Quadri Tableaux vivants

“Tableaux vivants”: i quadri che prendono vita

Marika Fazzari 29/01/2022
Updated 2022/01/28 at 2:34 PM
2 Minuti per la lettura

Il termine Tableau Vivant, dal francese “quadro vivente”, indica un genere performativo che evoca un quadro famoso, una scultura, una rappresentazione religiosa, una immagine celebre facilmente riconoscibile da parte dello spettatore, attraverso il mettersi in posa di attori teatrali, modelli e ballerini. I performers, senza muoversi né parlare, ricreano dal vivo una scena significativa appartenente ad un’opera d’arte esistente.

Il genere affonda le proprie radici nelle rappresentazioni liturgiche medievali, nelle costruzioni sceniche del Rinascimento e nelle feste barocche. Il primo esempio di rappresentazione teatrale con vere e proprie scenografie da parte degli attori è riconducibile al presepe vivente. Già nel Medioevo venivano messe in scena delle performance che raccontassero la nascita di Gesù; una tradizione nata in Italia grazie a Francesco D’Assisi, il quale allestì, nel 1223, il primo presepe vivente a Greccio, nelle vicinanze di Rieti.

Questo tipo di performance dall’origine antica è stata spesso ritenuta una pratica secondaria nella categoria delle arti visive, ma nonostante questo ha saputo sopravvivere assecondando il mutare dei tempi e dei codici culturali. Infatti, in questo suo continuo rinnovarsi, il tableau vivant sembra essere risorto in forme d’arte più contemporanee.

Vediamo come nel corso degli anni il genere performativo si è intrecciato perfettamente con alcune delle sperimentazioni fotografiche e filmiche. Ad esempio, Pier Paolo Pasolini, nel suo film “La ricotta“, inserisce la riproduzione di due celebri dipinti incentrati sul momento conclusivo della Passione di Cristo: la Deposizione dalla Croce di Rosso Fiorentino del 1521, destinato alla Cappella della Croce di Giorno a Volterra, e il Trasporto di Cristo di Jacopo da Pontormo.

È interessante il modo in cui Pasolini abbia messo in risalto i tableaux vivants, poiché questi ultimi sono a colori mentre il resto del film è in bianco e nero. Probabilmente, sarà stato un modo per “isolare” le citazioni pittoriche, che tuttavia sono sentite come necessarie a sottolineare il senso tragico ma anche grottesco della vicenda narrata.

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