Speciale Regionali 2020, Anastasia Petrella: «Castel Volturno merita questa opportunità»

Anastasia Petrella, consigliere comunale di Castel Volturno, è candidata al consiglio Regionale nella lista Campania Libera con De Luca Presidente. La sua candidatura è estremamente importante per un territorio come Castel Volturno, che finalmente ha l’opportunità di sedersi al tavolo regionale ed affermare ancor di più la sua voglia di riscatto. Anastasia, solare e disponibile, conosciuta da tutti proprio perché vive il territorio a 360 gradi, è venuta a trovarci nella nostra redazione e ci ha raccontato di questo grande passo, delineando alcuni punti del suo programma.

«Vi ringrazio perché questa campagna elettorale è stata molto particolare, un po’ per il covid, un po’ per via della stagione estiva; è stato difficile arrivare in tutti i 104 comuni della provincia, quindi l’opportunità di farmi conoscere per la persona che sono è importante».

Anastasia, raccontaci innanzitutto del tuo percorso politico…

«Dico sempre che se dovessi definire quando ho cominciato ad interessarmi alla politica, non saprei farlo. Mia madre mi ricordava spesso che in seconda o terza elementare, ci chiesero di scrivere un tema, ed il giorno prima era morto Sandro Pertini. Scrissi spontaneamente della sua morte, le insegnanti non ci potevano pensare. Forse all’epoca non comprendevo appieno, ma sicuramente mi ero resa conto della grandezza, dell’autorità di un ruolo, in questo caso del Presidente della Repubblica, e sono forse sempre stata attratta da chi ha fatto qualcosa per migliorare il posto in cui viviamo. Per questo approccio che ho alla politica, devo ringraziare molto mia madre; quando studiavo mi diceva sempre “Hai finito di studiare? Non basta, devi approfondire”.
Questo è l’approccio che utilizzo in tutte le cose che faccio, cerco sempre di andare a fondo nelle cose ed essere la persona che sono, a prescindere dalle campagne elettorali. Tutto ciò che ho costruito nella vita si basa sui rapporti umani, io ho questo. Sono convinta che quando si semina, alla lunga tutto fiorisce. I rapporti umani sono alla base della vita, sono quelli che mi danno la forza e sui cui posso contare nei momenti di fragilità.
Dico sempre che la politica deve stare al servizio del cittadino e lo penso veramente, ci credo, non lo dico per slogan. Lo dico perché in un territorio così difficile, se non si ha nemmeno la disponibilità ad impegnarsi per risolvere problematiche collettive, un politico non vale niente. Se non mette le proprie capacità al servizio della comunità, non vale niente».

Anastasia, quali sono i programmi e gli interventi concreti che si vogliono proporre in regione per Castel Volturno? 

«Dobbiamo fare in modo che i programmi elettorali non siano libri dei sogni, fini a sè stessi. Ne abbiamo visti e sentiti tantissimi, ma non dico che dobbiamo essere disillusi, perché se siamo qui è perché ancora crediamo in un riscatto e in una possibilità.
Gli interventi su Castel Volturno devono essere fatti, e la Regione in questi anni ci ha creduto perché quando si ha fiducia in un territorio e si crede nei progetti, si stanziano i soldi in bilancio, e questo fa la differenza. Il resto sono tutte chiacchiere.
I soldi in bilancio per investire su Castel Volturno sono stati stanziati, altri fondi ci sono anche per le due isole ecologiche che andranno poi a gara, e questo serve a cambiare il volto di un territorio anche in merito alla questione dell’abbandono dei rifiuti. Il primo intervento che va fatto è sul Piano regionale dei rifiuti: questo è un territorio particolare, non solo per morfologia ma anche antropologicamente. Essendo così particolare bisogna risolvere il problema dei rifiuti e soprattutto dei roghi, un fenomeno che è conseguenza di un piano rifiuti sbagliato. La mia politica è sempre stata zero cumuli = zero roghi, è un’equazione matematica. Bisogna andare ad intervenire non solo sul controllo, ma intervenire a monte: la raccolta dei materiali deve essere incentivata da una premialità reale, utilizzando metodologie come ad esempio quella utilizzata a Capaci, dove i rifiuti puliti vengono innescati in un meccanismo di risparmio sull’ultima rata della TARI. Ciò comporta un incasso comunale, e i rifiuti non vengono più buttati in strada. In un territorio in cui esiste la povertà, ogni intervento a favore della tasca del cittadino funziona. Per me quindi, il lavoro sull’ambiente è primario; la Regione Campania ha economicamente investito, ci sono attrezzature abbandonate e finanziamenti importanti, come i 3 mln di euro per la Pineta. Quello che io credo, da amministratore, è che in questi territori ci vuole tempo per seminare e raccogliere. La strada è indicata a mio avviso, la mia battaglia sarà sicuramente ambientale su tutte, e sulla risorsa mare, chiaramente».

