Superbonus, Sen. Agostino Santillo: «Occasione straordinaria per i Comuni»

168
Pubblicità

Il senatore Agostino Santillo suona la sveglia al governo Draghi e interviene sulla proroga 

La misura del Superbonus 110% sembra mettere tutti d’accordo: aziende, ambientalisti e cittadini, anche se si registrano ancora lievi perplessità da parte dei professionisti. Quest’ultimi, anche se timorosi sul carico burocratico e sull’efficienza degli uffici tecnici dei comuni, continuano a esprimere il proprio benestare ad una misura che rilancerebbe in un solo colpo occupazione e settore edile. Il Superbonus incide positivamente sulle finanze delle famiglie italiane, che possono ristrutturare ed ammodernare a costo zero le proprie abitazioni. Su tutto il territorio si registrano investimenti e avvii di cantieri che fanno ben sperare, anche se un grande rebus resta: la proroga. Per aggiornarci sul dibattito parlamentare inerente il Superbonus e le modifiche a cui si sta pensando, abbiamo invitato in redazione e intervistato il senatore del MoVimento 5 Stelle, Agostino Santillo, tra i principali promotori della misura sul territorio casertano. 

Pubblicità
Senatore Santillo, quali i passi in avanti con la proroga del Superbonus? 
«Quando il Superbonus 110% divenne legge, la norma prevedeva la scadenza per il 31 dicembre 2021. Davanti a questo vecchio limite, bisogna tener conto che la legge fa riferimento alle spese sostenute e non ai lavori svolti. Questo è un aspetto molto importante perché significa che se un cittadino arriva con l’affanno per il termine dei lavori, potrà sempre anticipare la spesa all’impresa, entro il termine stabilito, e completare i lavori anche qualche mese dopo. Rispetto alla scadenza abbiamo fatto dei passi in avanti, con una prima proroga al 30 giugno 2022 per tutti gli interventi. Come MoVimento 5 Stelle abbiamo fortemente voluto intestarci la battaglia parlamentare per l’ottenimento della proroga, perché riteniamo sia una questione prioritaria, anche rispetto all’ampliamento del Superbonus alle altre strutture. Non lo facciamo perché quest’ultime sono meno importanti, ma per dar maggiore forza e continuità ad un discorso di giustizia sociale imprescindibile, dato che al Superbonus il cittadino può accedere indipendentemente dal reddito». 
Quindi quali sono precisamente le scadenze? E c’è la volontà del governo di andare verso una proroga? 
«Gli edifici unifamiliari hanno scadenza al 30 giugno 2022, i condomini e i plurifamiliari al 31 dicembre 2022 e le ACP (o ONLUS della stessa tipologia) al 30 giugno 2023, se hanno fatto almeno il 60% dei lavori. Noi vorremmo arrivare alla scadenza del 31 dicembre 2023 per tutti e lo stesso Draghi ha già dato il suo consenso, a meno di sorprese possiamo ritenerla “cosa fatta”. Mi si potrà dire che le banche non si basano sulla parola del Presidente del Consiglio e, infatti, la nostra priorità è garantire questa proroga prima della Legge di Bilancio; è solo un problema di coperture economiche, ma è importante dare garanzia ai cittadini prima della fine dell’anno. Dal canto mio lo dico chiaramente: per me questo è un atteggiamento ingiusto. Se siamo tutti d’accordo è deleterio far aspettare cittadini, imprese e banche per 7 mesi, anche perché attuare la proroga prima della Legge di Bilancio significa dare uno slancio differente ai cantieri attualmente aperti e a lavoro. La nostra richiesta, però, resta una proroga quinquennale fino al 2025…per noi è un passaggio essenziale per garantire programmazione e interventi decisivi». 
Cosa vuol dire, in termini di vantaggi per le aziende e i professionisti, avere la certezza della proroga prima della fine del 2021? 

«Ci dà la possibilità di pianificare, anche perché le imprese sono già full. Questo discorso vale certamente per i nostri territori che sono ricchi di piccole e medie imprese, mentre sono pochi i grandi colossi che possono permettersi di costruire “mega parchi”. Ci vuole questa stabilità perché se arriva un grande investitore per imponenti lavori e vuole subappaltarlo ad un’azienda locale, magari si vede rifiutata l’offerta da quest’ultima perché già impegnata in altri lavori. Ovviamente lo scenario cambia se si ha una prospettiva di 5 anni utile per la programmazione». 

Cosa potrebbe portare il Superbonus ai comuni e alle loro casse? 

