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Superbonus 110%, l’imponente misura che va verso un’Italia green

Antonio Casaccio 04/06/2021
Updated 2021/06/04 at 9:12 PM
13 Minuti per la lettura

Superbonus, per tanti una possibilità concreta, ma per alcuni cittadini questa parola risulta ancora misteriosa e le accuse sono sempre le stesse: “troppa burocrazia”, “sotto c’è l’inganno”, “impossibile che lo Stato mi rifaccia casa gratis”. Insomma, questa misura paga un deficit comunicativo non indifferente, ma bisogna approfondire oltre gli slogan per comprendere la potente natura di questa legge che ha smosso il mercato delle costruzioni in Italia, superando addirittura i livelli pre-covid. Il Superbonus 110%, introdotto dal “Decreto Rilancio”, è una misura di incentivazione che si suddivide in due tipologie di interventi: il Super Ecobonus che agevola i lavori di efficientamento energetico; il Super Sismabonus che incentiva quelli di adeguamento antisismico. L’incentivo consiste in una detrazione del 110% dalle spese sostenute e in Italia sono tanti i professionisti a lavoro su questo imponente incentivo. Questa breve introduzione non riuscirà a sciogliere i nodi di coloro che guardano con diffidenza a tale provvedimento, per questo abbiamo coinvolto il senatore Agostino Santillo (M5S), ingegnere e soprattutto esperto del Superbonus, intervenuto a Giugliano durante una conferenza specifica sulla misura, a cui ha preso parte la senatrice Mariolina Castellone e il deputato Salvatore Micillo.

Indice
Senatore Santillo, cos’è davvero il Superbonus?«Una cosa dev’essere chiara: non è assolutamente vero che in Italia i cittadini possono “rifarsi casa” a costo zero. Non bisogna perdere di vista il reale motivo per cui è stato pensato il Superbonus: il riconoscimento in un determinato periodo temporale, dal luglio 2020 al 30 giugno 2022, di determinate spese per il miglioramento antisismico e per l’efficientamento energetico, con il potenziamento di almeno due classi energetiche. La prima questione formale da comprendere è che il Superbonus fa riferimento alla spesa sostenibile, non all’intero intervento realizzato. Quindi, non è importante chiudere i lavori entro il termine x, ma effettuare la spesa entro quella specifica data. Il Movimento ha proposto con forza questa misura perché dopo questa pesante crisi economica, sociale e sanitaria, c’era bisogno di mettere in campo un intervento che toccasse il mercato edilizio. Dobbiamo pensare che questa misura ha un indotto pari a 4, quindi per ogni euro speso il tessuto economico-territoriale riceve un beneficio di 4 euro; questo perché abbiamo un patrimonio urbanistico-edilizio davvero storicizzato e non solo, utilizziamo anche materiale antiquato come il tufo. Dare la possibilità ai cittadini di realizzare lavori importanti a costo zero significa andare nella direzione giusta per un rilancio reale».Parliamo degli interventi da poter realizzare. Quali sono e cosa intendiamo per interventi “trainanti e trainati”?«Gli interventi “trainanti” sono quelli principali che ci permettono poi di effettuare gli interventi “trainati”. Semplicemente: se facciamo l’efficientamento energetico bisogna effettuare o l’isolamento termico o la sostituzione dell’impianto di riscaldamento centralizzato, tra questi interventi “trainanti” c’è anche l’adeguamento antisismico.
Se realizziamo uno di questi lavori, anche per gli interventi “trainati” (sostituzione degli infissi, colonnina di ricarica, pannello fotovoltaico ecc.) è riconosciuto il Superbonus 110%. Ovviamente ci sono dei massimali, i quali si sommano se faccio interventi “trainanti” di efficientamento energetico e miglioramento antisismico; all’interno dei massimali sono inclusi IVA e spese tecniche».
