Speciale Regionali, Lucia Esposito: «Un’occasione irripetibile per Caserta»

informareonline-lucia-esposito

Intervista a Lucia Esposito

Candidata con il “PD” nella circoscrizione elettorale della provincia di Caserta con Vincenzo De Luca Presidente

 

Qual è stato il tuo percorso politico e quali le motivazioni della tua candidatura?

“Il primo incontro con la politica è avvenuto prestissimo. Ero tra i banchi di scuola, alle Elementari: ho avuto due maestre che, tra un tema di Italiano e una lezione di Matematica, ci parlavano di emancipazione femminile, di ambiente, di inclusione sociale. Ricordo quando una di loro entrò in classe con gli occhi lucidi: era il 9 maggio del 1978; ci disse che avevano ucciso Aldo Moro. Non compresi la portata di quell’evento, ma capii subito che la politica era qualcosa che mi apparteneva. E lì decisi che avrei fatto qualcosa per la mia comunità. Ho iniziato, a 22 anni, come consigliera comunale nella mia città, a San Nicola La Strada. Sono stata presidente del consiglio comunale, ho fatto un’esperienza come assessore provinciale e poi sono stata per due volte, sebbene non per l’intero mandato, in Consiglio Regionale. Sempre per un periodo breve, sono stata anche senatrice della Repubblica, durante la XVII legislatura. Tutto questo percorso l’ho fatto sempre stando dalla stessa parte. Oggi, mi ricandido per gli studenti, per le famiglie, per gli anziani. Per gli stagionali, i lavoratori autonomi, gli artigiani, i piccoli imprenditori; per tutti coloro che stanno facendo i conti con un domani incerto. Per le donne e gli uomini di questa provincia che affrontano con dignità gli affanni del quotidiano. A chi mi chiede perché ho accettato rispondo: non chiedermi perché, chiedimi per chi! Ho firmato senza esitazioni: in una fase così delicata, chi ha sempre creduto che la buona politica possa cambiare le cose si sente investito da una responsabilità dalla quale non può sfuggire”.

Quali sono le tematiche principali che vorresti affrontare?

“Ce ne sono tanti rispetto ai quali la Regione può svolgere un ruolo, la crisi sanitaria lo ha dimostrato. Nella ricostruzione del tessuto sociale ed economico, sarà fondamentale che Governo e Regione lavorino fianco a fianco per sostenere le fasce più deboli e fragili della popolazione, per investire bene le ricorse che arriveranno dall’Europa e per stimolare una ripresa vera e duratura. La provincia di Caserta deve farcela. Ogni crisi, per quanto dolorosa, porta con sé delle opportunità da saper cogliere: quella che stiamo vivendo rappresenta l’occasione, forse irripetibile, per ripensare ai nostri territori, così diversi e così ricchi, rispetto a un orizzonte regionale e nazionale; per immaginare soluzioni che diano slancio al turismo, al commercio, all’agricoltura, all’enogastronomia, alla formazione, alla cultura, alla manifattura, ai cantieri pubblici, all’edilizia privata. Il Coronavirus ha inferto un colpo durissimo all’economia: bisognerà ripartire dal senso di comunità. Bisogna riprendere il cammino insieme, trovare la forza di esprimere con orgoglio cosa significhi appartenere a questa terra meravigliosa e maltrattata, cosa significhi rivendicare un’identità forte e un futuro sostenibile. Caserta ha bisogno di persone all’altezza del compito. Confido nei cittadini: nei momenti difficili, sanno distinguere chi fa propaganda da chi fa sul serio”.

Ci sono questioni come il Policlinico di Caserta che però scoraggiano gli elettori…

“Hai ragione. Serve uno scatto in avanti per tutta la sanità casertana. Occorre potenziare, da un lato, la medicina di prossimità, quella straordinaria rete di assistenza e di cura vicina al cittadino; e, dall’altro, realizzare grandi strutture di eccellenza, come il Policlinico. I casertani lo aspettano da troppo tempo: è un’opera strategica per l’intero territorio, che avrà ricadute positive sull’indotto e contribuirà a potenziare la facoltà di Medicina dell’Università Vanvitelli. Il presidente Vincenzo De Luca si è impegnato molto e ha provato a fare il possibile, ma il Policlinico ancora non c’è. Anche per questo serve più Caserta in Campania. I prossimi cinque anni saranno decisivi”.

 

Come ti senti nel Pd e perché, secondo te, bisogna sostenere il governatore De Luca?

“Credo nei partiti e credo nel Pd, che è l’unico in Italia ad avere un patrimonio di valori e un radicamento territoriale. Talvolta, soffre della mancanza di un legame vero tra la base, che si sente isolata, e i vertici. Ma in ogni grande famiglia c’è qualcosa da aggiustare. Quanto a Vincenzo De Luca, ritengo sia un amministratore solido, con una visione chiara e poi è una persona che ama il Sud, ama la Campania. Nei momenti critici ha dimostrato di avere la forza di imporre la linea del rigore, non è da tutti. Lo preferisco agli improvvisatori, ai venditori di fumo, ai politici in bermuda”.

di Redazione Informare

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°209
SETTEMBRE 2020

Print Friendly, PDF & Email