Informareonline-Sunday

Sunday Bloody Sunday

Redazione Informare 31/01/2021
Updated 2021/01/31 at 12:43 PM
3 Minuti per la lettura

È il 30 gennaio 1972, siamo a Derry, Irlanda del Nord.
È in programma una manifestazione molto importante, sebbene quella di Derry sia una delle tante proteste ormai all’ordine del giorno. La polarizzazione è massima: da un lato i protestanti, classe media, unionisti e dall’altra i repubblicani, d’origine cattolica che si battevano per far cessare la presenza britannica in Irlanda del Nord, al fine di riunificare l’Eire (Repubblica d’Irlanda). Tra le più grandi forze repubblicane vi è la Previsional Irish Republican Army (IRA).

La vita civile è già abbondantemente sconvolta dall’internment del governo unionista di Stormont, legge per cui tutti i militanti vengono arrestati con la sola approvazione degli Interni del Paese e con definizione temporale indeterminata.

È sempre il 30 gennaio, è mattina.
Nel frattempo centinaia di nordirlandesi, in gran parte repubblicani, si trovano in carcere senz’alcuna prospettiva di esser rinviati a giudizio oppure rilasciati; la manifestazione di Derry (Londonderry per gli unionisti) è organizzata dalla NICRA (Northern Ireland Civil Rights Association). C’è molta divisione, come in ogni conflitto sociale che si rispetti.
Il manifesto della giornata riguarda la lotta alla negazione di basilari garanzie del processo, da parte del governo unionista.

Sin dal mattino iniziano i tafferugli, nulla di tanto diverso dagli altri giorni. Tutto sembra andare secondo la norma. C’è però un segnale dai piani alti che cambia l’inerzia della giornata.
Ad un certo punto ai paracadutisti, comandati dal Colonnello Wilford, viene dato l’ordine di disperdere la manifestazione e aprire inspiegabilmente il fuoco, sostenendo poi in maniera falsa che ci fossero dei segni dal fronte opposto d’arma da fuoco.
La carneficina dura davvero poco, qualche minuto. Il bilancio è disastroso: 26 feriti e 14 morti.
Uno solo sarà poi l’accusato, un ex paracadutista ormai ultrasettantenne. Tutti escono indenni, per mancanza di prove sufficienti. Successivamente quegli stessi fatti scateneranno rivolte nazionaliste contro Londra.

Il Brano degli U2 e lo sgomento difronte a un conflitto fratricida

Undici anni dopo quella domenica sanguinosa di Derry, gli U2 faranno uscire un pezzo: Sunday Bloody Sunday.
Bono, cantante del gruppo, all’epoca dei fatti aveva appena undici anni, cresciuto con madre protestante e papà cattolico. Un conflitto vissuto sulla propria pelle.
Il leitmotiv del singolo del gruppo post-punk irlandese How long must we sing this song? è tratto dal Salmo 40 di Davide dalla Bibbia.
Enorme perplessità dinanzi alla violenza fratricida di persone unite dalla stessa religione, dallo stesso credo.
Ancora più enorme perplessità dinanzi ad abusi di potere di un’entità istituzionale così maestosa come il Regno (dis)Unito, tanto affascinante quanto pieno di scheletri nell’armadio. Sono già passati 49 anni da quell’inspiegabile domenica.

di Matteo Giacca

Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *