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SPECIALE QUIRINALE – Fumata nera anche al terzo spoglio: trattano i partiti, e da domani cala il quorum

Redazione Informare 26/01/2022
Updated 2024/03/23 at 4:05 PM
4 Minuti per la lettura

Anche oggi le elezioni per il presidente della repubblica vedono vittoriosa la scheda bianca. C’era da aspettarselo: negli scorsi giorni le elezioni sono risultate in un nulla di fatto, con timidi approcci tra i partiti ed un Quirinale in attesa. Oggi, però, qualcosa si è mosso: sono iniziate le trattative tra i capi politici dei principali schieramenti, un primo passo verso la fumata bianca.

Corsa al Quirinale: i risultati dello scrutinio

Le elezioni, diversamente dagli altri giorni, sono iniziate in anticipo alle 11 di questa mattina. Il Presidente della Camera Roberto Fico ha letto nelle ultime ore i risultati dello spoglio. A votare 978 grandi elettori su 1009. Stavolta due i nomi che superano i cento voti: Mattarella e Crosetto.

Sono 125 i voti per Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica uscente. Segue Guido Crosetto, ex deputato che ha ottenuto 114 voti. Per Paolo Maddalena 61 voti e 52 per Pier Ferdinando Casini, ex presidente della camera.

Meno rispetto a ieri le schede bianche, che si attestano a quota 412, mentre sono 84 le schede disperse e 22 quelle nulle. Nessun astenuto tra i votanti.

Le trattative tra i partiti 

Diminuiscono le schede bianche e si comincia a far chiarezza tra partiti politici. Fuori dall’aula è incessante l’attività di mediazione di Matteo Salvini all’interno del centro-destra e anche oltre. D’altra parte per il PD proseguono le trattative con il Leader della Lega per convincere la sua coalizione a non votare un candidato del proprio schieramento. «Così salta la maggioranza» afferma il Partito Democratico.

Lo stesso crede Luigi Di Maio, che spiega agli eletti del partito pentastellato: «Se il centrodestra porta un nome divisivo spacca la maggioranza». Secondo fonti interne a Italia Viva, con cui il PD intrattiene trattative per decidere i prossimi passi, Salvini sarebbe d’accordo ad un candidato che eviti spaccature.

Sono molti, infatti, a temere per la stabilità già precaria di un governo di larghissime intese. Sulla bocca di tutti il nome di Draghi: «Nessuno si permetta di dire che il Movimento dice no a Draghi – dichiara il leader del M5S Giuseppe Conte – Il Movimento dice sì a Draghi, lo ha fatto quasi un anno fa quando il paese era in ginocchio con una grande assunzione di responsabilità consapevole anche del costo politico che avrebbe comportato: abbiamo perso 40 parlamentari. Oggi la neve è ancora in tempesta, il Movimento dice sì a Draghi, rafforza il suo sì, perché i prossimi mesi saranno ancora più duri. Porti a compimento la sua mission». Difficile che Draghi diventi presidente per Giorgetti, ministro dello Sviluppo Economico ed esponente della Lega.

Grande protagonista degli scrutini di oggi Guido Crosetto, co-fondatore di Fratelli d’Italia ed Ex Democristiano. Ottiene 114 preferenze, quasi il doppio dei grandi elettori di FdI (63). Il nome di Crosetto era stato proposto da Giorgia Meloni a scrutinio iniziato per «smuovere le acque», mentre Lega e Forza Italia hanno confermato nuovamente scheda bianca.

Cala il quorum: basterà la maggioranza assoluta

Dopo 3 giorni di elezioni senza risultati, scende a 505 voti il quorum necessario per eleggere il presidente della repubblica. Basterà così la metà più un votante per ottenere la carica, una maggioranza assoluta che va di fatto a sostituire la soglia dei 673 voti, pari ai due terzi dei grandi elettori.

Nel 2015, alle scorse elezioni che videro eleggere Sergio Mattarella al Quirinale, bastarono solo 3 giorni di votazioni con un totale di 4 scrutini. Sarà forse domani il giorno fortunato?

Di Ciro Giso

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