SPECIALE PREMIO – Emergency: «Il nostro obiettivo è quello di essere inutili»

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Emergency: «Il nostro obiettivo è quello di essere inutili»
Serraino: «Contenti del rapporto con le istituzioni. Castel Volturno modello da esportare in tutta Italia»

L’operato di Emergency non poteva di certo passare inosservato. L’organizzazione umanitaria, nata nel 1994 dall’idea di Gino Strada per la chirurgia di guerra e presente ormai da otto anni sul territorio castellano, è stata infatti premiata come una delle realtà più positive ed eccellenti del terzo settore, diventando un punto di riferimento fondamentale soprattutto per gli immigrati, regolari e non, che vivono a Castel Volturno, ma non solo.

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Assistenza, cure e trattamenti per chi ne avesse bisogno, per chi a volte non vede riconosciuti i propri diritti allo stesso livello dei cittadini italiani o dei cittadini stranieri con residenza o permesso di soggiorno. Emergency però è anche molto altro, un vero e proprio ente di formazione, perché dà continuamente la possibilità a ostetriche, infermieri e medici di formarsi nelle sue strutture, come ospedali e centri di maternità. Per parlare del premio e di tanto altro, abbiamo intervistato Sergio Serraino, coordinatore dell’ambulatorio Emergency di Castel Volturno, premiato dall’Assessore regionale Mario Morcone. L’organizzazione ha già collaborato con l’assessorato, dando vita ad una combo vincente per il territorio.

Emergency premiata al “Premio Città di Castel Volturno” dedicato alle eccellenze del territorio. Quali sono le attività che svolgete a Castel Volturno?

«Emergency opera in Italia dal 2006. A Castel Volturno abbiamo iniziato nel 2013 con una clinica mobile, poi dal 2015 con una struttura fissa. Fino al 2020 disponevamo di un ambulatorio di medicina per adulti, un ambulatorio pediatrico, un ambulatorio infermieristico e di un servizio di orientamento socio-sanitario e di mediazione culturale. Ci siamo occupati anche di attività specifiche dedicate alle donne mettendo in campo unità di strada per le vittime di sfruttamento sessuale, abbiamo organizzato incontri di educazione sanitaria presso le chiese pentecostali e africane che sono presenti a Castel Volturno.

Dal 2020, con la pandemia, c’è stata una rimodulazione delle attività. In primis, con il passaggio dell’attività di medicina per adulti all’Asl: questo perché l’Asl ha potenziato i servizi sul territorio dedicati agli stranieri senza permesso di soggiorno, aumentando le ore dell’ambulatorio dedicato ai codici STP (Stranieri Temporaneamente Presente), che non hanno il permesso di soggiorno, ed ENI (Europei non iscritti al Servizio Sanitario Nazionale). Nel 2013 l’ambulatorio di medicina dell’Asl faceva molta fatica, le richieste di assistenza erano davvero tante e c’era solo un medico due volte a settimana. Oggi, invece, l’Asl dispone di un servizio di mediazione culturale, sono arrivati nuovi medici e infermieri.

Con il Covid-19, poi, abbiamo lanciato altre attività, come il rafforzamento del servizio di Triage per migliorare la gestione dei casi sospetti. Inoltre, abbiamo deciso di organizzare attività di informazione ed orientamento per il rispetto delle norme di distanziamento sociale, attraverso la realizzazione di video-messaggi e messaggi sull’emergenza e sui comportamenti da tenere diffusi attraverso vari canali social. Siamo riusciti anche ad attivare un call center socio- sanitario, mentre adesso ci stiamo occupando della campagna vaccinale con più di 2500 persone assistite per le dosi di vaccino e il rilascio del Green Pass. Siamo molto felici anche per il lavoro di sensibilizzazione e informazione, fatto insieme alla “Rete Castel Volturno Solidale”, sull’accesso al vaccino, e di sollecitazione verso Regione Campania e Asl, affinché si mobilitassero per una campagna vaccinale accessibile a tutti.

Molto importante, a mio avviso, è stato il Progetto Demetra, ora terminato, con la presenza per quasi due anni a Castel Volturno di un Drop In socio sanitario, finanziato direttamente dall’Asl. Dalla nascita di Emergency a Castel Volturno, abbiamo assistito più di 11mila persone ed erogato oltre 65mila prestazioni sanitarie, un risultato non da poco. Il nostro obiettivo è quello di essere inutili, e il trasferimento dell’attività di medicina per adulti completamente all’Asl è stato un grande risultato. A noi non interessa creare sistemi paralleli perché non siamo in concorrenza con nessuno. L’obiettivo è fare in modo che le persone che richiedono il nostro aiuto e la nostra assistenza possano avere accesso al servizio pubblico».

Il premio sarà dedicato proprio a Gino Strada, fondatore di Emergency. Cosa ha rappresentato per voi operatori?

«Il Dott. Strada va molto oltre Emergency. Rappresenta una figura, sia dal punto di vista intellettuale che morale, di riferimento per questo paese, ma non solo. Un personaggio di caratura elevata e internazionale. Dopo la sua morte, ho ricevuto diverse e-mail e messaggi di vicinanza e cordoglio. Nella mia vita l’ho incontrato in diverse occasioni, sempre per questioni legate ad Emergency. Ricordo che a Milano, nella vecchia sede di Emergency, lanciò una campagna per l’abolizione della guerra, rifacendosi a quello che sosteneva Einstein: “La guerra non si può umanizzare, si può solamente abolire”.

