SPECIALE PREMIO – Emilio il pasticciere: Leone d’oro a Venezia e Premio Città di Castel Volturno

Silvia De Martino 04/11/2021
Updated 2022/07/18 at 4:02 PM
5 Minuti per la lettura

Emilio il Pasticciere è un’istituzione del casertano, nota ai più per l’invenzione del Roccobabà. Nasce a Casal di Principe nel 1980 dal duro lavoro di Emilio Goglia e attualmente conta ben 22 dipendenti.

Sebbene al giorno d’oggi la pasticceria distribuisca in tutta Italia ed anche in Spagna, Olanda e Svizzera, resta ben radicata sul territorio che gli ha dato i natali. Il legame tra Casal di Principe ed Emilio il Pasticciere è indissolubile ed è proprio questa forte appartenenza territoriale, da cui deriva il rispetto della tradizione, la chiave del successo dell’attività.

Per meriti professionali ed imprenditoriali, la pasticceria della provincia di Caserta è stata chiamata a Venezia per ricevere l’onorificenza del Leone d’Oro. Per questa occasione abbiamo avuto l’opportunità di intervistare Nicola Goglia, figlio di Emilio, nonché attuale responsabile di ricerca e sviluppo della pasticceria e tecnico in laboratorio.

Parlaci del viaggio a Venezia e dell’emozione nel momento del ritiro del premio.

«Sono andato a Venezia con due compagni di viaggio eccezionali: Maurizio Pollini, amico di mio padre, e Mauro Bruner. Il giovedì c’è stata la serata di gala, dove abbiamo conosciuto gli altri premiati: tanti imprenditori di altissimo livello e diverse istituzioni. Il venerdì mattina è avvenuta la premiazione, che si è tenuta nel Palazzo della Regione Veneto. Inizialmente ero abbastanza tranquillo, ma quando ho visto il Console russo Vincenzo Schiavo – che sapevo dovesse premiare me – alzarsi, hanno iniziato a tremarmi le gambe. Appena ho ricevuto il premio ho iniziato ad avvertire il peso della responsabilità: mi sentivo portavoce non solo della nostra attività, ma dell’intera comunità di Casal di Principe. Ero orgoglioso e allo stesso tempo emozionatissimo».

Chi hai sentito di dover ringraziare nel momento in cui hai ricevuto il Leone d’Oro?

«La prima persona che mi è venuta in mente con il Leone tra le mani è stato mio padre, perché lui non ha mai smesso di crederci e ha insegnato anche a me a credere nell’arte della pasticceria. Il secondo pensiero, non per importanza, è andato a mia madre, a mia moglie e ai miei figli, che ci sostengono sempre, nonostante non sia facile stare dietro ad ogni nostra scelta e sacrificio. Inoltre, questo premio è anche di tutti i nostri collaboratori: quelli che non ci sono più, quelli che sono ancora con noi e quelli che verranno. Sono stato io a ritirare il premio materialmente, ma appartiene a tutta la comunità».

Cosa significa per voi continuare la vostra attività a Casal di Principe?

«Sappiamo benissimo quanto sia difficile fare impresa oggi in Italia, soprattutto al Sud e ancora di più a Casal di Principe, che spesso è sulla bocca di tutti per spiacevoli fatti di cronaca. Abbiamo avuto tante opportunità per lasciare la nostra terra, ma quindici anni fa abbiamo voluto investire sul territorio. Tante persone ci hanno chiamato sciocchi, perché la nostra attività localizzata in un altro posto avrebbe avuto un prestigio diverso, ma mio padre ha sempre continuato a crederci. Tutta la nostra attività parte da Casal di Principe: farlo da qui e dare lavoro a persone sul territorio per noi è motivo d’orgoglio».

Questo premio, quindi, lo dedicate a tutta Casal di Principe.
«Abbiamo avuto il Leone d’oro esposto cinque giorni in pasticceria ed è stata un’emozione unica ricevere i ringraziamenti dei clienti e fare le foto con loro con il premio. Questo riconoscimento è di tutti, lo abbiamo vinto tutti: da soli non si va da nessuna parte».
Cos’ha Emilio il Pasticciere in più rispetto alle altre pasticcerie?

«Noi non siamo i migliori, ma siamo unici a modo nostro. L’azienda Emilio il Pasticciere è tanto altro, sia per innovazione che per impegno nel sociale. Siamo stati la prima pasticceria a fare l’e-commerce con il sotto zero, distribuendo il Roccobabà a -18°C. Dopo il Covid abbiamo trasformato il ricavato in altri Roccobabà da regalare per l’Epifania a tutte le famiglie del casertano che hanno avuto bisogno della Croce Rossa. Quando ho detto a mio padre che volevo fare il pasticcere, mi ha chiesto di non essere mai banale e di puntare sempre in alto: questa è la promessa che mi sono fatto. Il mio motto in pasticceria è: saperne oggi più di ieri e domani più di oggi».

di Silvia De Martino

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