Squali, dagli oceani alle coste dei nostri mari

Ludovica Palumbo 22/07/2023
Updated 2023/07/22 at 11:40 PM
4 Minuti per la lettura

Sono settimane che tutte le nostre pagine social testimoniano incontri ravvicinati con gli squali, grossi pesci predatori che popolano le acque degli oceani da ben 400 milioni di anni.

Eppure se fino a poco tempo fa ci affascinava vederli popolare le coste situate oltreoceano, oggi forse non serve più spingersi così in largo. Risale a qualche giorno fa l’ultimo dei ben quattro avvistamenti dall’inizio dell’estate: era in provincia di Messina, tra stupore, paura e preoccupazione.

Gli squali e il Mediterraneo

Attenzione, gli squali non sono certo new entry nel nostro mare, anzi da sempre l’Adriatico meridionale è un’area fondamentale per note specie di questo esemplare.

E ricordiamo che gli squali sono protagonisti fondamentali della famosa (ma spesso dimenticata) biodiversità dando un contributo fondamentale nel mitigare l’impatto dei cambiamenti climatici.

Veri e propri custodi del ciclo del carbonio blu, come afferma la responsabile Mare del Wwf Italia Giulia Prato, «ogni specie ha un ruolo significativo, […]come le specie di grandi squali e razze che nel corso della vita immagazzinano grandi quantità di carbonio nei loro corpi: carbonio che viene stoccato sui fondali oceanici quando, dopo la loro morte, le carcasse di questi animali precipitano in profondità». 

Ma, in perfetta coerenza con l’andamento che stiamo dando al nostro pianeta, anche gli squali oggi sono tra le specie in via d’estinzione. Tra i motivi? Bycatch o pesca accidentale, finning, pesca di pinne di squalo. In aggiunta a tutto ciò, c’è l’inquinamento ambientale e la contaminazione degli habitat.

Sarà forse questo uno dei motivi per cui si stanno avvicinando sempre di più?

Squali sulle coste italiane

Le cose della Sicilia, Sardegna, ma anche le nostre Ischia e Procida sono state al centro della questione “allarme squali” in Italia. Ma partiamo con ordine.

Innanzitutto, la specie che più popola i nostri mari è la verdesca, nota per essere quasi del tutto innocua se non disturbata. Siamo nel periodo dell’accoppiamento ed è dunque normale che esemplari maschi e femmine si cerchino nei nostri mari.

Ancora, secondo i biologi, l’inquinamento ambientale ed il riscaldamento globale stanno rendendo la loro caccia al cibo piuttosto difficile e potrebbe essere questo uno dei motivi che li spinge ad avvicinarsi alle coste.

Il biologo e ricercatore della stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli a Il Corriere del Mezzogiorno ha spiegato che “La migrazione di specie dal Mar Rosso al Mediterraneo non è in sé una novità. Quando le temperature del nostro mare erano temperate, le specie aliene non si diffondevano o restavano confinate nel Mediterraneo orientale. Ora si spingono più a Nord.

Premesso che gli squali nel Mediterraneo ci sono sempre stati, che gli attacchi all’uomo di questi predatori nel mondo sono poche decine all’anno e che sono soprattutto gli squali a dover temere l’uomo, l’acclimatamento nel Mediterraneo di alcune specie comuni nelle acque tropicali potrebbe essere favorito dal riscaldamento dell’acqua. Non darei informazioni preoccupanti, però, e non mi pare che ci siano statistiche su incrementi di attacchi nei nostri mari negli ultimi decenni”.

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