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SPECIALE PREMIO. Giorgio Mulé: “Presenza dello Stato fondamentale in un giorno come questo”

Luisa Del Prete 23/11/2022
Updated 2022/11/23 at 2:25 PM
6 Minuti per la lettura

Uno degli ospiti speciali della seconda edizione del “Premio d’eccellenza Città di Castel Volturno“, svoltosi sabato 19 novembre presso la Scuola Forestale Carabinieri di Castel Volturno, è stato Giorgio Mulé, Vicepresidente della Camera dei Deputati. Dopo la partecipazione alla prima edizione del premio, quest’anno l’esponente di Forza Italia ha vestito i panni del premiante, consegnando il premio d’eccellenza a Bruno Corda, Direttore dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

Premio d’eccellenza Castel Volturno, l’intervento sul palco di Giorgio Mulé

Ospite per la seconda volta al Premio d’eccellenza Città di Castel Volturno, Giorgio Mulé è intervenuto sul palco della location dell’evento ed ha ringraziato Officina Volturno, ed il suo fondatore Tommaso Morlando, per il grande lavoro svolto sul territorio.

“Grazie a Tommaso e a tutti coloro che hanno voluto che anche quest’anno fossi con voi. In questi giorni, alla Camera dei deputati, ospitiamo una mostra che si chiama “A testa alta”, che ricorda i trent’anni dalle stragi di Capaci e di Via D’Amelio e i quarant’anni dagli omicidi di Pio la Torre e di Carlo Alberto dalla Chiesa. Voi siete giornalisti, siete persone che hanno raccolto il testimone di chi, come Giancarlo Siani, nell’85 venne ucciso. Siete figli di una generazione che non ha vissuto e non ha le cicatrici che, ahimè, la mia generazione porta e che ha portato consegnando idealmente, non dico un’Italia migliore, ma l’Italia che quelle persone, quei martiri, hanno fatto in modo di costruire. E l’hanno fatto a testa alta. Questa mostra è costruita da gigantografie che costringono, chi passa a vederle, a guardare in alto. Allora la cosa bella è che, in occasione di questo Premio, ho ritrovato a Castel Volturno, al di là di questa platea, i ragazzi che dall’ingresso accompagnano e fanno accoglienza. Nessuno di loro guarda in basso o tiene lo sguardo giù, tutti ti guardano dritto. Se hai il coraggio, la capacità di guardare negli occhi qualcuno, vuol dire che sei libero e se sei libero è perché si è costruita quella cultura della legalità che è prodromica per potere andare avanti a testa alta. Quindi bravo Tommaso, bravo per quello che vi continua a trasmettere, bravi voi. Bisogna andare avanti così” ha dichiarato Giorgio Mulé.

L’intervista esclusiva

La sua presenza al Premio d’eccellenza Città di Castel Volturno riconfermata per la seconda volta. Che messaggio lancia lo Stato? 

«Guai se lo Stato non ci fosse. È fondamentale la presenza, soprattutto in occasione di un Premio così coraggioso, organizzato da un’associazione che si è intestata il dovere di assistere il territorio laddove ci si aspetta che siano le istituzioni statali a farlo. Officina Volturno meritoriamente ha preso in mano questo territorio, ha sfidato quello che non andava, e dunque è doveroso che lo Stato non solo sia accanto, ma quasi si genufletta davanti a chi coraggiosamente porta avanti questa attività. La presenza è soltanto un dovere nei confronti di chi continua un’opera (che guai se si interrompesse) e quindi bisogna dare tutto il sostegno». 

Lei fa parte della maggioranza di governo: come intendete agire in territori di frontiera come Castel Volturno? 

«Deve agire in continuità con quella che è una cultura di legalità che si fonda non soltanto sulla “repressione”, ma sulla capacità di prevenire i fenomeni. Il controllo del territorio, e dell’ambiente che lo circonda, è la precondizione per rilanciare e far recuperare. La gestione del fondo del PNRR va garantita: che sia assolutamente pulita nella gestione e vada lontana dagli appetiti che sicuramente hanno i clan e le mafie. Il nuovo governo di maggioranza ha una tradizione di legalità che li fa essere quelli che hanno introdotto il 41bis e che credono nella “presenza”: sta per essere inaugurata sul territorio una tenenza dei carabinieri con altri 50 uomini. La parte repressiva, ripeto, è uno spicchio: la maggior parte, invece, è fatta di prevenzione, cultura e formazione». 

Un augurio per il futuro… 

«Bisogna vivere la quotidianità e la bellezza della normalità. Tutto questo risiede nel fatto che non bisogna chiedere favori per avere ciò che deve essere una garanzia, significa avere la dignità di un lavoro che ti consenta di affrancarti da ogni tipo di fascino del male. Avere palestre, piscine e strumenti urbanistici che ti consentano di crescere bene. La bellezza della normalità è non venire più a Castel Volturno per un Premio antimafia, ma perché abbiamo superato quell’emergenza e la normalità ci porta sul territorio per la sua bellezza». 

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