Spes sine Spe: Speranza senza Speranza

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In epoca romana si praticava il culto della speranza che  ai giorni nostri tanto serve.

Sul piano internazionale, il tema ambientale appare alquanto indifferente, nonostante si  facciano congressi  ed incontri istituzionali frequenti. Il pianeta continua ad essere in affanno, affetto da quella malattia cronica che trova scaturigine nell’incuria  e nell’inciviltà che infierisce cagionando malattie varie, arricchendo speculatori del malaffare e di quel  capitalismo che insudicia e distrugge l’ambiente.

Paradisi naturali scempiati e ridotti a pattumiere lo incorniciano in quadri di squallore politico-istituzionale.

Mari inquinati, spiagge ove l’abusivismo impera, coste devastate dal cemento, patrimonio architettonico in rovinoso deterioramento ed  a corollario,  un ambiente che toglie respiro ed incancrenisce quel poco di vita che ancora concede.

Sono anni, tanti, che questo panorama asfittico è innanzi ai nostri occhi per perdersi  nello sguardo di chi presta attenzione ad altro e che, invece,  dovrebbe attivarsi per il recupero ed il ripristino dei guasti esistenti, in nome di un  senso civico e di  una coscienza etica che sembrano non appartenere alle classi dirigenti, arroccate nei palazzi del potere, solo per tutelare quel  “particulare”  caro al Guicciardini che resta forma e sostanza della  vita politica globale.

Orbene, un sussulto di civiltà vi è stato che ha spostato l’asse dell’attenzione sull’inquinamento ambientale e sullo stato d’agonia del pianeta.

Sussulto non della politica, ma dovuto alla voce di una ragazza di nome Greta, che ha scosso l’intero pianeta sino ad arrivare all’ONU nella indifferenza becera del presidente U.S.A. Trump. Austera e nobile ha lanciato accuse all’intero consesso mondiale, reo di prestarsi al giogo del “vil denaro” del capitalismo delle multinazionali.

Purtroppo insipienza ed inciviltà viaggiano in un parallelismo storico-culturale che  lasciano nel loro cammino scie di macerie ambientali senza speranza di cambiamento.

Chiudersi nel  sinedrio o camera caritatis per decidere e deliberare, quando sono in pericolo vite umane, diventa nobile e propositivo quando gli atti generano certezze. Appare, però, che il più delle volte gli atti restano documenti cartacei muti, tanto da non incutere neanche un minimo di speranza.

Nel  segno di quest’ultima, mi sovviene un pensiero di scuola latina che così recita: “ Valde in vita hominium pretiosa spes est, sine spe homines misere vitam agunt” (La speranza è preziosa nella vita degli uomini, senza speranza gli uomini conducono una vita triste).

E quando la vita diventa triste ed invivibile e le istituzioni si riducono a creare un insieme di parole per produrre il nulla, i congressisti vari nella loro mutevolezza, organica alla logica del potere senza etica, possono solo ritenersi una locomotiva umana in un viaggio senza meta, dalla quale scendere alla prima stazione della dignità.

     Dott. Raffaele Villani

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