Sappiamo che a Castel Volturno esistono problematiche che non possono essere risolte a carattere locale, per cui diventa fondamentale ed indispensabile il ruolo regionale. Non si riesce però a comprendere perché un territorio come il nostro non sia mai riuscito a portare a livello regionale una figura locale, mentre in altri territori questo avviene. Soprattutto non si comprende -a risultato delle ultime elezioni comunali dove, grazie a scelleratezze fatte in una sinistra divisa, si è regalato questo territorio al centrodestra- come a tutt’oggi, in queste regionali, l’unica reale candidata che a livello pratico rappresenta questo territorio per storia ed impregno politico saresti tu, e non trovi attorno a te una sinistra unita…

«Questa è una domanda importante e giustissima. Faccio una premessa: dal basso ho trovato molto consenso e questo è motivo di orgoglio per me, mi commuove. È quasi come se la mia candidatura fosse una sorta di riscatto per il territorio, perché quando mi hanno chiesto la candidatura, mi hanno detto: “abbiamo seguito il tuo percorso politico che è un percorso coerente, merita questa opportunità, ma soprattutto è un’opportunità che merita Castel Volturno”. Quando ho sentito queste parole, per un attimo ho pensato a quante opportunità ci sono state negate negli anni, e che questa potesse essere la volta buona per poterla avere davvero, questa possibilità.
Purtroppo poi subentrano dinamiche partitiche, perché hanno la priorità su dinamiche locali, questa è l’unica spiegazione che riesco a darmi. Evidentemente le tessere contano più delle persone. Fortunatamente nella cittadinanza ho trovato entusiasmo, come se Castel Volturno avesse avuto un premio, anche perché questa candidatura la vivo non come la mia candidatura, ma come la candidatura di Castel Volturno. Per la prima volta ci viene data una possibilità in una posizione utile e questa è una lista dove non ci sono consiglieri uscenti, è una buona lista, l’opportunità è reale e concreta. Non avere qualche sostegno mi dispiace, come persona».

Tutti sognano da anni di rivedere in vita il porto di Pinetamare, che rappresenterebbe un notevole punto di rifioritura economica. Proporrai interventi anche in merito?

«La mia attività politica in Regione, sia da eletta o da “non eletta”, sarà focalizzata moltissimo sulla questione Porto di Pinetamare.Da troppi anni ormai si attende questa Grande Opera che servirebbe all’intera Regione e non solo a Castel Volturno. Il groviglio di norme, termini, rinnovi, proroghe e quant’altro ha purtroppo determinato la mancata ultimazione del Porto. Mi batterò fin dove sarà necessario, ad oltranza, anche se dovesse servire una nuova Legge Regionale o l’eventuale modifica del Piano della Portualità Regionale. Non esisteranno rivali in questa battaglia, avere il Porto così come progettato significherà mettere in piedi il cosiddetto concetto “Win-Win”. Vinceremo tutti».

A Castel Volturno è altrettanto difficile per i giovani formarsi, vivere e restare su questo territorio. La domanda che ti pongo, anche in virtù del masterplan, è la seguente: quali sono le proposte a tutela dei giovani castellani che porterai ai tavoli regionali?

«Avendo onori ed oneri derivanti dalla partecipazione attiva alle questioni regionali, spingerò con tutte le energie a mia disposizione per l’attenzione alle fasce giovani, soprattutto quelle disagiate che meritano uno sguardo più attento da parte della Politica. Ormai i Giovani sono soltanto un’ argomentazione, spesso poi però vuota nei contenuti. Per me sarà un obbiettivo concreto quello di vedere dimezzate le percentuali della dispersione scolastica. Provenendo da Castel Volturno, uno dei Comuni più coinvolti da tale fenomeno, ho avuto “purtroppo” l’opportunità di maturare potenziali soluzioni che prevedano di tanto in tanto anche approcci e metodi alternativi che meglio si possano plasmare sul modo di essere, di pensare e di agire delle nuove generazioni».

Torniamo un attimo sulla questione rifiuti e roghi: negli ultimi anni si è notata una flebile presa di coscienza da parte di alcuni cittadini che si sono adoperati per contrastare questi fenomeni, fondando associazioni di volontariato che operano sul territorio in maniera attiva. Non sono poche le circostanze in cui persone residenti in altri comuni vengono qui a sversare i propri rifiuti. È chiaro quindi che Castel Volturno necessita di controlli e provvedimenti particolari per contrastare non solo i roghi, ma anche il pensiero comune della “Castel Volturno terra di nessuno”…

«La complessità di Castel Volturno poggia le proprie basi, anzitutto, sulla morfologia del territorio le innumerevoli vie di accesso e di fuga consentono una libertà di movimento che diventa terreno fertile per i delinquenti sversatori. I cittadini diventano in questo contesto le prime sentinelle del territorio, la consapevolezza che il proprio territorio vada difeso e tutelato come la propria dimora è un grande risultato. La sensibilizzazione sulle tematiche ambientali fatta negli anni unitamente alla determinazione di voler tutelare il diritto alla salute ha generato buoni frutti. Il lavoro dei volontari diventa vano però se non è supportato dalle Istituzioni con visione, programmazione e puntualità negli interventi. Di pochissimi giorni fa è la notizia di un terribile rogo di cumuli di rifiuti speciali ripetutamente segnalati dai Fire Angels sin dal mese di Giugno, segnalazione rimasta inascoltata».

 

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