Stellantis: impatti occupazionali e sfide per il Mezzogiorno 

Giovanni Basile 04/03/2024
Updated 2024/03/03 at 4:42 PM
4 Minuti per la lettura

L’industria automobilistica è in piena evoluzione, ad oggi la transizione verso la mobilità green rappresenta una delle maggiori rivoluzioni del settore. Stellantis, uno dei giganti globali dell’automobile, non è esente da questo cambiamento. Tuttavia, il passaggio dai motori a combustione interna a quelli elettrici comporta una semplificazione dei processi produttivi che, paradossalmente, si traduce in una riduzione della forza lavoro necessaria. Nel 2023, Stellantis ha annunciato tagli occupazionali che hanno interessato circa il 4,3% del suo personale nelle fabbriche italiane, con un impatto significativo sugli stabilimenti del Mezzogiorno come Cassino, Termoli e Melfi e infine Pomigliano. 

Il Mezzogiorno e la transizione 

Il Sud Italia, già alle prese con una disoccupazione socio-strutturale, si trova ora di fronte a un bivio: da un lato la necessità di adeguarsi agli standard ambientali globali e dall’altro la salvaguardia dell’occupazione. Questa transizione rischia di accentuare le difficoltà economiche delle regioni meridionali, dove l’industria delle auto è tradizionalmente un settore chiave. La sfida è particolarmente sentita in località come Melfi, dove è prevista la produzione di nuovi modelli elettrici di marchi come Lancia, Opel e DS. Se da un lato ciò assicura un futuro produttivo allo stabilimento, dall’altro solleva interrogativi sulla quantità e qualità dell’occupazione futura. 

Stellantis: le strategie di riconversione tra frizioni ed incertezze 

Di fronte a questi cambiamenti, è essenziale che Stellantis e le istituzioni collaborino per sviluppare strategie di riconversione professionale e di riqualificazione dei posti di lavoro. È fondamentale investire in formazione e supporto per consentire ai lavoratori di adattarsi alle nuove competenze richieste dall’industria green e dalla mobilità elettrica. L’elettrificazione è un trend definito a livello globale, che coinvolge l’intera industria dell’auto. Per questo motivo, politiche mirate di supporto possono aiutare a mitigare l’impatto occupazionale e a trasformare la sfida in un’opportunità di crescita e sviluppo per il territorio. 

Il mercato italiano mostra un crescente interesse per i veicoli elettrificati, con le vendite che dal 2021 hanno visto un incremento esponenziale rispetto gli anni precedenti. Questo trend positivo potrebbe rappresentare una leva per l’industria automobilistica nazionale per investire maggiormente su ricerca e sviluppo di tecnologie legate all’elettrico. 

C’è bisogno di una riconversione professionale nel Mezzogiorno

I tagli occupazionali annunciati da Stellantis sono un campanello d’allarme per il futuro dell’industria automobilistica nel Mezzogiorno. La transizione verso l’elettrico rappresenta una sfida complessa che richiede un approccio visionario, coinvolgendo attori aziendali, istituzionali e sociali per garantire non solo la sostenibilità ambientale ma anche la coesione sociale ed economica delle regioni coinvolte, soprattutto quelle del sud. 

La transizione verso l’elettrico potrebbe diventare un catalizzatore per lo sviluppo di nuove industrie ad alta tecnologia nella regione, promuovendo così un’economia più diversificata e resiliente.  

Tuttavia, l’incertezza dei consumatori, i tagli ai sussidi ed incentivi e le frizioni con i governi nazionali all’inizio del 2024, non promettono un futuro roseo soprattutto per i lavorativi, che sono a rischio nuovi tagli. 

Per mitigare gli effetti dei cambiamenti in atto, è cruciale una stretta collaborazione tra Stellantis, i sindacati, le istituzioni formative e i governi locali per garantire che i percorsi di riconversione professionale siano non solo efficaci ma anche tempestivi. La creazione di poli tecnologici specializzati nella mobilità sostenibile potrebbe offrire nuove opportunità di impiego e stimolare l’innovazione nel Mezzogiorno. 

Un compito arduo, ma non impossibile. 

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