Sviluppo dell’ingegneria ferroviaria: l’Italferr apre una porta nel Sud Italia

Riccardo Maria Monti, preseidente di Italferr S.p.A. - Photo credit Chiara Arciprete

Italferr S.p.A., è una società d’ingegneria del Gruppo FS Ferrovie dello Stato Italiane, fondata a Roma il 25 ottobre del 1984 con la finalità di progettare, realizzare e coordinare interventi infrastrutturali e tecnologici di nuove linee ad alta velocità. Vanta un ruolo primario nel campo dell’ingegneria dei trasporti e da oltre trent’anni è diretta promotrice dell’eccellente ingegneria ferroviaria italiana sul mercato nazionale ed internazionale. Lo scorso 6 giugno è stata aperta una porta dell’alta velocità al Sud, precisamente ad Afragola che si candida ad essere il punto ferroviario di riferimento nella città metropolitana di Napoli con l’attivazione di moderni impianti tecnologici. Da agosto 2016, il Presidente di Italferr S.p.A. è il dott. Riccardo Maria Monti che, per oltre un anno, è stato anche consigliere per l’Internazionalizzazione del Ministro dello Sviluppo Economico, Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera.

Dopo una profonda esperienza in ambito manageriale, come si è preparato per prendere le redini della presidenza in Italferr?
«Il ruolo di presidente di Italferr è molto orientato allo sviluppo internazionale. Direi che è stata un’evoluzione abbastanza naturale avendo svolto attività professionali in tutto il mondo per molti anni, ed inoltre per quattro anni sono stato il presidente dell’Istituto Commercio Estero. Italferr oggi è attiva in 25 paesi del mondo ed ha ambizione di continuare a crescere nei 5 continenti e quindi è evidente che è molto importante avere una conoscenza dei mercati, degli interlocutori e di come un’azienda deve crescere all’estero».

Quali sono le previsioni di crescita dell’azienda?
«Il trasporto ferroviario in questo momento prevede una grande crescita: è trainato da fattori oggettivi megatrend, come ad esempio l’urbanizzazione che si diffonde in tutto il mondo con la creazione di poli urbani che impongono al loro interno di fluidificare i flussi di traffico e di ridurre l’inquinamento. L’azienda sta crescendo grazie alla tecnologia e alla disponibilità di risorse da parte della Finanziaria Internazionale. Tutto questo fa sì che il business di Italferr contribuisce alla crescita, sia come azienda, sia come testa di ponte di gruppo ferrovie in giro per il mondo».

La realizzazione del nodo di Napoli ha promosso l’immagine infrastrutturale campana nel mondo?
«Napoli sta rapidamente lanciando il porto e dal punto di vista ferroviario tra la stazione di Napoli e quella di Afragola ha avuto un importante miglioramento. Inoltre, con il potenziamento delle linee locali e con il lavoro realizzato in questi anni anche dalla Regione, possiamo dire che Napoli è un’eccellenza sotto il punto di vista per le infrastrutture dei trasporti».

Qual è il suo concetto di imprenditoria?
«L’imprenditore è una persona che ha coraggio ed ha una grande attenzione verso i suoi collaboratori perché l’occupazione e la ricchezza la creano le imprese e i grandi imprenditori. L’imprenditore è una persona che capisce il mondo circostante, e in questa epoca guarda oltre il proprio territorio, oltre il proprio paese, e soprattutto guarda oltre il proprio prodotto».

Come possono l’impresa e le politiche locali e di governo influire sull’imprenditoria del Sud?
«Troppo spesso viene ignorato e sottaciuto l’elemento demografico: ci troviamo verso questa corsa contro il tempo con l’invecchiamento proporzionale e con la partenza di tantissimi giovani. Si rischia di arrivare ad un punto di non ritorno. Il Sud deve ripartire e creare opportunità di sviluppo e lavoro per i giovani prima che lo svuotamento di risorse diventi irreversibile. Credo che l’Italia stia drammaticamente sottovalutando a livello generale la situazione demografica e nel Sud la situazione è molto più critica essendoci poco opportunità di lavoro».

Che rapporto la lega a Napoli?
«Io pur avendo viaggiato tantissimo e vissuto per molto tempo all’estero, spesso dico che si può stare bene in tanti posti, ma ci si può sentire a casa solo a Napoli. Qui ho un legame fisico, affettivo e anche ideologico perché è una scelta profonda di rimanere radicato e ancorato a questa città».

Quali saranno le novità per il 2018?
«Le cose quasi sempre succedono in maniera del tutto estemporanea: le novità e le sorprese sono tali che uno non si riesce a prevederle. Nel 2018 vedo un Italia in accelerata e potremmo dare un’importantissima svolta di attenzione verso il sud e finalmente farla ritornare al centro dell’agenda. Infatti ci saranno progetti concreti che cominceranno anche a dare dei risultati».

di Chiara Arciprete

Tratto da Informare n° 174 Ottobre 2017