“Vogliamo esportare napoletanità in tutto il mondo”. Fra tradizione e futuro: un viaggio, un’idea, una passione. Un connubio vincente dietro l’idea di 120 Grammi, una versione take away, nel cuore di Napoli nei pressi di Via Mezzocannone.

Il bagaglio culturale e di esperienze si concentrano così in un’idea di locale, nato nel 2014 da due fratelli. Quattordici ricette formate da molteplici ingredienti, che ci svelano in esclusiva gli ideatori Domenico e Antonio Cuozzo. Puntando su modernità e valorizzazione del territorio, la loro cucina trae spunto dalle cose buone della nostra terra, per poi prendere il volo e avere un respiro internazionale. La cucina gourmet vive oggi un momento d’oro perché è sempre più presente il desiderio di nutrirsi bene, in modi innovativi. E’ frutto di ricerca e di passione, di studio e di curiosità, ma anche della continua voglia di sperimentazione e di conoscere nuovi sapori e consistenze. Inoltre hanno puntato al target dei giovani, dei turisti e degli stranieri più propensi a nuove sperimentazioni e stili di consumo differenti.

Abbiamo incontrato Domenico, per conoscere da vicino la loro realtà e viaggiare tra le esclusive specialità partenopee.

Come nasce il progetto “120 Grammi”?

«120 grammi nasce quattro anni fa durante una vacanza a New York. Dopo aver mangiato male in quei giorni, desideravo proprio da italiano, anzi da napoletano, un piatto di pasta. L’idea innovativa era quella di gustare un piatto di spaghetti in un contenitore per asporto. C’è voluto tempo per realizzare il tutto, essendo un nuovo concept. Lavorando nella ristorazione da anni, ho iniziato a fare pratica ottimizzando i tempi, per servire un piatto di pasta più veloce possibile ma comunque restando buono, caldo e appetitoso».

Un menù che contiene 14 ricette innovative.

«Le 14 ricette variano dal classico pomodorino fresco al pomodorino giallo. Ci sono alcuni piatti della tradizione romana: la carbonara con uova, guanciale, prezzemolo. Gli spaghetti all’amatriciana con pomodoro, guanciale e basilico, o la cacio e pepe. Tutti gli altri gusti richiamano la nostra terra, come “Spaccanapoli”, gli ingredienti sono aglio, olio, olive, peperoncino, capperi e tarallo sbriciolato classico napoletano. Realizziamo gusti che sono richiesti e amati, come il pesto, infatti va molto forte “A’ vasinicola”, pomodoro giallo con un po’ di pesto che crea un gustoso contrasto. Il pomodorino giallo è dolce e il pesto è salato, è venuta fuori una buona ricetta».

Quando avete capito che questa sarebbe stata la vostra strada?

«In realtà è stata una scelta coraggiosa, perché Napoli è famosa per lo street food. Aprire e iniziare una nuova attività nel centro storico, dove c’è molta concorrenza con lo street food, è stato sicuramente un rischio, un azzardo, però proponendo un buon prodotto a un buono prezzo ero quasi convinto che la cosa poteva funzionare».

Un piatto che può contribuire a valorizzare o promuove il territorio?

«Nel nostro locale facciamo spaghetti take away. L’idea iniziale era quella di fare solo spaghetti, infatti ogni gusto è accompagnato dagli spaghetti, un piatto tipico della tradizione napoletana. Esclusivamente la genovese, la facciamo con il rigatone o il mezzano tagliato. Credo che la genovese è una specialità della cucina napoletana in assoluto, ed è poco conosciuta dai turisti e all’estero, non viene e non è molto pubblicizzata come ricetta nostra».

Qual è la vostra mission?

«Spero un giorno di arrivare a New York, questo è tra virgolette il mio sogno. Ho iniziato a Napoli, e da qui vorrei un giorno portare la mia idea in giro per il mondo, far conoscere un po’ di napoletanità in tutto il mondo».

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