“Spider-Man: No way home”: il film più atteso del decennio

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Prima di continuare con la lettura sappiate che questo articolo contiene spoiler. Dire che “Spider-Man: No way home” è il film più atteso degli ultimi dieci anni è forse riduttivo. Ancor prima che nascesse, agli albori del suo concepimento, tutti sapevano già che questo sarebbe stato un “bambino prodigio”. Tra i suoi record vanta quello di trailer più visto di sempre e di essere il terzo film con il primo week end più proficuo della storia (587 milioni di dollari al botteghino).

Ma “Spider-Man: No way home”, detto in soldoni, è un bel film? La risposta è un po’ complessa: dipende da che punto di vista lo si guarda. Se siete stati dei bambini che durante i pomeriggi dopo la scuola hanno consumato i dvd della trilogia di Raimi, che sono rimasti un po’ delusi dai due Amazing Spider-Man pur affezionandosi al Peter di Garfield, allora “Spider-Man: No way home” sortirà su di voi un effetto positivamente devastante. Lo amerete, piangerete e una volta usciti dalla sala desidererete solo rivederlo.

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Ma se siete dei conoscitori occasionali del brand, del personaggio ecc. beh, non so quanto possiate apprezzare questo film. È un problema vostro? Assolutamente no, è un problema della Marvel, della Sony o chi per loro. La poca universalità dei film dell’MCU non è cosa nuova, ma in questo caso la faccenda è un po’ più complessa. John Watts, insieme alla Disney, ha pensato a soddisfare più la pancia che il cervello del pubblico. Dalla sala uscirete letteralmente satolli per ciò che vi hanno mostrato, vedrete tutto ciò che vi aspettavate: Riferimenti alle saghe precedenti, villain, morti e tre Spider-Man.

A proposito, parliamo della parte più ghiotta della questione. Se avete visto il film lo sapete, i tre Peter ci sono. Per fortuna l’amalgama di questi tre personaggi non delude chi li attendeva, conservano i loro tratti distintivi e comunitari senza mai stonare. Risultano visivamente e concettualmente potentissimi nel finale, uno dei più struggenti di tutto l’MCU. I problemi della pellicola rimangono relegati ad enormi buchi di trama. Uno su tutti, quello che in questi giorni sta diventando un meme, la domanda sbagliata di Peter. A quest’ultimo sarebbe bastato far dimenticare a tutti ciò che aveva detto Mysterio.

Inoltre, si rileva un altro problema presente nella prima scena post credit: il Venom e l’Eddie di Tom Hardy nemmeno sapevano che Spider-Man esistesse. Qualcuno giustifica il fatto con la conoscenza condivisa universalmente dai simbionti, anche se rimane quasi un cavillo burocratico che un dettaglio interessante. Fatto sta che le scene post-credit dei due film servono esclusivamente a lasciare un pezzetto di Venom nell’MCU. Da far presente anche l’inserimento in un’ottica di canonicità delle serie Netflix, serie a dirla tutta non troppo bella. In definitiva, anche per la semplice memoria storica, No way home va visto, è giusto che vi facciate un’opinione diretta di ciò di cui stiamo parlando. Personalmente, essendo uno dei sopracitati bambini, ho amato questo film alla follia, rendendomi così conto di essere accecato dalla nostalgia e dal fan service.

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