Stati Uniti, eletta prima senatrice trans ma anche una deputata QAnon

Negli Stati Uniti, il giorno delle elezioni, che quest’anno è stato il 3 novembre (come sempre, il primo martedì di novembre), non si vota soltanto per eleggere il nuovo Presidente. Esistono altri ruoli, infatti, per cui i cittadini degli Stai Uniti sono chiamati a votare, tra cui 13 governatori e il rinnovo della Camera dei Rappresentati e un terzo del Senato.

Rinnovo delle Camere del Congresso degli Stati Uniti

Proprio per quanto riguarda il rinnovo delle Camere del Congresso, sia lo schieramento repubblicano che quello democratico investono ogni anno milioni di dollari per assicurarsi il primato dei seggi. Quest’anno, al termine degli spogli, il risultato vede in testa i democratici alla Camera, che mantengono la maggioranza, mentre il Senato continua ad andare verso i repubblicani, che al momento detengono 53 dei 100 seggi. A nulla è valso l’investimento di 10 milioni di dollari dei repubblicani contro la rielezione di una delle deputate democratiche più amate negli Stati Uniti e all’estero: Alexandria Ocasio-Cortez ha infatti vinto nuovamente alla Camera come rappresentante del distretto 14 di New York con il 68,8% di preferenze. Nessuna possibilità per i repubblicani di cambiare il colore del distretto e una vittoria schiacciante ma anche scontata.

Elette prima deputata trans e prima deputata QAnon

Arriva invece inaspettata – e acclamata – l’elezione della democratica Sarah McBride nel Delaware: con l’86% dei voti è diventata la prima senatrice dichiaratamente transgender nella storia degli Stati Uniti e anche il politico trans di più alto profilo nel paese. McBride ha commentato così la vittoria sul suo account Twitter: “Chiunque si preoccupi che la propria realtà e i propri sogni si escludano a vicenda, sappia che il cambiamento è possibile. Sappia che la sua voce è importante. Sappi che puoi farlo anche tu”.

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Se da un lato assistiamo ad un successo per i democratici e per il progresso sociale, dall’altro, c’è una vincitrice che desta critiche e preoccupazione. La repubblicana Marjorie Taylor Greene, infatti, sostenitrice della teoria complottista di estrema destra “QAnon”, ha vinto in Georgia e conquistato un seggio alla Camera. La donna d’affari, che Trump ha definito “una futura stella repubblicana”, era già stata ampiamente criticata per commenti razzisti e per la sua appartenenza a QAnon. Secondo questa teoria, Trump starebbe conducendo una guerra contro un “deep state” (di cui farebbero parte la Clinton, Obama e anche alcuni attori liberali di Hollywood) di democratici dediti a pratiche sataniche e pedofile, che mirano a conquistare gli Stati Uniti. Con l’elezione della Greene, dunque, QAnon entra nel congresso e così anche i complotti di estrema destra.

di Lucrezia Varrella

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