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Teatro Ricciardi Heart Sound Orchestra: una realtà della provincia casertana

Gianrenzo Orbassano 06/04/2022
Updated 2022/04/06 at 2:48 PM
4 Minuti per la lettura

La musica classica in provincia è da sempre un argomento insidioso per gli esperti del settore, ma anche per i semplici fruitori e seguaci. Si è sempre detto che la musica classica in provincia soffrisse di scarsa attenzione, nonché di fragili basi economiche su cui espandersi. In parte, questo ragionamento, è vero. Capita, però, che nel cemento di questa indifferenza, la provincia stessa sia il terreno di solide radici. Capita di imbattersi in un contesto musicale nato dal basso, raggruppando molti musicisti della provincia. Un’unione che germoglia un ambizioso progetto. Ne è un esempio la Teatro Ricciardi Heart Sound Orchestra, diretta dal Maestro Domenico Rocco. Quando un caro amico mi consigliò di contattarlo, rimasi sinceramente (e positivamente) stupito dalla sua età, 20 anni. Un ragazzo acculturato e innamorato della musica. La Teatro Ricciardi Heart Sound Orchestra ha a cuore la crescita professionale dei musicisti. Offre un percorso formativo che si basa sull’apprendimento cooperativo e riserva al pubblico un repertorio di musiche dal 1600 ad oggi: da Charpentier a Mozart, da Beethoven a Ravel, dalle colonne sonore fino alla musica da camera. Una realtà della provincia che è diventata l’orchestra ufficiale del Teatro Ricciardi di Capua.

Ma allora si può fare ancora musica classica in provincia e costruire un progetto del genere?

«Sebbene sia spesso complicato, posso dirti di sì. L’ensemble nasce nel 2018 dall’esigenza di ridare valore alla musica classica. Nel napoletano e nel casertano abbiamo molte potenzialità. Siamo una fucina di talenti. Guardandomi intorno però, vedevo giovani musicisti disorientati: non avevano luoghi adatti dove esprimersi. Molti ragazzi vicini al posto dove vivo in provincia di Caserta, Riardo, sono addirittura andati via di conseguenza».

E quindi hai pensato bene di riavvicinarli…

«Sono un ragazzo molto concreto, ho pensato di creare io stesso un contesto adatto. Utilizziamo il linguaggio di oggi, gli strumenti di oggi per quanto riguarda la comunicazione. Alla fine, ho scoperto che i ragazzi non vogliono solo la classica serata in disco, ma hanno le passioni che li conducono a studi importanti. Questi studi vanno coltivati e i ragazzi stimolati. Era il 2018, il nostro battesimo è stato la realizzazione di quell’obiettivo di condividere la musica».

Da dove nasce questa tua passione?

«Ho sempre avuto una grande passione per la musica classica. Provengo da una famiglia di musicisti: mio padre è diplomato in clarinetto, mia mamma suona il sax. Fin da piccolo, sono stato immerso da questo mondo studiando privatamente per dieci anni pianoforte. Scoprii l’organo e la composizione organistica al conservatorio, per poi studiare direzione d’orchestra. Per questo, ho deciso di andare a cercare questi ragazzi nei luoghi più disparati, dove studiavano in spazi minuscoli o nelle loro camerette. Ho ricevuto un buon feedback da questi ragazzi, poiché intravedevo dedizione e amore per il loro strumento. Adesso questa orchestra è diventata un’opportunità».

Ed infatti, siete diventati l’orchestra ufficiale del Teatro Ricciardi di Capua!

«Devo ringraziare il direttore del Teatro Ricciardi Gian Maria Modugno. È stato molto disponibile con la nostra orchestra e ha dato fiducia al progetto. Al tempo gli proposi una collaborazione seria con il suo teatro, lui con la sua sensibilità ha dato una grossa mano per accelerare la mia idea. È stato un esempio di come un Teatro possa investire sulla musica e sui giovani. Mi auguro che il pubblico possa apprezzare innanzitutto la musica classica, avvicinarsi ad essa. Un obiettivo che la società deve perseguire per un accrescimento culturale e di prospettive».

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°228 – APRILE 2022

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