Qual è stato l’obbiettivo del legislatore?«Il Superbonus non è un contributo, ma una detrazione fiscale. L’obbiettivo principale del legislatore era quello di riconoscere, a fronte dei lavori fatti, il 110%, ovvero il 10% in più del costo sostenuto dei lavori sotto forma di detrazione fiscale in 5 anni».Chi vi può accedere?«Questa misura ha insito un forte sentimento di giustizia sociale: al Superbonus 110% si può accedere indipendentemente dal reddito della persona, anche chi ha Isee pari a 0 può accedere».Quindi anche colui che abita in un condominio e non ha una pronta disponibilità di denaro può usufruire del Superbonus 110%?«Se abita in un condominio e quest’ultimo riesce a trovare un general contractor, o piuttosto una banca o posta o assicurazione o un grande imprenditore, che si occupa dei lavori acquisendo il credito d’imposta con detrazione fiscale al 110%, allora quel cittadino si troverà lavori effettuati a costo zero».In quali modalità può avvenire l’acquisizione del credito d’imposta?«Posso trovare un’impresa che fa lo sconto fattura: esegue i lavori, emette fattura con uno sconto del 100% e successivamente sarà la stessa impresa a vedersi riconosciuto nei confronti dello Stato il 110% dei lavori effettuati sotto forma di credito d’imposta. Quindi la mia detrazione fiscale si trasforma in credito d’imposta per l’impresa. Diversamente da questa soluzione, posso trovare un operatore economico (banca, posta etc.) che paga i miei lavori e che si vedrà riconosciuto il 110% in 5 anni. L’esempio che utilizzo speso per rendere maggiormente comprensibile la questione: il marito che compra il credito d’imposta per i lavori fatti in casa dalla moglie, ovviamente quando sono in regime di divisione dei beni».Quali i benefici per chi approfitta del Superbonus?«I benefici sono due: fare i lavori a costo zero e un peso minore della bolletta energetica. Se un cittadino ha efficientato energicamente il proprio fabbricato ha ovviamente una riduzione di spesa delle bollette. Abbiamo, inoltre, un beneficio generalizzato per l’ambiente perché se le nostre bollette sono meno care significa che stiamo consumando meno fonti fossili e primarie. E poi c’è la questione riguardante il miglioramento sismico. L’Italia è tra le aree con maggior rischio sismico al mondo, pensate che il terremoto costa al nostro Paese ben 3,4 miliardi di euro all’anno da 20 anni a questa parte; anche quando il terremoto non c’è noi paghiamo un costo elevatissimo, con questa misura potremmo risparmiare in 20 anni ben 70 miliardi di euro».Insomma…un’occasione importante…«A questa misura sono destinati ben 18 miliardi e vedo che molti cantieri stanno partendo in tutta Italia. I condomini sono partiti in ritardo a causa di problematiche spesso banali, anche solo per il verbale d’assemblea condominiale o perché un condomino ha una veranda “troppo grande”. L’occasione è importante, pensate che è una misura riconosciuta e apprezzata anche dall’Associazione dei proprietari immobiliari di tutta Europa. Artigiani e imprese europee vorrebbero nei loro paesi questa misura, che purtroppo non stanno concedendo».Con Il Decreto Legge n.59 dello scorso 6 maggio ci sono stati alcuni cambiamenti. Quali?«Abbiamo migliorato alcuni meccanismi, oggi la proroga è riconosciuta al 30 giugno 2022 per gli edifici unifamiliari; al 31 dicembre 2022 per gli edifici plurifamiliari (da 2 a 4 abitazioni) e per i condomini, indipendentemente dallo stato di avanzamento lavori; al 30 giugno 2023 per gli IACP (Istituto Autonomo Case Popolari), se questi ultimi hanno fatto entro quel termine il 60% dei lavori è riconosciuto il Superbonus fino al 31 dicembre 2023. Insomma: ci siamo già al 2023. Il nostro obbiettivo ora è garantire a tutti come termine il 31 dicembre 2023».Purtroppo le amministrazioni comunali non sono sempre efficienti ed anche un accesso agli atti diventa un’odissea. Cosa risponde?