Via libera al taglio dei parlamentari: 533 i voti favorevoli alla Camera

Volontà del M5S sia fatta, tagliati i parlamentari: i deputati sono ridotti da 630 a 400 ed i senatori da 315 a 200. Senza dubbio una svolta storica, considerando poi che tale provvedimento si rivelava essere alla base dell’attuale governo Conte Bis, la condizione imprescindibile posta dai 5 stelle al PD per dare alla luce il governo giallo-rosso.

Pare che l’approvazione della riforma sia arrivata dopo un lungo e acceso dibattito: non sono mancate dure critiche; contestate anche le modalità con cui è stata scritta e approvata la legge. Giachetti, deputato di Italia Viva, ha dichiarato in prima battuta che avrebbe votato la riforma per disciplina di partito, ma anche raccolto le firme tra i parlamentari per organizzare il referendum abrogativo. “Una riforma storica, una grandissima vittoria per i cittadini italiani” dice invece Luigi Di Maio. “Questa è la vostra vittoria”.
Nicola Zingaretti,  dopo aver votato contro nelle tre precedenti votazioni, ha così chiarificato la posizione dei democratici in questo ultimo voto a favore: «La riduzione dei parlamentari è una riforma che il centrosinistra e il Pd portano avanti, in forme diverse, da 20 anni. Oggi abbiamo deciso di votarlo tenendo fede al primo impegno del programma di governo e anche perché abbiamo ottenuto, così come da noi richiesto, che si inserisca dentro un quadro di garanzie istituzionali e costituzionali che prima non c’erano. Ecco il motivo del nostro sì, rispetto al no che avevamo dato qualche mese fa. Ora andiamo avanti per migliorare la vita degli italiani».

Ad esprimersi favorevole v’è stata anche la Lega di Matteo Salvini: «A differenza del Pd e dei 5 stelle, la Lega non tradisce e mantiene la parola», dichiara il leader del carroccio, dimenticando forse che mentre lo scorso Agosto decideva di far cadere il governo, mancava l’ultima approvazione. Sciocchezzuola, insomma.

Ad opporsi alla riforma troviamo 14 no, provenienti perlopiù  dal gruppo Misto di FI; astenuti Bruno Tabacci ed Angela Schirò.

di Daniela Russo

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