
Il ritorno a casa: premio alla carriera per Vincenzo Russo Traetto, Vicesegretario generale di Lecco.
Come si sente a ricevere questo premio nella città in cui è nato?
«Innanzitutto il mio ringraziamento va ad Informare, vero e proprio punto di riferimento anche per chi non
vive nel territorio di Castel Volturno. Il fatto che Informare veda in me un punto di eccellenza è non solo un
grande onore, ma un’ulteriore responsabilità nel rappresentare (nel bene) Castel Volturno. C’è ovviamente l’aspetto professionale, ma anche e soprattutto sentimentale. Riprendendo le parole del poeta: “cor nun vo ricchezz, chi è nat a napl c vo murì”, è proprio questo ciò di cui parlo, vivere lontano con il mito del ritorno greco. Ed Informare mi ha dato proprio questa possibilità, quella di ritornare a casa, a Castel Volturno per una cosa bella e piena di positività, stare con e tra le eccellenze di un territorio che ne è gravido».
Ha notato dei cambiamenti nel territorio rispetto a quando è andato via?
«Ho lasciato questa città nel 1999, con una carriera che mi ha portato a girare molto soprattutto tra Umbria, Veneto e Lombardia. Sicuramente ho notato uno spostamento degli equilibri, quello che noi chiamavamo il “paese”, oggi è come se lo vedessi un po’ scarico di quell’elemento di rappresentatività ed unione che faceva rispetto al territorio. A primo impatto sembra che molti servizi siano sicuramente migliorati eppure, non avendo elementi per valutare se non quelli nostalgici, credo che ci sia ancora un gran lavoro da fare. Ed Informare in questo è estremamente importante proprio perché importante è costruire una comunità con una condivisione di valori.
Più che una ricostruzione di infrastrutture, credo vada fatta una ricostruzione morale e culturale anche per chi è migrante da parte di altre realtà. Castel Volturno è sempre stato un territorio di sperimentazioni, di incontri. Io sono proprio originario di Castel Volturno, e forse la zona che più mi ha portato a riflettere è quella Destra Volturno. Basta un po’ di assenza dell’uomo e la natura subito cerca di riprendersi i suoi spazi, quindi forse più che contrastata, la natura andrebbe assecondata e rispettata».
di Nicola Iannotta e Ludovica Palumbo
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