«I comuni se non sfruttano la situazione perderanno una grande possibilità. Le tante sanatorie possibili, i condoni che potrebbero potenzialmente essere evasi e tutte le pratiche di Superbonus da portare avanti con gli oneri che ogni cittadino paga, diverrebbero un indotto davvero decisivo per le casse comunali. Un comune attento e capace potrebbe davvero rilanciare il proprio bilancio comunale con questa misura». 

Ampliare il Superbonus è possibile? 

«Vogliamo assolutamente ampliarlo. Nel dl Semplificazioni è previsto l’accesso al Superbonus 110% anche per interventi su immobili rientranti nelle categorie catastali B1, B2 e D4, tali categorie attengono al servizio socio sanitario. Vorremmo l’ampliamento agli interventi di bonifica e alle spese per la diagnostica sia energetica che sismica». 

Ci spiega la novità determinante riguardante la CILA? 
Informareonline-santillo-agostino«Una prima novità è che dal 31 maggio 2021 il Superbonus è riconosciuto anche per gli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche quando ci sono persone che abbiano almeno 65 anni. Ma la cosa più importante, emendamento a mia prima firma per tre disegni di Legge, è la sburocratizzazione. Il dl Semplificazioni, infatti, sancisce che gli interventi del Superbonus, escluso abbattimento e ricostruzione, costituiscono manutenzione straordinaria e sono realizzabili mediante la “Comunicazione di inizio lavori asseverata” (CILA). Cerchiamo di superare anche il problema della doppia conformità urbanistica perché scriviamo: “nella CILA sono attestati gli estremi per cui è stato realizzato quell’immobile”. Quindi il tecnico non deve allegare il permesso per costruire, io devo solo attestarlo. Altra novità è che questa possibilità si estende ai fabbricati costruiti prima del 1967. Attenzione: specifichiamo che la CILA non richiede attestazione dello stato legittimo, un modo per agevolare i professionisti coinvolti nel Superbonus». 
Quali sono le difficoltà che sta riscontrando il Superbonus al Sud? 

«I problemi sono due. Il primo è che la mancanza di una reale risposta della pianificazione urbanistica territoriale ha fatto sì che si potesse costruire anticipando la pianificazione, fenomeno che al nord è molto più lieve. L’altro limite è la farraginosità e la lentezza dei nostri uffici tecnici; nella Legge di Bilancio 2020 abbiamo dato la possibilità ai comuni di contrattualizzare, in deroga al Patto di Stabilità interno del comune, una risorsa per garantire un’attività tecnica di supporto alle pratiche del Superbonus. Purtroppo a tali problematiche si è aggiunta anche la crisi covid». 

Quale impatto ha avuto e avrà il Superbonus sul settore edile? 

«Favorirà l’occupazione e il settore delle costruzioni. Non dimentichiamo che i lavori edili hanno un indotto pari a circa 4, cioè: su 1 euro che lo Stato spende nel settore delle costruzioni edili, si ha un ritorno economico sul territorio pari circa a 4 euro. È un indotto davvero importante e di ampia prospettiva. È dimostrato che l’Italia, grazie al Superbonus, è l’unico Paese europeo in cui il settore delle costruzioni edili è in crescita anche rispetto ai periodi pre-covid». 

Il Superbonus 110% sarà esteso anche agli alberghi? 

«Al momento è solo un problema di capienza economica. La nostra idea è di dare possibilità di accesso al Superbonus a tutte le struttura ricettiva, in modo tale che possano usufruirne alberghi, B&B, Case vacanze…insomma tutta la filiera».  

Quale opposizione sta incontrando la misura? 

«Abbiamo tante resistenze politiche dato che è un provvedimento di bandiera di una forza politica, al pari del Reddito di cittadinanza. Purtroppo i partiti si fermano al fatto che la proroga diventi una vittoria del MoVimento 5 Stelle, ed è molto triste vedere che questa proroga davvero essenziale (dal 2021 al 2023 n.d.r.) non trovi riscontro per futili motivi. Addirittura ci sono colleghi parlamentari che vengono meno alle discussioni, in commissione come in Aula. Noi andiamo oltre questi steccati e ribadisco che la visione ultima del MoVimento non è il Superbonus». 

E quale sarebbe l’obiettivo ultimo? 

«La premessa è che fino al 31 dicembre 2023 è valida anche la cessione e la circolazione dei crediti di altra natura (crediti per mobili, bonus facciate, bonus sisma). Anche questi crediti possono essere messi in circolazione, non solo quelli del Superbonus 110%. Di conseguenza il nostro obiettivo si concentra nella creazione di una piattaforma per il riconoscimento, certificazione e cessione dei crediti. In questo modo potrà avvenire il loro riconoscimento in moneta fiscale: sarebbe una rivoluzione».

di Antonio Casaccio

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE 

N° 219 – LUGLIO 2021

Print Friendly, PDF & Email
Pubblicità