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Tam Tam: storia di un’ingiustizia sociale

Redazione Informare 06/01/2023
Updated 2023/01/06 at 8:37 PM
4 Minuti per la lettura

L’associazione Tam Tam basket opera a Castel Volturno, una città estremamente complessa ed unica nel suo genere, dove vivono circa 80 etnie differenti. Quest’ultimo è un dato importante, che dà alla città l’accezione di “cosmopolita”. La mission di Tam Tam è quella di abbattere gli stereotipi culturali con il potere dello sport: non dimenticando mai chi, per tanti motivi, viene emarginato.

Siamo, però, costretti a raccontare l’ennesimo atto di impedimento aitanti ragazzi di Tam Tam, che vorrebbero essere solo liberi di giocare ed esprimere tutto il loro talento. Il coach della squadra Massimo Antonelli, negli ultimi giorni ha raccontato la triste vicenda che ha colpito parte dei suoi ragazzi: l’esclusione dalle competizioni sportive perché non in possesso del permesso di soggiorno.

La legge italiana, in merito alle competizioni sportive, obbliga le squadre che possiedono giocatori stranieri a presentare il permesso di soggiorno per completare l’iscrizione in federazione. Il problema si consuma proprio qui, in questa norma. Quasi tutti i ragazzi di Tam Tam sono nati in Italia, ma non tutti purtroppo possiedono il permesso di soggiorno, molti ne sono in attesa. Ciò impedisce loro di iscriversi ai campionati e, di conseguenza, di giocare.

Questa è l’ennesima batosta difficile da digerire, per chi si impegna in prima linea da tempo e di battaglie ne ha affrontate tante. Il coach Antonelli si è lasciato andare più volte a degli sfogli pubblicati sui canali social dell’associazione, dove si evince tutta la sofferenza nel constatare che il nostro Stato è artefice dell’emarginazione sociale. Occorre sollecitare la politica a considerare realmente l’evoluzione culturale che sta vivendo il nostro Paese, che avanza ma lascia indietro “gli ultimi”, per volontà di una politica spenta, irreale e inconcludente.

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Essere un ragazzo multietnico in un contesto culturale come quello italiano è molto complesso, perché si è vittima di tanti pregiudizi, prese in giro, abbandono, sofferenza emotiva. Questo è il problema principale che sta vivendo la Tam Tam Basketball, con la vicenda del permesso di soggiorno. I ragazzi della squadra vivono in una città ancora in processo di rivalutazione e riabilitazione socio-culturale e si ritrovano ancora una volta soli, a fronteggiare la burocrazia.

Il problema per questi atleti è molto grande e triste, perché li esclude dal poter giocare al campionato, che, per l’impegno e, soprattutto, per diritto nativo, meritano. Sono esclusi dal fare ciò per cui si allenano: “giocare a Basket”. Un’ingiustizia sociale che li ferma per mancanza del permesso di soggiorno. Questa assenza di documento è dovuta dal fatto che i ragazzi, dopo aver fatto la richiesta dei documenti, hanno aspettato per mesi e mesi i risultati delle richieste fatte al Comune che, purtroppo, ancora oggi non sono state risolte e completamente accolte.

Di conseguenza, il problema viene scaricato sui ragazzi, senza una possibilità di risoluzione. Lo Stato impone delle regole e non le rispetta: cosa può fare un cittadino? Come, invece, lo Stato può correttamente tutelare i suoi cittadini? Più di cinque ragazzi, da quest’estate, sono in attesa della loro documentazione per essere riconosciuti, per ciò che già sono: “loro stessi”. Nella speranza di non perdere l’opportunità che potrebbe cambiargli la vita.

di King Edomwadoba e Stefano Errichelli

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