STIR: l’indifferenza dell’amministrazione comunale

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Le Associazioni “PASSIONE CIVICA”, “Fermiamo il Degrado Ambientale”, “Fermiamo i Roghi Tossici”, “Adotta la CITTA’, “Comitato Cittadino per la Delocalizzazione dello STIR”, ancora una volta si scagliano contro l’amministrazione Mirra incapace di gestire la situazione che si registra in città per la presenza dello STIR e dei roghi tossici che infestano le nostre campagne.

«Su entrambi questi fronti- ha dichiarato l’avv. Raffaele Aveta, portavoce delle Associazioni, l’amministrazione comunale non ha messo in campo alcuna iniziativa. L’estate diventa, specie per chi resta in città, una vera e propria tortura, con continue esalazioni di sostanze venefiche. I cittadini vedono compromessi, nel silenzio delle istituzioni, il diritto a vivere in un ambiente salubre e il diritto alla salute. Non riusciamo ad accettare il disinteresse e l’indifferenza per quanto accade sul territorio per l’assenza di ogni politica di sviluppo sostenibile a tutela dei cittadini e dell’ambiente. È un grido di dolore quello che si leva dalle nostre comunità che nessuno vuole ascoltare.

Ribadiamo ancora una volta al sindaco Mirra che l’assenza di politiche ambientali condanna al sottosviluppo e alla malattia intere generazioni. Chiediamo al Sindaco di adoperarsi immediatamente mettendo in campo alcune azioni minime: pretendere dalla GISEC l’adozione immediata di ogni accorgimento tecnico per migliorare la gestione del ciclo di lavorazione dell’impianto in modo da impedire esalazioni sulla città; procedere ad una rapida azione di bonifica delle discariche censite nel territorio cittadino e adoperarsi per impedirne di nuove, anche promuovendo la costituzione di un tavolo tecnico con i comuni limitrofi e le forze dell’ordine per intensificare le azioni di contrasto alla criminalità organizzata dedita allo smaltimento illegale dei rifiuti; costituire, con Università ed Enti di Ricerca, una commissione tecnica che possa effettuare indagini tossicologiche sulle matrici ambientali del territorio cittadino (acqua, aria, suolo) per identificare tutti i fattori di rischio ambientale e comprendere le cause degli alti tassi di neoplasie riscontrabili in città, con particolare riferimento al tumore al polmone; sostenere con ogni mezzo progetti di forestazione urbana, volti a piantumare le strade cittadine e le aree libere di proprietà del Comune con alberi capaci di abbattere la Co2 e gli altri inquinanti, cercando così di migliorare la qualità dell’aria e la vivibilità della città; predisporre un Bilancio ambientale per il comune di S. Maria C.V. promuovendo, con adeguati investenti, politiche sostenibili, volte a fermare il degrado urbano e a favorire buone pratiche di cittadinanza attiva.

Non chiediamo nulla di straordinario, non chiediamo un “sindaco ambientalista”, ma almeno amministratori capaci di garantirci la possibilità di respirare e di non piangere sempre più morti per malattie oncologiche legate al pessimo stato dell’ambiente. In difesa di questi diritti minimi non ci fermeremo di fronte a nulla e nessuno».

Sulla stessa lunghezza d’onda Daudia Antropoli, referente dell’Associazione “Fermiamo i Roghi Tossici”, che sottolinea come «l’amministrazione è stata sollecitata tantissime volte, segnaliamo sempre più o meno le stesse zone dove vengono appiccati gli incendi, gli stessi orari, ma purtroppo non viene mai effettuato un controllo serio che porti al presidio delle zone incriminate e all’arresto dei colpevoli. I roghi continuano ad essere appiccati, la Terra dei Fuochi continua a bruciare!

È inaccettabile che debbano essere i cittadini a segnalare e non si adoperino invece, con ogni mezzo a loro disposizioni, gli amministratori comunali che paghiamo profumatamente attraverso le nostre tasse. Ci aspettiamo dai nostri amministratori meno commissioni (quindi meno gettoni di presenza per loro) e più attività concrete per i cittadini e il territorio, come l’immediata istallazione di telecamere per monitorare le campagne».

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