allora una meta sognata da tanti artisti, nel campo della musica e anche del teatro, soprattutto napoletani. Il teatro San Carlo rimane nel suo vigore per molto tempo e, nonostante le diverse guerre che arrivano in quel periodo, rimane intoccato, continuando a fare spettacoli al suo interno.
Tutto cambia la notte del 13 febbraio 1816, quando scoppia un incendio, con il quale nel giro di circa un’ora, il palazzo viene distrutto totalmente. La notizia non devasta solo la città di Napoli ma anche tutta l’Europa, molto colpita dalla grandezza del teatro ormai andato perso. Così il re di Napoli del tempo, Ferdinando I, affida la ricostruzione dell’edificio all’architetto Nicolino e all’impresario Bargaglia, del nuovo Real Teatro di Madrid, che nasce in soli 10 mesi di tempo.

Dopo la ricostruzione, il teatro era ancora più bello e magnificente dell’ultimo palazzo, tanto che Stendhal, presente all’inaugurazione, disse: “La vertigine provata davanti a cosi tanto splendore… uno splendore seduttivo”.

Ci sono stati molti cambiamenti apportati al nuovo palazzo, tra cui le decorazioni neoclassiche, i balconi più grandi (soprattutto quello del re), e la forma del palazzo, che diventa così più grande (quanto due condomini, posizionati uno sopra all’altro), e viene strutturato a forma di ferro di cavallo, che aiutava con l’ascolto acustico nel teatro.

Da non dimenticare è lo stemma dei Borboni messo in uno scudo al di sopra del palco del teatro. Anche adesso, ai tempi del Covid, questo teatro non ha smesso di essere ristrutturato e migliorato ed è ancora in funzione. Infatti, a novembre è stato realizzato uno spettacolo in diretta streaming che faceva parte di un ciclo di spettacoli nazionale dal nome “Aperti nonostante tutto”, a cui hanno partecipato alcuni dei principali teatri italiani.
Sempre a novembre sono state ufficialmente tolte le impalcature che coprivano l’entrata principale del Lirico del Teatro San Carlo, e dopo un anno e mezzo di lavori viene svelata la nuova facciata frontale del teatro. Il tetro di San Carlo è una parte importante da ricordare e visitare della cultura italiana, e soprattutto di quella napoletana; non solo per guardare nuovi spettacoli, come quelli che arriveranno a gennaio 2021, ma anche per conoscere e capire ciò che ci circonda, e la storia di una zona piena di grandi potenzialità; sta solo a noi, però, trovare, creare e valorizzare le cose giuste….

Alla prossima e Che Dio vi benedica.

di King Edomwadoba

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