Ecco, il Dott. Strada credeva fermamente in questa cosa, per lui non era utopia. Era un trascinatore ed una persona che ogni qualvolta interveniva pubblicamente lasciava il segno. Chi lo ha conosciuto ha detto che non amava tanto parlare, ma fare. Secondo me, quando si parla di Gino Strada è importante raccontare quello che Emergency ha fatto e continua a fare, perché Gino Strada è Emergency».

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La vostra organizzazione è stata premiata anche dinanzi il Capo di Gabinetto del Ministro dell’Interno Bruno Frattasi. Proprio quel Ministero è centrale in questo territorio…

«Sicuramente un bel riconoscimento. Avere dei contatti con lui in futuro non sarebbe male, soprattutto per tutta la Rete di Castel Volturno Solidale e per la questione dei permessi di soggiorno. Come avrete già sentito, a Castel Volturno c’è stato questo disastro del primo decreto sicurezza, che ha abolito la protezione umanitaria. Pertanto, a gran parte degli immigrati che vivono a Castel Volturno è stato tolto il permesso di soggiorno. Si tratta di persone che non hanno commesso reati, regolarizzati ormai da anni con residenza, contratto di affitto, medico di base etc.

Da un giorno all’altro si sono ritrovati senza il permesso di soggiorno perché non sono riusciti a trovare un lavoro regolare, ma qui questo tipo di contratto è un sogno. Una beffa, una cattiveria che ha coinvolto almeno 2mila persone. Riparare questo grandissimo danno con l’aiuto delle istituzioni sarebbe l’ideale».

Sergio, vivi ormai da anni il territorio di Castel Volturno, che ha avuto problemi di ogni genere. Il premio ha rappresentato l’occasione per far capire all’Italia intera che qui ci sono anche realtà positive ed eccellenze su cui investire in futuro…

«Ho sempre detto che Castel Volturno è sicuramente un territorio dove si può trovare il peggio, inquinamento, criminalità organizzata e abusivismo. È anche però un territorio in grado di esprimere il meglio della società civile, sia italiana che straniera. Di questo ne sono sicuro perché lo vedo quotidianamente. E dispiace che su Castel Volturno ci sia una narrazione tossica, che inquina ogni cosa buona, a partire dalla questione dei numeri. Si parla, per esempio, di 20-25mila irregolari, vengono sparati numeri come alla tombola, numeri completamente irrealistici.

Alcuni servizi televisivi e articoli di giornale hanno superato la finzione dei film di Garrone e di De Angelis, arrivando quasi alla fantascienza con delle bufale veramente assurde o addirittura all’horror, perché ormai gli immigrati vengono chiamati “invisibili” o “fantasmi”. Queste persone sono invisibili per chi non le vuole vedere, ma per noi e per tutte le altre associazioni sono visibilissime, posseggono un nome, un cognome, un volto e una storia. Gente che ha solo difficoltà nell’avere una residenza. Durante il primo lockdown, poi, la parola d’ordine fu “bomba”: bomba contagio, bomba sanitaria. Ma non è scoppiato nemmeno un petardo, i cittadini stranieri contagiati sono stati pochissimi e non c’è stato nemmeno un morto».

Riscontrate qualche difficoltà nel vostro operato? Qual è il rapporto con le istituzioni?

«A parte la questione pediatra per bambini immigrati sprovvisti di codice fiscale, che purtroppo non possono avere accesso ai trattamenti, siamo molto contenti della collaborazione e del rapporto che si è instaurato con le istituzioni sanitarie. Il mio auspicio è che l’Asl mantenga questa linea e trovi le risorse per potenziare ancora di più i servizi, non solo su Castel Volturno, ma in tutta la provincia.

Quello di Castel Volturno potrebbe rappresentare un modello da esportare in tutta Italia, grazie al quale la collaborazione tra istituzioni e terzo settore ha raggiunto risultati importanti, soprattutto per quanto riguarda l’assistenza sanitaria alla comunità straniera. Il fatto, per esempio, che la Regione Campania abbia modificato la piattaforma per dare la possibilità anche a stranieri senza permesso di soggiorno e comunitari senza residenza di prenotarsi per il vaccino ne è una dimostrazione. È stata la seconda regione d’Italia a farlo. Tra l’altro, ho notato la sorprendente velocità nel comunicare i dati al Ministero della Salute, in modo da far avere il Green Pass agli stranieri senza il permesso di soggiorno.

La Campania, attualmente, è la prima regione per numero di Green Pass rilasciati a cittadini che non possiedono il permesso per soggiornare nel nostro paese. Per questo, ci teniamo a ringraziare ancora una volta l’assessore Mario Morcone e l’Asl di Caserta. Dalle istituzioni sanitarie, dunque, abbiamo sempre ricevuto disponibilità all’ascolto e volontà di trovare soluzioni ai problemi. Oggi posso dire però che gli operatori di Emergency giocano un ruolo fondamentale, sono diventati una sorta di consulenti dell’Asl e del Distretto di Castel Volturno quando si parla di cittadini stranieri, consulenti ovviamente non retribuiti».

di Donato Di Stasio

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°1 – SPECIALE PREMIO D’ECCELLENZA CITTÀ DI CASTEL VOLTURNO

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