«I titoli che occorrevano, a livello comunale, per fare un lavoro di manutenzione straordinaria della facciata, o di abbattimento e ricostruzione di un fabbricato, sono gli stessi che servono per il Superbonus. Purtroppo i nostri territori scontano anni in cui la pianificazione territoriale ha tardato a dare gli strumenti necessari ai cittadini per costruire la casa dei propri sogni, così tanti hanno sopperito a questa mancanza anticipando la pianificazione. Molti l’hanno fatto in maniera esagerata ed abusiva, lì c’è poco da fare, ma è chiaro che chi ha chiesto una sanatoria deve assolutamente ottenere una risposta dal comune. Se il comune non rilascia le sanatoria è una sua responsabilità, non del Superbonus! Questo dev’essere uno stimolo per il comune ad accelerare le pratiche in sanatoria. In questa direzione abbiamo destinato risorse alle amministrazioni comunali per l’intercettazione di personale dedito a dare risposte ai cittadini».I dubbi dei tecnici si focalizzano soprattutto sull’eventuale responsabilità civile o penale derivante da abusi non dichiarati dal cliente…«Per i tecnici che asseverano le difformità dei condomini è importante aggiungere: non si rileva la difformità urbanistica all’interno della proprietà del condomino se il tecnico sta asseverando il 110% come intervento trainante sulle parti comuni. Cosa significa? In pratica se sono chiamato come tecnico e l’edificio è conforme urbanisticamente, ma c’è una persona che sulla parte comune ha un abuso, il tecnico non è responsabile dell’abuso della singola unità abitativa sulla parte privata».Cosa migliorare nel futuro?«Vogliamo semplificare. Si dice “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”, ma col Decreto Semplificazioni dovrebbe essere riconosciuto il provvedimento della CILA (Comunicazione di inizio lavori asseverata) per ogni tipo di intervento del Superbonus, anche per abbattimento e ricostruzione. Tendo a precisare che entro 30 giorni il Genio civile è obbligato a darci risposta con l’autorizzazione sismica, sono orgoglioso di ciò perché questo è possibile grazie ad un mio emendamento. Vogliamo ampliare il Superbonus ad interventi di riuso, recupero e riciclo delle acque, agli interventi di bonifica dall’amianto così come alla diagnostica sismica, energetica e finalmente il riconoscimento per l’amministratore di condominio di una percentuale in funzione del posto di lavoro».Il Superbonus è una misura che ci sarà in eterno?«Noi vorremmo immolarci anche fino al 31 dicembre 2025, però dev’essere chiaro che prima o poi questa misura finirà. Per le casse dello Stato non è possibile sostenere per sempre questa misura. Dobbiamo approfittare di questa grande occasione che sta portando risultati unici in Europa e nel mondo: in Italia il mercato delle costruzioni è tornato addirittura a livello superiori del periodo pre-covid».La misura è ambiziosa, ma la documentazione necessaria è folta…«Il Superbonus si ottiene facilmente, ma la procedura è motivatamente complessa. Lo Stato sta dando soldi non sotto forma di contribuzione, ma con il meccanismo della detrazione fiscale che diventa credito d’imposta cedibile e, attenzione, “n volte” cedibile. Lo Stato si fide del cittadino e gli offre questa possibilità di detrazione, ma ognuno deve dimostrare che realmente hai eseguito quei lavori».Qual è il suo consiglio per chi decide di accedere al Superbonus?«Il Superbonus, dopo l’ex Cassa per il Mezzogiorno, è uno strumento attraverso cui lo Stato sta riempiendo di denaro pubblico il Paese, questo necessita un patto chiaro. Non si può pensare di camuffare anche piccoli abusi, non è accettabile e a queste persone chiedo di farsi da parte. Per tutti gli altri consiglio di affidarsi ad esperti di fiducia e conoscitori della procedura».
Senatore Santillo, cos’è davvero il Superbonus?
«Una cosa dev’essere chiara: non è assolutamente vero che in Italia i cittadini possono “rifarsi casa” a costo zero. Non bisogna perdere di vista il reale motivo per cui è stato pensato il Superbonus: il riconoscimento in un determinato periodo temporale, dal luglio 2020 al 30 giugno 2022, di determinate spese per il miglioramento antisismico e per l’efficientamento energetico, con il potenziamento di almeno due classi energetiche. La prima questione formale da comprendere è che il Superbonus fa riferimento alla spesa sostenibile, non all’intero intervento realizzato. Quindi, non è importante chiudere i lavori entro il termine x, ma effettuare la spesa entro quella specifica data. Il Movimento ha proposto con forza questa misura perché dopo questa pesante crisi economica, sociale e sanitaria, c’era bisogno di mettere in campo un intervento che toccasse il mercato edilizio. Dobbiamo pensare che questa misura ha un indotto pari a 4, quindi per ogni euro speso il tessuto economico-territoriale riceve un beneficio di 4 euro; questo perché abbiamo un patrimonio urbanistico-edilizio davvero storicizzato e non solo, utilizziamo anche materiale antiquato come il tufo. Dare la possibilità ai cittadini di realizzare lavori importanti a costo zero significa andare nella direzione giusta per un rilancio reale».
Parliamo degli interventi da poter realizzare. Quali sono e cosa intendiamo per interventi “trainanti e trainati”?
