LaPer il pm della procura di Napoli Nord, Giovanni Corona, la Tav di Afragola deve essere sequestrata. Ma bisogna attendere il 14 gennaio per la decisione effettiva dei giudici del Riesame di Santa Maria Capua Vetere.

Il ricorso presentato riguarda la sicurezza della struttura, la regolarità del progetto e dei collaudi. Ma è solo l’ultimo (si fa per dire) di una lunghissima serie.

La Tav di Afragola è sorta in fretta e furia, lasciando dietro di sè misteriosi vuoti non ancora del tutto riempiti dalle indagini: bonifiche e collaudi fantasma, autorizzazioni false e collaboratori ambigui.

I primi sospetti erano comparsi già nel 2014, quando l’allora capo della polizia municipale, Luigi Maiello, svelò una sorta di accordo tra le ditte impegnate nei lavori della Tav e la società che gestiva l’autoparco abusivo nel terreno confinante (che vedeva tra i soci le mogli di due esponenti dei Moccia). Poco dopo, lasciò l’incarico.

Nel 2017, poco dopo l’inaugurazione, la Procura di Napoli Nord apriva un’indagine sulle violazioni ambientali e urbanistiche: il pm Francesco Greco sospettava che la Tav fosse stata realizzata su luoghi non bonificati, inquinati da rifiuti interrati negli anni. A seguire, un blitz dei carabinieri sequestrava il parcheggio dell’area ovest e il bar per assenza di autorizzazione; e accertava la presenza di problemi di sicurezza sui luoghi di lavoro. Tre mesi fa, la perizia dell’IRPA confermava i timori del pm, accertando la presenza di rifiuti tossici pericolosi intombati in quell’area.

Il Tribunale di Napoli Nord ha chiesto il sequestro della stazione e ha avviato le indagini, svelando interrogatori, perizie e intercettazioni.

Iscritte al registro degli indagati ben nove persone: dirigenti della Rfi, tra cui l’amministratore delegato Maurizio Gentile, tecnici comunali e l’ex sindaco di Afragola, Domenico Tuccillo.

Gentile è indagato per “attentato alla sicurezza dei trasporti”, per aver concesso l’apertura anticipata della TAV senza un certificato di collaudo. La procura indaga anche sui dirigenti tecnici della Rfi per aver omesso di disporre la chiusura dello scalo ferroviario; pur essendo a conoscenza delle certificazioni di idoneità false emesse da Donato Inglese, ingegnere collaudatore. Anche lui indagato per aver rilasciato un certificato nel giorno stesso in cui gli venivano trasmessi i documenti senza fare alcun collaudo.

Infine, l’ex sindaco di Afragola è accusato di essere stato punto di riferimento politico per risolvere i problemi nella costruzione e ottenere le autorizzazioni. Infatti, in un’intercettazione risalente a pochi giorni dopo l’inaugurazione e il sequestro del parcheggio, Tuccillo ha un colloquio con Roberto Pagoni, Investment director di Rfi, che gli chiede di intervenire. Tuccillo si metterà in azione. E sarà indagato per abuso d’ufficio , oltre che per presunte irregolarità nelle procedure di bonifica dei terreni utilizzati per il parcheggio.

Il 14 gennaio i giudici del tribunale del Riesame di Santa Maria Capua Vetere dovranno decidere sul ricorso presentato e eventualmente procedere con il sequestro. Si riuscirà questa volta ad accendere i semafori rossi o i treni continueranno a scorrere veloci, bruciando dietro di sé ogni granello di legalità?

 

di Giorgia Scognamiglio

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