Massimo Antonelli: «Questi ragazzi sono pieni di risorse, hanno un forte senso di gruppo e sono un simbolo del riscatto di questo territorio»


Tam tam. Come un battito, un ritmo o un passaparola. Un progetto che nasce a Castel Volturno e fonde connotati sociali, sportivi e culturali, i cui protagonisti sono ragazzi italiani di origine africana tra i 12 e i 16 anni. Sognano l’NBA, quell’America che arriva a canestro tra divismo ed emulazione. I cestisti del domani possono emergere da un campetto pubblico della provincia di Caserta, giovani con la pelle nera che non hanno i soldi per pagare il biglietto di un pullman ma hanno la fortuna di aver trovato un’associazione sportiva che dà loro l’opportunità di giocare gratuitamente, divertirsi e crescere palleggiando con la palla a spicchi.

Massimo Antonelli
Massimo Antonelli (Foto di Carmine Colurcio)

Tam tam è il nome scelto da Massimo Antonelli, ex cestista campione d’Italia con la Virtus Bologna nel 1976, bronzo ai Giochi del Mediterraneo di Algeri ’75 e giocatore della Napoli Basket dal 1981 al 1985. Da 20 anni Antonelli si dedica ai corsi di Music Basketball Method, un metodo da lui creato, innovativo, efficace e divertente che utilizza la musica per insegnare e migliorare i fondamentali del basket, che risulta un importante supporto tecnico e motivazionale. Oggi Massimo allena una quarantina di immigrati di seconda generazione, con la voglia di fargli vivere la stessa passione con cui lui è cresciuto. «Ci alleniamo a contatto con la natura, vicino al mare, in un ambiente che questi ragazzi amano – ci racconta Antonelli – Non si stancano mai, non conoscono la fatica e hanno il piacere di stare qui».

Il progetto di natura sociale sta diventando una realtà sportiva che intende affacciarsi al basket professionista. Infatti, la squadra si è iscritta alla Federazione Italiana Pallacanestro per poter partecipare ai campionati di categoria, per i quali c’è molto seguito: «Questi ragazzi hanno un forte senso di gruppo e squadra. Sono severi nel giudicarsi ma lo fanno anche per migliorarsi. Anche quando giochiamo in trasferta c’è sempre il pienone. Questi ragazzi danno un forte segnale di riscatto per questa terra e ne vogliamo coinvolgere ancora tanti».

L’associazione, gestita da Massimo, Guglielmo Ucciero, Pietro D’Orazio, Antonella Cecatto e Antonelli Rino, tutti ex cestisti, è sostenuta dalla Fondazione Decathlon, dalla Givova e dall’azienda Archilegno. «È un’attività molto bella che ci gratifica tanto – continua Antonelli – e lavorare con questi ragazzi è qualcosa di veramente speciale. La nostra intenzione è dare loro un’opportunità di gioco. Negare lo sport a chi ama praticarlo, ma non può permetterselo, è pura follia, significherebbe negare la gioventù ad una persona. Spero di aiutarli a lanciarli nel mondo professionistico anche perché alzeremo sempre più l’asticella dell’impegno e della professionalità. Questi ragazzi sono visti come un pericolo o un danno ma hanno anche grandissimi risorse. Uno di loro ha scritto anche un testo, “Tam Tam nel cuore”, che sarà senza dubbio l’inno della squadra».

di Fabio Corsaro
Foto di Carmine Colurcio

La squadra di "Tam Tam" (Foto di Carmine Colurcio)
I ragazzi durante l’allenamento