«Gli interventi “trainanti” sono quelli principali che ci permettono poi di effettuare gli interventi “trainati”. Semplicemente: se facciamo l’efficientamento energetico bisogna effettuare o l’isolamento termico o la sostituzione dell’impianto di riscaldamento centralizzato, tra questi interventi “trainanti” c’è anche l’adeguamento antisismico.
Se realizziamo uno di questi lavori, anche per gli interventi “trainati” (sostituzione degli infissi, colonnina di ricarica, pannello fotovoltaico ecc.) è riconosciuto il Superbonus 110%. Ovviamente ci sono dei massimali, i quali si sommano se faccio interventi “trainanti” di efficientamento energetico e miglioramento antisismico; all’interno dei massimali sono inclusi IVA e spese tecniche».
Qual è stato l’obbiettivo del legislatore?
«Il Superbonus non è un contributo, ma una detrazione fiscale. L’obbiettivo principale del legislatore era quello di riconoscere, a fronte dei lavori fatti, il 110%, ovvero il 10% in più del costo sostenuto dei lavori sotto forma di detrazione fiscale in 5 anni».
Chi vi può accedere?
«Questa misura ha insito un forte sentimento di giustizia sociale: al Superbonus 110% si può accedere indipendentemente dal reddito della persona, anche chi ha Isee pari a 0 può accedere».
Quindi anche colui che abita in un condominio e non ha una pronta disponibilità di denaro può usufruire del Superbonus 110%?
«Se abita in un condominio e quest’ultimo riesce a trovare un general contractor, o piuttosto una banca o posta o assicurazione o un grande imprenditore, che si occupa dei lavori acquisendo il credito d’imposta con detrazione fiscale al 110%, allora quel cittadino si troverà lavori effettuati a costo zero».
In quali modalità può avvenire l’acquisizione del credito d’imposta?
«Posso trovare un’impresa che fa lo sconto fattura: esegue i lavori, emette fattura con uno sconto del 100% e successivamente sarà la stessa impresa a vedersi riconosciuto nei confronti dello Stato il 110% dei lavori effettuati sotto forma di credito d’imposta. Quindi la mia detrazione fiscale si trasforma in credito d’imposta per l’impresa. Diversamente da questa soluzione, posso trovare un operatore economico (banca, posta etc.) che paga i miei lavori e che si vedrà riconosciuto il 110% in 5 anni. L’esempio che utilizzo speso per rendere maggiormente comprensibile la questione: il marito che compra il credito d’imposta per i lavori fatti in casa dalla moglie, ovviamente quando sono in regime di divisione dei beni».
Quali i benefici per chi approfitta del Superbonus?
«I benefici sono due: fare i lavori a costo zero e un peso minore della bolletta energetica. Se un cittadino ha efficientato energicamente il proprio fabbricato ha ovviamente una riduzione di spesa delle bollette. Abbiamo, inoltre, un beneficio generalizzato per l’ambiente perché se le nostre bollette sono meno care significa che stiamo consumando meno fonti fossili e primarie. E poi c’è la questione riguardante il miglioramento sismico. L’Italia è tra le aree con maggior rischio sismico al mondo, pensate che il terremoto costa al nostro Paese ben 3,4 miliardi di euro all’anno da 20 anni a questa parte; anche quando il terremoto non c’è noi paghiamo un costo elevatissimo, con questa misura potremmo risparmiare in 20 anni ben 70 miliardi di euro».
Insomma…un’occasione importante…
«A questa misura sono destinati ben 18 miliardi e vedo che molti cantieri stanno partendo in tutta Italia. I condomini sono partiti in ritardo a causa di problematiche spesso banali, anche solo per il verbale d’assemblea condominiale o perché un condomino ha una veranda “troppo grande”. L’occasione è importante, pensate che è una misura riconosciuta e apprezzata anche dall’Associazione dei proprietari immobiliari di tutta Europa. Artigiani e imprese europee vorrebbero nei loro paesi questa misura, che purtroppo non stanno concedendo».
Con Il Decreto Legge n.59 dello scorso 6 maggio ci sono stati alcuni cambiamenti. Quali?
