Teatro Lendi, il direttore Scarano: “non molliamo”

58
teatro-lendi-informareonline
Pubblicità

Francesco Scarano dirige con passione il Teatro Lendi di Sant’Arpino da ormai 10 anni, ottenendo importanti successi. Grazie al suo lavoro il Teatro è maturato, affermandosi come polo culturale sul territorio. Dallo scorso 26 ottobre, però, le porte dei teatri, insieme a quelle dei cinema, sono chiuse e gli spettacoli sospesi. A lungo si è discusso delle difficoltà dei lavoratori del settore, di fatto completamente fermi dallo scorso marzo, salvo una breve e limitata riapertura estiva. Ne abbiamo parlato proprio con il direttore Scarano.  

 

Pubblicità

Qual è la situazione attuale per il Teatro Lendi?

Dal mese di marzo, dal lockdown quindi, siamo completamente fermi, senza sussidi adeguati, nonostante i validi motivi delle chiusure. Ovviamente, attorno al teatro vive tutto un mondo, non molto seguito dai media, ma in cui lavorano tantissime famiglie. La breve riapertura estiva, con i posti ridotti e tutte le limitazioni del caso, ha purtroppo prodotto poco, perché vivendo di bigliettamento, con poche persone in sala abbiamo avuto naturalmente difficoltà. La situazione è drammatica: anche se chiusi, le spese di manutenzione restano e gli incassi mancano. In più, l’aiuto statale è stato purtroppo minimo e poco equo nella distribuzione dei sussidi. L’unica cosa che mi sento di dire, al pubblico e a me stesso, è che ho l’obbligo di non mollare, sperando di accumulare energia ora per poterla usare nel futuro.

Nel frattempo, state promuovendo altre iniziative, anche social?

Siamo fermi con gli spettacoli, ma continuiamo a prenderci cura del teatro. Abbiamo lanciato delle iniziative da me ideate, sì, per tenere vivi i social. Ovviamente non è la stessa cosa, non a caso parliamo di spettacolo “dal vivo”, con la presenza delle persone: uno spettacolo teatrale non può essere trasmesso sui social o in tv come alternativa, ma solo vivere in parallelo allo spettacolo vero. Ho ideato quindi queste brevi clip video, in cui protagonisti sono alcuni amici artisti, come Peppe Iodice o Gigi Finizio, che si preparano per andare in scena e una volta arrivati sul palcoscenico lanciano a modo loro un messaggio, che il teatro non si è fermato e vive ancora.

teatro-lendi-informareonline

La chiusura dei teatri ha rappresentato un duro colpo per la sfera culturale: proprio a questo proposito, il Teatro Lendi è un riferimento importate nell’Agro aversano…

Assolutamente. Anche dal punto di vista territoriale poi ci troviamo in una posizione favorevole e centrale, a metà tra Napoli e Caserta. Inoltre nei dintorni ci sono poche attività culturali, qui si è investito maggiormente in quelle commerciali. Ecco perché il nostro teatro rappresenta un centro culturale fondamentale per il territorio.    

di Lucrezia Varrella

Print Friendly, PDF & Email
Pubblicità