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SPECIALE PREMIO – Pellegrino, la scommessa dell’imprenditoria al sud: la favola dei Laghi Nabi

Nicola Iannotta 03/11/2021
Updated 2022/07/18 at 4:05 PM
5 Minuti per la lettura

“Credere nelle risorse del territorio”, è questo il messaggio che lancia Gino Pellegrino, fondatore dei Laghi Nabi di Castel Volturno. La storia dei Laghi Nabi è la storia bella di chi crede nelle proprie idee e combatte per vederle realizzate.

Indice
Gino parlaci del progetto dei Laghi Nabi… «I Laghi Nabi sono ex cave di sabbia che di fat-to erano un non luogo. L’idea di partenza era quella di creare una nuova destinazione offrendo una nuova possibilità ad un territorio abbandonato. Appunto i Laghi Nabi, il cui nome è composto da “Natura” e “Bioarchitettura”, ovvero un progetto di turismo ecosostenibile. Progetto che rappresenta una grande scommessa per Castel Volturno, soprattutto perché sembra un paradosso per chi conosce questo territorio e sa del peso dei problemi sociali e ambientali che lo attanagliano. Una scommessa che però sta riuscendo e ne siamo felici. L’area comprende due strutture ricettive: il Nabi Resort& Glamping, con tende e suite sul lago, e il Plana Resort Spa, con piscine, un albergo e case in legno. Le attività svolte arricchiscono poi l’offerta con il corso di vela, il wakeboard e il maneggio. Noi crediamo nella riuscita di questa ambiziosa scommessa. Il progetto riguarda non soltanto un recupero territoriale, ma anche sociale. Molti sono i dipendenti immigrati che hanno difficoltà di inserimento sociale, ma grazie al lavoro riescono a far rete più facilmente, abbiamo immigrati che lavorano felicemente insieme alle altre persone del territorio. Noi valorizziamo il merito e l’etica del lavoro. È importante fare rete e fare comunità; non importa invece quale sia la provenienza di ciascuno. Chi lavora deve saper fare squadra e deve saper agire da squadra. Questo può aiutare».Un occhio d’eccellenza che sa valutare attentamente le potenzialità del territorio. Cosa si aspetta da Castel Volturno? «Castel Volturno ha tantissime potenzialità. È un territorio che è stato devastato prima dalla guerra e poi dal terremoto. Abbiamo una prateria davanti a noi e tantissime possibilità da poter sfruttare. Il mio augurio è che la nostra esperienza possa essere d’aiuto anche per altri che intendono investire nel turismo, e non solo. Essere soli nell’offerta turistica non è piacevole. Sarebbe bello essere in tanti, di modo che le persone abbiano più cose da fare, più posti da visitare, più luoghi dove alloggiare. Oggi abbiamo a Castel Volturno un turismo deleterio, principalmente messo in moto dai pendolari di Napoli. Noi vogliamo un turismo diverso: cerchiamo di attirare nella nostra terra un tipo di turista diverso, che venga qui perché desideroso di farlo, desideroso di conoscere i nostri luoghi e invogliato a visitarli. Inoltre, col nostro lavoro intendiamo recuperare uno spazio per la comunità; uno spazio per la prossimità capace di essere un luogo dove trascorrere il proprio tempo e poter dedicarsi al proprio benessere. La nostra volontà è quella direstare sul territorio per cercare di migliorarlo. Vogliamo mettere insieme tutte le nostre energie per riuscire nell’impresa».

Uno spazio affascinante nato dall’opera di bonifica di un luogo, lungo il litorale Domitio, dove dagli anni ’70 agli anni ’90 la camorra ha rubato sabbia per la produzione di cemento: 40 ettari di superficie rimasti abbandonati che sono divenuti oggetto di riconversione e rigenerazione ambientale.

Una realtà che oggi rappresenta un modello virtuoso di lavoro, di etica del lavoro e insieme un esempio di quanto importante e fruttuoso sia recuperare un’area usurpata e degradata, così da poterla poi trasformare e convertire in una ricchezza del territorio. Il progetto dei Laghi Nabi nasce da una scommessa coraggiosa: l’architetto Gino Pellegrino, sindaco di Parete, ha da sempre creduto nella potenzialità della sua terra e ha intravisto ricchezza in un luogo simbolo di degrado.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare l’architetto visionario e pioniere della bioarchitettura al Sud.

Gino parlaci del progetto dei Laghi Nabi… «I Laghi Nabi sono ex cave di sabbia che di fat-to erano un non luogo. L’idea di partenza era quella di creare una nuova destinazione offrendo una nuova possibilità ad un territorio abbandonato. Appunto i Laghi Nabi, il cui nome è composto da “Natura” e “Bioarchitettura”, ovvero un progetto di turismo ecosostenibile. Progetto che rappresenta una grande scommessa per Castel Volturno, soprattutto perché sembra un paradosso per chi conosce questo territorio e sa del peso dei problemi sociali e ambientali che lo attanagliano. Una scommessa che però sta riuscendo e ne siamo felici. L’area comprende due strutture ricettive: il Nabi Resort& Glamping, con tende e suite sul lago, e il Plana Resort Spa, con piscine, un albergo e case in legno. Le attività svolte arricchiscono poi l’offerta con il corso di vela, il wakeboard e il maneggio. Noi crediamo nella riuscita di questa ambiziosa scommessa. Il progetto riguarda non soltanto un recupero territoriale, ma anche sociale. Molti sono i dipendenti immigrati che hanno difficoltà di inserimento sociale, ma grazie al lavoro riescono a far rete più facilmente, abbiamo immigrati che lavorano felicemente insieme alle altre persone del territorio. Noi valorizziamo il merito e l’etica del lavoro. È importante fare rete e fare comunità; non importa invece quale sia la provenienza di ciascuno. Chi lavora deve saper fare squadra e deve saper agire da squadra. Questo può aiutare».
Un occhio d’eccellenza che sa valutare attentamente le potenzialità del territorio. Cosa si aspetta da Castel Volturno? «Castel Volturno ha tantissime potenzialità. È un territorio che è stato devastato prima dalla guerra e poi dal terremoto. Abbiamo una prateria davanti a noi e tantissime possibilità da poter sfruttare. Il mio augurio è che la nostra esperienza possa essere d’aiuto anche per altri che intendono investire nel turismo, e non solo. Essere soli nell’offerta turistica non è piacevole. Sarebbe bello essere in tanti, di modo che le persone abbiano più cose da fare, più posti da visitare, più luoghi dove alloggiare. Oggi abbiamo a Castel Volturno un turismo deleterio, principalmente messo in moto dai pendolari di Napoli. Noi vogliamo un turismo diverso: cerchiamo di attirare nella nostra terra un tipo di turista diverso, che venga qui perché desideroso di farlo, desideroso di conoscere i nostri luoghi e invogliato a visitarli. Inoltre, col nostro lavoro intendiamo recuperare uno spazio per la comunità; uno spazio per la prossimità capace di essere un luogo dove trascorrere il proprio tempo e poter dedicarsi al proprio benessere. La nostra volontà è quella direstare sul territorio per cercare di migliorarlo. Vogliamo mettere insieme tutte le nostre energie per riuscire nell’impresa».

di Nicola Iannotta

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N°1 – SPECIALE PREMIO D’ECCELLENZA CITTÀ DI CASTEL VOLTURNO

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