suicidi in carcere

Suicidi in carcere: l’allarme del Consiglio d’Europa

Manuel Vita Verde 16/06/2024
Updated 2024/06/16 at 3:56 AM
5 Minuti per la lettura

Le misure adottate finora non sono riuscite ad arrestare l’allarmante tendenza negativa. Bisogna agire con urgenza“. Queste parole risuonano nell’ultimo rapporto del Consiglio d’Europa sulla tragica situazione delle carceri italiane. Eppure, sembra che a Roma nessuno ascolti. Nonostante le ripetute segnalazioni e le condanne della Corte di Strasburgo, la politica italiana continua a ignorare l’emergenza dei suicidi in carcere che in Europa non passa inosservata.

La Corte di Strasburgo si dice preoccupata

Dopo il suicidio di A.L.B., napoletano di 38 anni morto nel carcere di Ariano Irpino, il sesto in Campania e il 41esimo in Italia quest’anno, il Consiglio d’Europa lancia l’ennesimo monito. L’organizzazione si dice «molto preoccupata» per l’alto numero di suicidi nelle carceri italiane e per i detenuti che soffrono di disturbi psichici, in attesa di trasferimento dalle prigioni alle Rems (residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza).

Il comitato dei ministri dell’organizzazione europea ha esaminato le misure prese dall’Italia per rispondere alle condanne della Corte di Strasburgo e ha constatato con grande preoccupazione che «le misure adottate finora dalle autorità non sono riuscite ad arrestare l’allarmante tendenza negativa dei suicidi in carcere, osservata dal 2016 e proseguita nel 2023 e all’inizio del 2024». Ma cosa fa il governo italiano? Nessun intervento risolutivo, nessuna risposta concreta alle richieste di Strasburgo.

Uilpa: «Gestione Politica Sconsiderata, Ormai è una Strage Senza Sosta»

A esprimere l’indignazione e la frustrazione per la situazione è Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria: «Se il Governo non realizzerà, come sembra, quota 41 per l’accesso alla pensione, l’ha già ottenuta con i suicidi in carcere. Il 41esimo detenuto morto in carcere e di carcere e per carcere dall’inizio dell’anno, si è impiccato ieri sera verso le 20, A nulla sono valsi i soccorsi».

De Fazio non usa mezzi termini: «Ormai è una strage senza sosta e se non ci sarà un’immediata inversione di tendenza si sfonderà tragicamente ogni record nella conta dei suicidi in carcere e per carcere. Il sistema ormai è imploso a causa di una gestione politica dell’apparato penitenziario sconsiderata che è stata perpetrata per decenni ». Un’accusa diretta, pesante, ma tristemente vera.

Suicidi in carcere e un Sistema Penitenziario alla Deriva

La situazione nelle carceri italiane è drammatica. Non solo i suicidi, ma anche le condizioni disumane in cui versano i detenuti con disturbi psichici, costretti a rimanere in prigione in attesa di un trasferimento che non arriva mai. Il Consiglio d’Europa prende atto «con preoccupazione delle informazioni da cui emerge che non sono stati compiuti progressi sostanziali nell’estensione della rete delle Rems e nella riduzione del numero dei detenuti in attesa di essere trasferiti in queste strutture». Un’ulteriore conferma dell’immobilismo di un sistema che sembra condannato a un perpetuo fallimento.

Nonostante l’annuncio del governo italiano sull’aumento del budget 2024 per il rafforzamento dell’assistenza psicologica e psichiatrica negli istituti di pena, il Consiglio d’Europa nota che, «alla luce del concomitante aumento dei costi di questi servizi, l’impatto di questa misura appare limitato». Strasburgo esorta vivamente le autorità italiane a intensificare gli sforzi e a adottare le misure necessarie, compreso lo stanziamento di fondi adeguati, per accrescere la capacità delle Rems in modo da garantire il rapido collocamento dei detenuti in questi istituti.

Il governo italiano è quindi chiamato a fornire le informazioni richieste e a dimostrare che i trasferimenti avvengono «senza indugio», e non in 35 giorni, come accadde nel caso per cui l’Italia fu condannata dalla Cedu. Un ultimatum che deve essere rispettato affinché il comitato dei ministri possa esaminare i progressi entro la fine dell’anno prossimo.

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