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SPECIALE PREMIO. FAI Antiracket, come le vittime aiutano le vittime

Updated 2022/11/24 at 10:07 PM
2 Minuti per la lettura

L’attività di Antiracket, in un territorio come Castel Volturno che per anni ha subito la tirannia dei clan, è fondamentale. Una federazione come la FAI è dunque importantissima per un controllo capillare del fenomeno sul territorio. Ce ne parla il presidente Luigi Ferrucci.

L’intervista esclusiva

Qual è il significato che lei dà a questo premio?

«A questo premio do un significato importante perché questo territorio è stato messo in rilevo molto spesso per vicende negative. Il merito di questo premio è quello di cercare, tra le cose negative, quelle positive che fuori ci sono e vanno valorizzate. Vorrei citare, dunque, una frase di Italo Calvino che dice “L’inferno è quello che viviamo, dobbiamo scegliere se essere anche noi inferno o vedere quello che non lo è, unirci insieme e crescere”».

Cosa state facendo come FAI per non lasciare sole le vittime di violenza?

«La FAI ha una storia ultratrentennale e da sempre sostiene l’idea, semplice ma geniale, che vittime aiutano altre vittime. Una delle cose più belle che noi facciamo è quella di accompagnare fisicamente in tribunale chi deve testimoniare, andarci da solo risulta essere molto più pesante. Questo è un modello vincente perché da oltre trent’anni le vittime entrate a far parte di associazioni antiracket non sono state più toccate. Qualche attività ha subito ritorsioni dopo la denuncia ma fortunatamente ci sono delle leggi statali che, se pur migliorabili, permettono il risarcimento a queste attività».

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