«Abbiamo migliorato alcuni meccanismi, oggi la proroga è riconosciuta al 30 giugno 2022 per gli edifici unifamiliari; al 31 dicembre 2022 per gli edifici plurifamiliari (da 2 a 4 abitazioni) e per i condomini, indipendentemente dallo stato di avanzamento lavori; al 30 giugno 2023 per gli IACP (Istituto Autonomo Case Popolari), se questi ultimi hanno fatto entro quel termine il 60% dei lavori è riconosciuto il Superbonus fino al 31 dicembre 2023. Insomma: ci siamo già al 2023. Il nostro obbiettivo ora è garantire a tutti come termine il 31 dicembre 2023».
Purtroppo le amministrazioni comunali non sono sempre efficienti ed anche un accesso agli atti diventa un’odissea. Cosa risponde?
«I titoli che occorrevano, a livello comunale, per fare un lavoro di manutenzione straordinaria della facciata, o di abbattimento e ricostruzione di un fabbricato, sono gli stessi che servono per il Superbonus. Purtroppo i nostri territori scontano anni in cui la pianificazione territoriale ha tardato a dare gli strumenti necessari ai cittadini per costruire la casa dei propri sogni, così tanti hanno sopperito a questa mancanza anticipando la pianificazione. Molti l’hanno fatto in maniera esagerata ed abusiva, lì c’è poco da fare, ma è chiaro che chi ha chiesto una sanatoria deve assolutamente ottenere una risposta dal comune. Se il comune non rilascia le sanatoria è una sua responsabilità, non del Superbonus! Questo dev’essere uno stimolo per il comune ad accelerare le pratiche in sanatoria. In questa direzione abbiamo destinato risorse alle amministrazioni comunali per l’intercettazione di personale dedito a dare risposte ai cittadini».
I dubbi dei tecnici si focalizzano soprattutto sull’eventuale responsabilità civile o penale derivante da abusi non dichiarati dal cliente…
«Per i tecnici che asseverano le difformità dei condomini è importante aggiungere: non si rileva la difformità urbanistica all’interno della proprietà del condomino se il tecnico sta asseverando il 110% come intervento trainante sulle parti comuni. Cosa significa? In pratica se sono chiamato come tecnico e l’edificio è conforme urbanisticamente, ma c’è una persona che sulla parte comune ha un abuso, il tecnico non è responsabile dell’abuso della singola unità abitativa sulla parte privata».
Cosa migliorare nel futuro?
«Vogliamo semplificare. Si dice “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”, ma col Decreto Semplificazioni dovrebbe essere riconosciuto il provvedimento della CILA (Comunicazione di inizio lavori asseverata) per ogni tipo di intervento del Superbonus, anche per abbattimento e ricostruzione. Tendo a precisare che entro 30 giorni il Genio civile è obbligato a darci risposta con l’autorizzazione sismica, sono orgoglioso di ciò perché questo è possibile grazie ad un mio emendamento. Vogliamo ampliare il Superbonus ad interventi di riuso, recupero e riciclo delle acque, agli interventi di bonifica dall’amianto così come alla diagnostica sismica, energetica e finalmente il riconoscimento per l’amministratore di condominio di una percentuale in funzione del posto di lavoro».
Il Superbonus è una misura che ci sarà in eterno?
«Noi vorremmo immolarci anche fino al 31 dicembre 2025, però dev’essere chiaro che prima o poi questa misura finirà. Per le casse dello Stato non è possibile sostenere per sempre questa misura. Dobbiamo approfittare di questa grande occasione che sta portando risultati unici in Europa e nel mondo: in Italia il mercato delle costruzioni è tornato addirittura a livello superiori del periodo pre-covid».
La misura è ambiziosa, ma la documentazione necessaria è folta…
«Il Superbonus si ottiene facilmente, ma la procedura è motivatamente complessa. Lo Stato sta dando soldi non sotto forma di contribuzione, ma con il meccanismo della detrazione fiscale che diventa credito d’imposta cedibile e, attenzione, “n volte” cedibile. Lo Stato si fide del cittadino e gli offre questa possibilità di detrazione, ma ognuno deve dimostrare che realmente hai eseguito quei lavori».
Qual è il suo consiglio per chi decide di accedere al Superbonus?
«Il Superbonus, dopo l’ex Cassa per il Mezzogiorno, è uno strumento attraverso cui lo Stato sta riempiendo di denaro pubblico il Paese, questo necessita un patto chiaro. Non si può pensare di camuffare anche piccoli abusi, non è accettabile e a queste persone chiedo di farsi da parte. Per tutti gli altri consiglio di affidarsi ad esperti di fiducia e conoscitori della procedura».

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TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE 

N°218 – GIUGNO 2021

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