L’atmosfera di Piazza Plebiscito nell’orario degli spettacoli, cioè con il tramonto che ha sempre avvolto palco, interpreti e pubblico, non si può descrivere. Bisognava essere presenti. Ancora una volta ringraziamo la Direttrice Generale, dott.ssa Emmanuela Spedaliere, per averci dato la possibilità di partecipare in prima persona.

Un grandissimo lavoro reso possibile dalle centinaia di lavoratori che stanno vivendo un momento di grande difficoltà a causa della cassa integrazione.
Nonostante tutto, è stato compiuto un lavoro straordinario. La scelta delle opere da rappresentare (la Tosca di Puccini, l’Aida di Verdi e la Sinfonia n. 9 in re minore, Op. 125 “Corale” di Ludwig van Beethoven) a bocce ferme garantivano un sicuro successo, ma le difficoltà connesse alla mancanza del vero palco, cioè del Teatro San Carlo, è stata impresa veramente ardua. Gli interpreti sono stati tutti di grandissimo livello, tra cui spiccano Anna Netrebko e Jonas Kaufmann, ma l’Orchestra, il Coro e il Coro di voci bianche del San Carlo sono stati eccezionali. Non sono mancati i fuochi d’artificio, in tutti i sensi, soprattutto nella Tosca, dove l’arte scenica e la grandissima professionalità di Anna Netrebko hanno ispirato applausi sentiti e commossi.

Molti si chiedevano: “Che Tosca sarà senza il salto finale da Castel Sant’Angelo?”.

Per chi era presente è stato altrettanto emozionante, con la discesa dal palco nel pubblico di Floria Tosca, con un magico gioco di luci e chiaroscuri. L’Aida senza la scenografia e le centinaia di comparse che normalmente accompagnano l’opera, è stata sicuramente la sfida più esaltante; ma anche questa è stata superata brillantemente, grazie all’esperienza e capacità degli interpreti e da un grande coro.
L’ultima serata, dedicata a Beethoven, si è aperta con un’emozionante Inno d’Italia. Anche in questo caso interpreti e coro hanno accompagnato un’esibizione veramente “corale”.
Un ultimo cenno al Direttore d’Orchestra, Juraj Valčuha, un giovane maestro slovacco di grande talento e passione. Un appello a più voci si è udito al termine dell’esibizione: “Maestro resta con noi!”. È l’appello che gli rivolgiamo anche noi: resta con noi, resta a Napoli, resta nella storia del Teatro più bello del mondo.

di Angelo Morlando
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°208
AGOSTO 2020

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