Tam Tam, il coach Antonelli si racconta: “Con il basket è stato amore a prima vista!”

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In questi mesi in cui abbiamo raccontato la vita, l’evoluzione e gli eventi in merito al Tam Tam Basket abbiamo tralasciato colui che ha preso a cuore i ragazzi della società e li guida ogni giorno nella loro carriera sportiva: il coach Antonelli. Un’intervista dedicata a lui e al suo amore verso questo sport.

Una guida per i ragazzi del Tam Tam Basket e non solo. Chi è stato Massimo Antonelli in passato?

«Mi ritengo fortunato perché provengo da una famiglia che mi ha cresciuto con molta accortezza, da bambino ho subito fatto sport che mi ha aiutato a formarmi con i suoi valori. Avevo iniziato con il calcio ma alle medie venne un professore di educazione fisica nuovo che mi fece conoscere questo sport e fu subito rivelazione. Mi piaceva così tanto che abbandonai il calcio per dedicarmi completamente alla pallacanestro. La mia grande passione! D’estate ero capace di giocare su un campo all’aperto anche 10 ore al giorno, mi aiutò a migliorare la tecnica velocemente tanto che a 16 anni la Virtus Bologna mi notò tra centinaia di ragazzi che provavano ad entrare nel loro settore giovanile.
Dopo un anno di esperienza bolognese divenne un giocatore della Nazionale Juniores. Successivamente dopo 2 anni a svezzare nei campi di serie B, ritorno a Bologna maturo per affrontare il grande salto in serie A dove subito riuscì ad esprimermi a buoni livelli e vincere da protagonista sia una coppa Italia che uno scudetto con La Virtus Bologna. Poi 2 anni a Mestre e 5 anni a Napoli dove ho aiutato queste squadre a fare ottimi campionati, tante responsabilità perché ne ero il capitano».

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Come si diventa coach, ma soprattutto come si ottiene la stima e la fiducia di ragazzi con vissuti così complessi?

«Coach si diventa per studio della metodologia di insegnamento del gioco, per dedizione agli altri e per essere dotati di passione, di grande pazienza e di visione. Se hai queste doti fai meno fatica ad allenare i ragazzi».

Poi il coach ci spiega: «Tam Tam è frutto e pensiero di 5 soci tutti ex giocatori, uno è anche castellano, Guglielmo Ucciero, poi Antonella Cecatto ex giocatrice di serie A che nei momenti di difficoltà ha contribuito in modo sostanzioso economicamente, Pietro Dorazio che ha giocato con me nel Napoli Basket e mio fratello l’unico tanto appassionato ma non giocatore. Gli americani la chiamano Giving Back Philosophy, ossia quel desiderio che anima gli sportivi di successo a restituire qualcosa all’ambiente che li ha cresciuti e lo si fa dove ce n’è più bisogno».

Cosa auguri a te stesso e ai ragazzi di cui ti occupi, per il futuro?

«Mi auguro che possano vivere una giovinezza bella anche grazie alla pallacanestro che gli offriamo e che questa esperienza li aiuti a crescere umanamente per diventare degli ottimi cittadini. Poi magari anche qualche campione che un giorno possa raccogliere il nostro testimone e continuare questa bella avventura».

di Chiara Gesmundo

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°222 – OTTOBRE 2021

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