TATANKA VERSO TOKYO 2020
La terra dei pugili nel ricordo del maestro Brillantino

Agosto 1984. Angelo Musone, marcianisano doc, esce sconfitto dalla semifinale delle Olimpiadi di Los Angeles. Una sconfitta clamorosa, per molti ingiusta, uno scandalo per tutto il mondo della boxe.

Inizia da qui il successo della “Terra dei Pugili, denominazione assegnata a Marcianise per le grandi vittorie dei propri atleti in ambito internazionale, diventata nel nuovo millennio fucina di innumerevoli talenti.

Un mondo che lo scrittore Roberto Saviano ha messo sotto la lente d’ingrandimento, elogiando il pluricampione mondiale e vice-campione olimpico Clemente Russo con il racconto “Tatanka Scatenatopresente nella sua raccolta di scritti intitolata “La bellezza e l’inferno, narrando di come lo sport possa essere un argine contro il degrado ed un trampolino per il riscatto sociale.

«In quel momento mi sono fermato e ho pensato: devo aver fatto davvero delle belle cose. E tante volte si fanno dei sacrifici dei quali non ti accorgi, lo fai per inerzia e perché vuoi raggiungere un obiettivo» – così Clemente Russo fa un bilancio sui suoi inizi e riferendosi allo scrittore, che lo esalta per la sua determinazione, risponde –
«Fa piacere, sono storie che raccontano vite difficili salvate dal mondo della boxe. Essere la persona che incarna quei valori è qualcosa di bello. La nostra è stata ed è ancora una terra difficile».

Saviano ha avuto negli anni grandi parole di elogio anche e soprattutto per il maestro Domenico Brillantino, o per meglio dire il “Sacrestano del pugilato, punto di riferimento per chiunque abbia messo piede nella sua palestra, quartier generale della Excelsior Boxe, associazione che dal 1986 al 2002 risultava essere la più titolata d’Italia.

“Qui si forma prima l’uomo, poi l’atleta ed infine il pugile”. È il biglietto da visita col quale l’associazione può vantare svariate medaglie olimpiche e innumerevoli campionati internazionali, col merito di aver conferito alla boxe l’eleganza nel gesto e la concezione di un agonismo quanto più lontano dalla “terribilità” del pugile dell’arena che squarcia e dilania.

In effetti, il maestro Brillantino è stato un secondo padre per chiunque abbia sacrificato le sue giornate adolescenziali nel nome del pugilato per la Excelsior. Potrebbero confermarlo gran parte degli atleti del gruppo che attualmente rappresentano la maggioranza nella Nazionale Italiana, tutti di scuola marcianisana: Mangiacapre, Arecchia, Maietta, Di Lernia, e ovviamente Clemente Russo. «Il maestro è stato per me una terza figura genitoriale. C’erano settimane in cui lo vedevo anche più di mio padre» – continua il due volte campione mondiale, rinnovando così la stima e il rispetto per colui che gli ha tramandato la pratica della noble art, e poi assicura –  «Il futuro della boxe marcianisana è in buone mani!».

Un pensiero va poi verso chi ha smesso negli anni di credere in lui : «Dopo Rio 2016 pensavano fossi finito. Ora, con il cambio di categoria e il passaggio ai supermassimi, nei quali ho combattuto nei campionati europei di Valladolid, sono ancora più sicuro di potercela fare».

di Giuseppe Amoroso
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