“Spot home gallery” di Cristina Ferraiuolo

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«Spot home gallery è ripartenza di una nuova avventura e allo stesso tempo un dolce ritorno a casa» racconta Cristina Ferraiuolo, gallerista e fotografa, ideatrice della mostra Andamento lento, con la quale inaugura con un gruppo di otto amici fotografi lo spazio Spot home gallery, ubicato a Napoli al primo piano di via Toledo n. 66.

Con la fotografia nel sangue e negli occhi, Cristina ci mostra orgogliosa dai balconi del nuovo spazio, che è stato appartamento di famiglia nel quale, come fotografa, ha sperimentato la sua prima camera oscura, il punto della strada dove sorgeva Spot 2.
Parliamo di un negozio dedicato alla fotografia, inaugurato dalla sua famiglia nel 1974, e punto di incontro per oltre 35 anni di fotografi amatori prima e professionisti poi, negozio pioniere nella evoluzione dalla fotografia, da quella meccanica verso la fotografia più elettronica, automatica, fino al mondo del digitale. L’Andamento lento è come un’onda che rimanda alla fluidità dello spazio e alle scelte espositive. È il tempo di una fotografia che scaturisce dai pensieri, dai sentimenti, dai sogni. Lavori realizzati nell’arco di oltre vent’anni da sguardi di fotografi napoletani che trovano eco nella sensibilità di sguardi provenienti da mondi geograficamente lontani, per evocare insieme la dimensione emotiva e a tratti onirica di una città che non si rivela mai fino in fondo. Napoli, con il suo caos, luogo ideale ove perdersi per poi ritrovarsi.
Scatti di Michael Ackerman (si legge nel comunicato: «Ackerman esplora il tempo e l’atemporalità, la storia personale e la storia dei luoghi, spinto da un’urgenza esistenziale a volte disperata e solare, violenta e tenera).
In bianco e nero, con illuminazioni impossibili, e immagini granulose cariche di visioni enigmatiche e pregne, immagini deteriorate e danneggiate, non come scelta stilistica ma come rimando analogico all’esperienza, che non è mai incontaminata); di Morten Andersen (le fotografie in mostra sono state scattate a Napoli nel 2011 e appartengono al più ampio progetto “Untitiled.Cities”); del napoletano Luca Anzani (che propone “Amartema”, un lavoro nato proprio dall’uso di supporti che dovevano essere gettati via e dalla ricerca di tutte le carte che non erano più prodotte: “ho provato a capire cosa accadeva, che risultati si producevano cambiando le proporzioni delle formule chimiche.
Tante prove e tanti errori, è questo ciò che mi interessa”); di Martin Bogren (in mostra la sua è una rappresentazione lirica e senza tempo di un paese- l’Italia- che sa imprimersi nella memoria, nei pensieri, nei sentimenti, nei sogni, come un viaggio fuori e dentro di sé); di Lorenzo Castore (che propone un’installazione audiovisiva progettata con Irene Alison e con musica e sound design di Emanuele de Raymondi, realizzato a Napoli nel 2013 dal titolo Sogno #5, che indaga la bipolarità negli spazi un tempo dedicati all’internamento a quasi trent’anni dalla chiusura ufficiale dell’Ospedale Psichiatrico
Leonardo Bianchi, sulla base di una riscrittura emozionale de Il Sogno di August Strindberg); della gallerista Cristina Ferraiuolo (che porta alcuni scatti da “Stone butterfly”, “un lungo viaggio emotivo e affettivo – racconta – alle radici di quell’universo femminile in cui ho imparato a riconoscermi e che è un tutt’uno con la città stessa.”); di Adam Grossman Cohen (con “Avvolgere/riavvolgere”, il vecchio metraggio Super-8 al rallentatore, dove accade di fermarsi su fotogrammi singoli come in un film muto); di Richard Parks infine, (con scatti appartenenti alla serie “Les Fiancés (I Promessi Sposi)”, realizzati a Napoli nel 2010.
Racconta il fotografo: “Cristina mi spiegò ridendo: ‘Stanno facendo l’amore!’.
Qualche anno dopo sono tornato a fotografare gli amanti nelle auto in via Alessandro Manzoni. Li ho ritrovati parcheggiati lì, dietro le loro tende di fortuna, giovani amanti in cerca d’intimità o vecchie coppie clandestine».
L’opening della mostra si è svolta in febbraio per quattro giorni consecutivi e la mostra sarà visitabile su appuntamento fino al 30 giugno 2021 scrivendo a info@spothomegallery.com.

di Mina Grasso

TRATTO DAL MAGAZINE INFORMARE N° 215
MARZO 2021

 

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