Storia, musica e cultura della Casina Pompeiana

Casina Pompeiana - Photo credit Carmine Colurcio

Il mare da un lato, la riviera di Chiaia dall’altro e la villa comunale tutta intorno: la Casina Pompeiana è una bomboniera posata sul prato che forse non tutti conoscono. Come tutti i siti più affascinanti della nostra città, non è chiara la storia della sua edificazione. All’interno della già costruita villa comunale, in contemporanea agli scavi di Pompei, sorse nel 1870 il padiglione “Pompeiorama” con lo scopo di mettere in mostra i reperti che man mano venivano recuperati. Quello, probabilmente, è il primo scheletro della casina.

Da un’iscrizione che cita la “societa delle belle arti” possiamo immaginare l’allocazione in questo sito di una società che si occupava di mostre ed allestimenti. La pianta era decisamente più piccola di come si mostra oggi. Cambia l’arte, così come cambia la società, e più di cento anni dopo, nel 2007, è stato deciso di restaurarla per renderla un centro di ricerca e documentazione sulla canzone classica napoletana. È inaugurata nel 2011 per la Coppa America, senza vivere una reale continuità, ma venendo utilizzata solo per mostre e presentazioni. Il primo esperimento di apertura regolare del sito risale al 2015, con l’affido della casina pompeiana all’associazione “Sii turista della tua città”; progetto durato poco, per inconvergenza di idee tra comune ed associaizone.

 

 

L’assessore alla cultura del comune di Napoli, Nino Daniele, continua la sua battaglia per tenerla regolarmente aperta e, finalmente, nel marzo 2016, prende vita il centro di documentazione della canzone napoletana. La RAI, detentrice dell’archivio, era restìa, ma alla fine si riuscì a trovare l’accordo circa la sicurezza dei file e dei diritti d’autore. Con l’inaugurazione del punto d’ascolto è partito un progetto di affermazione di questo luogo, in cui la radice musicale napoletana incontra l’arte contemporanea ed in nuovi generi musicali, portando avanti una programmazione simile a quella di un cartellone teatrale. È vero che l’arte oggi è cambiata, ma è indispensabile che questa getti sempre un sguardo alle proprie radici. Così, nella casina pompeiana, mentre la musica internazionale suona in una stanza (recentemente con Peppe Sannino, per esempio) nell’altra Bovio, Di Giacomo e Viviani riposano con la consapevolezza di non poter essere dimenticati.

di Savio De Marco
Foto di Carmine Colurcio

Tratto da Informare n° 180 Aprile 2018

About Salvatore De Marco

Salvatore De Marco nato il 18/10/1992 a Napoli. Tutti lo conoscono come Savio De Marco. Diplomato al Liceo Classico Vittorio Emanuele II di Napoli. Laureando presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II in Scienze Politiche. Ama l’arte, la filosofia e la scrittura e il teatro, appassionato di cinema e fumetti. Coordinatore e Regista di una compagnia amatoriale teatrale “Pazzianne & Redenne” formata totalmente da giovani. Milita in un’associazione culturale “ViviQuartiere Napoli” attiva nella riqualificazione del nostro territorio.