Speciale Regionali 2020 – Intervista a Michaela Suppa

Intervista a Michaela Suppa

Candidata con “Campania Libera” nella circoscrizione elettorale della provincia di Caserta con Vincenzo De Luca Presidente

 

La prima domanda è inerente alla descrizione del tuo percorso politico e professionale.

“Per rappresentare la mia articolata esperienza professionale mi basta dire che sono un ingegnere civile, libero professionista. Ciò in maniera sintetica può immediatamente dare evidenza del fatto che nella mia attività lavorativa ho dovuto interpretare, gestire e affrontare la complessità di un mondo fatto di meccanismi cervellotici e contraddittori che troppo spesso, se non sempre, rendono lo sviluppo dell’economia un’impresa per pochi. Ho 52 anni e mi sono laureata in ingegneria alla Federico II; da allora mi sono occupata di edilizia, di gestione aziendale e di un tema, a me assai caro, che è la lotta contro le morti bianche e quindi il sostegno allo sviluppo di una cultura consapevole in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Su queste tematiche collaboro sistematicamente con gli ordini professionali per dare vita a momenti di confronto e di dibattito, tesi ad arricchire le competenze e le conoscenze dei professionisti e dei cittadini tutti. Per 12 anni sono stata anche Consigliere dell’Ordine degli Ingegneri, dove ho assunto in diversi periodi il ruolo di tesoriere e di responsabile anticorruzione, oltre che presidente di diverse commissioni di studio. Oggi sono candidata per la circoscrizione della provincia di Caserta (106 comuni) nella lista di Campania Libera a sostegno del presidente De Luca. Con piacere, convinzione e grande senso di responsabilità ho assunto questo impegno perché riconosco nella lista e nella coalizione cui appartengo i principi che hanno da sempre caratterizzato la mia esperienza sociale: “burocrazia zero” per le imprese e semplificazione, start up e innovazione, progetti per l’ambiente e per lo sviluppo di condizioni di lavoro sicure. Pochi anni dopo la laurea ho sentito subito l’esigenza di approfondire il tema della prevenzione acquisendo il titolo di Disaster Manager, nel 1998 ho partecipato ai rilievi post alluvione nei territori di Sarno e Quindici, ho affrontato le tematiche della sicurezza sui luoghi di lavoro in aziende appartenenti a quasi tutti gli ambiti produttivi, ecc. Si, mi occupo con passione e continuità della prevenzione a 360°. A distanza di oltre 20 anni in questo ambito, però mi rendo conto che il cammino è ancora lungo perché in realtà ciò che viene realmente a mancare è la cultura e la sensibilità su tali argomenti sia da parte delle pubbliche amministrazione che dei cittadini”.

Da dove nasce e come si è sviluppata la passione politica che ti ha portato a candidarti?

“È da tempo ormai che sento le voci della politica sempre più lontane dalle esigenze reali. Immersa nella “società liquida”, per dirla con Bauman, mi sono sentita senza riferimenti e così sono convinta si sentono tanti colleghi e professionisti. La cultura, il sapere e la competenza hanno poco valore in un momento storico in cui tutto fluidamente scorre via. Durante il Covid il mondo si è reso finalmente conto di quanto la scienza e la competenza fossero importanti. La nostra società ha bisogno, oggi più che mai, di riferimenti concreti. Certamente ho voglia di rappresentare uno spazio sociale e politico in cui i professionisti si sono maggiormente sentiti liberi di esprimere e dare vita al dibattito pubblico. Sono stata fortemente sostenuta e invogliata a scendere in campo da molti colleghi, amici ed espressioni delle professioni tecniche e spero di poter rappresentare al meglio la loro voce… ora e dopo. Voglio mettere a disposizione di tutti i cittadini l’esperienza che ho maturato in tutti questi anni, perché in realtà oggi risolvere i problemi tecnici è forse l’unico modo che abbiamo per rimettere in moto il mondo dell’edilizia, del commercio e tutto il loro indotto. Bisogna far capire quali sono le difficoltà che oggi un professionista incontra nel fare consulenza, nel dire al proprio committente ciò che deve fare per avviare un’attività professionale. Io, molto spesso, mi sento quasi in imbarazzo nel dover elencare il numero copioso di adempimenti amministrativi necessari per eseguire la più semplice delle attività. Nell’ottica del raggiungimento di una corretta semplificazione che non vada a discapito della qualità del processo produttivo, vorrei mettere a disposizione della politica e dei cittadini questa mia esperienza”.

Quali sono le tematiche principali che vorresti affrontare?

“Il problema ambientale è una delle tematiche più importanti da tenere sotto controllo considerando soprattutto il territorio nell’ambito della propria bio-territorialità e non legata a dei Confini amministrativi che, a volte, sono troppo stretti rispetto a quelle che sono le esigenze. Il sostegno alle politiche volte alla salvaguardia dell’ambiente, nella sua più ampia accezione, la sburocratizazzione e la semplificazione, la creazione di reti infrastrutturali e di connessioni digitali, rappresentano i volani anche per lo sviluppo turistico e certamente incentiveranno nuovi investimenti imprenditoriali. Noi abbiamo vissuto da poco l’emergenza gravissima del covid ma ancora oggi le città si presentano inadatte ad affrontare un nuovo e possibile lockdown. Ci sono intere aree in cui ancora non è possibile avere una stabile copertura di reti (vedi il litorale domitio…) e città incapaci di organizzare gli spazi pubblici in maniera coerente con ciò che, invece, viene richiesto alle aziende private. Questi sono, secondo me, i temi prioritari da gestire. Il problema del peso fiscale nel suo complesso è molto forte e appesantisce il fardello delle imprese in maniera a volte insopportabile. Qualche giorno fa sentivo un imprenditore affermare che era stanco di pagare i debiti causati dal suo stesso lavoro e che, diversamente, sarebbero stati inferiori. Ma le tasse rappresentano un insostenibile peso nel momento in cui, come troppo spesso avviene nel nostro territorio, non vengono convertite in adeguatezza dei servizi. il nostro territorio non offre ai cittadini alle imprese e a tutti quelli che vogliono avviare un’attività, servizi adeguati, a partire da una mancanza di omogeneizzazione delle banche dati, dalla mancanza di sostegno alle famiglie e alle donne in particolare nella gestione dei figli; allo sport e a tanti altri aspetti”.

L’ultima domanda è: perché bisogna sostenere l’attuale presidente De Luca?

“La nostra lista è formata tutta da professionisti sia provenienti da diversi ambiti lavorativi che politici e rappresenta la lista in cui maggiormente ho riconosciuto una mia naturale collocazione. Il nostro governatore De Luca al di là delle sue incontrovertibili e scontate capacità che ha dimostrato nel corso della sua lunga attività politica è stato, in questo particolare momento, un leader che è riuscito a parlare con il linguaggio della sua gente perché ne conosce le esigenze e la composizione. Durante il lock down ha saputo assumersi responsabilità di decisioni difficili, anche contro tendenza, senza badare alle eventuali ripercussioni mediatiche. Oggi abbiamo bisogno di essere guidati da persone così, in grado di ragionare con problem-solving”.

 

 

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