SPECIALE PREMIO. Maria Domenica Castellone: “Castel Volturno già nell’agenda del governo, giusto valorizzare le eccellenze”

Donato Di Stasio 25/11/2022
Updated 2022/11/27 at 12:32 AM
5 Minuti per la lettura

Vicepresidente del Senato, Maria Domenica Castellone è stata dottore di ricerca in Oncologia ed Endrocrinologia con una carriera professionale maturata in importanti esperienze all’estero.

Originaria di Giugliano in Campania e da sempre sensibile alle politiche giovanili, oggi è impegnata nel portare in Parlamento le istanze del territorio campano. Sul palco della Scuola Forestale Carabinieri di Castel Volturno ha premiato la fondazione Isaia nell’ambito del II° Premio d’eccellenza Città di Castel Volturno.

L’intervista esclusiva a Maria Domenica Castellone

Sappiamo che lei è particolarmente legata ai temi che riguardano i giovani. Cosa pensa di questa giornata organizzata per la valorizzazione di Castel Volturno?

«Come sempre sono felice di stare con voi, con giovani che credono nell’esempio di Giancarlo Siani e decidono di raccontare la verità anche quando può essere scomoda. Per me noi che facciamo politica è una occasione non solo di riflessione, ma anche di ritrovare quell’entusiasmo che poi ci deve spingere per portare avanti le battaglie che servono a questa terra. Oggi ho detto di credere che il futuro di questa terra vada costruito su tre pilastri. Partiamo, innanzitutto, dai nostri giovani, aiutandoli nella fase di formazione e di ingresso nel mercato del lavoro; lavoriamo, poi, sull’accesso ai servizi, facendo in modo che la scuola pubblica, la sanità pubblica e l’accesso ai servizi per i disabili siano sempre più diffusi sul territorio nazionale e contrastando con forza qualsiasi tentativo di spaccare il paese anche attraverso l’autonomia differenziata; infine, con i carabinieri e con le forze dell’ordine, dobbiamo lavorare sul terzo pilastro, che è quello di restituire i territori ai cittadini, riqualificando, bonificando e rigenerando dal punto di vista urbanistico le nostre terre, i luoghi in cui viviamo, le nostre città per renderle sempre più vivibili e accessibili».

Ospite della prima edizione del premio fu l’ex presidente della Camera Roberto Fico. Si parlò dell’ingresso di Castel Volturno nell’agenda di governo, obiettivo realizzabile a medio-lungo termine. Magari durante questa legislatura?

«Credo che Castel Volturno sia già entrata nell’agenda di governo, perché dire che dobbiamo innalzare la soglia al di sotto della quale non si pagano le tasse universitarie interessa i giovani di tutto il territorio, e in particolare quelle realtà dove magari i problemi si sentono di più, dove i giovani partono già da un gradino più basso e dall’avere meno opportunità. L’agenda di governo, poi, entra in questo territorio quando si dà il via a misure come il Superbonus: vedo che ci sono moltissimi cantieri qui che sono partiti grazie a quella misura, la quale permette la restituzione alla città e ai cittadini delle intere aree che renderanno più vivibile anche questo territorio. Continueremo a portare la voce di un paese che vuole valorizzare i giovani, che vuole valorizzare il proprio patrimonio artistico, che vuole partire dalle proprie eccellenze, così come stiamo raccontando in questa giornata».

Siamo ancora agli inizi del nuovo governo e della nuova legislatura. Come giudica il suo operato fino ad ora?

«Intanto credo che ci sia stato poco coraggio e che si sia data l’idea di voler essere forte con i deboli e debole con i forti. Debole con i forti perché non c’è stato l’aumento, per esempio, sulla tassazione degli extra-profitti e dei grandi colossi energetici, e non c’è nessuna azione contro l’evasione fiscale. Io credo che le risorse andassero reperite soprattutto in quei settori e non alle famiglie in difficoltà che stanno percependo, per esempio, il Reddito di cittadinanza. Non dobbiamo essere forti con i deboli, fare cassa su di loro oppure pensare di spaccare ancora di più il paese attraverso un progetto scellerato, che è quello di pensare ad un’autonomia differenziata sempre più spinta, utilizzando il criterio della spesa storica, che significa dare ad una regione gli stessi fondi per finanziare i servizi dell’anno precedente. Nel luogo in cui viviamo, per esempio, dove i servizi non ci sono e non vengono finanziati, autonomia differenziata vuol dire condannare i cittadini a continuare a non avere quell’accesso ai servizi».

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