SPECIALE PREMIO. Corda: “Snellire la burocrazia dei beni confiscati attraverso il dialogo tra le istituzioni”

Stefano Errichelli 23/11/2022
Updated 2022/11/23 at 3:42 PM
3 Minuti per la lettura

Premiato d’eccellenza della seconda edizione del Premio Città di Castel Volturno, il Prefetto Bruno Corda, Direttore dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrarti e confiscati alla criminalità organizzata, il quale ha ricevuto il riconoscimento dal Vicepresidente della Camera dei Deputati Giorgio Mulé. La presenza di personalità eccellenti, rappresentanti delle istituzioni, come il Prefetto Corda, hanno testimoniato l’impegno e l’attenzione per il territorio di Castel Volturno. Poco prima dell’inizio dell’evento, il dott. Corda si è concesso ai nostri microfoni, rispondendo alle nostre domande. 

L’intervista esclusiva a Bruno Corda al Premio di Castel Volturno

Dott. Corda, oggi ha ricevuto il Premio d’eccellenza di Castel Volturno. Qual è stato il suo impegno per il territorio? Riesce a farci una stima dei beni trattati? 

«Il territorio casertano è uno dei riferimenti principali per il lavoro dell’agenzia, la provincia di Caserta viene seguita in modo assiduo e costante. Dati alla mano il territorio casertano ha una grande quantità di beni confiscati ed inevitabilmente questo richiede un’attività di collaborazione fra i diversi sindaci, con l’impegno costante della Regione Campania, che, nonostante le tante difficoltà, si sta impegnando in modo massivo per tutte le attività inerenti all’assegnazione dei beni alla collettività». 

Per quanto riguarda invece l’intera regione, riesce a fornirci qualche dato sui beni confiscati?

«Abbiamo dei dati concreti sulla Campania, che si conferma una regione ricca di beni da trattare e per i quali è iniziata già da tempo una forte collaborazione con la regione, affinché tutti i beni vengano lavorati in tempi brevi. Va sottolineato in termini statistici che la suddivisione dei beni nei diversi territori della Campania, vede la provincia di Caserta come quella con il più alto numero di beni della regione, un terzo di tutti i beni fa capo al territorio casertano. La regione Campania sta investendo molto, sia in termini di risorse economiche che di impegno sul territorio, e questo dimostra la predisposizione morale nell’assicurare quanto prima un destino di legalità ai beni confiscati». 

A volte ci sono rallentamenti nell’assegnazione dei beni destinati alla collettività. La burocrazia può essere realmente snellita?  

«Un elemento importante è rappresentato dalla capacità di attivare concretamente il sistema delle assegnazioni provvisorie dei beni confiscati. Questo processo è risolutivo, perché ci permette di ottenere già una visione futura sull’attribuzione dei beni in forma definitiva. Altro tema importante è la collaborazione tra le varie istituzioni ed organi di governo, dal locale al governo centrale, che resta fondamentale». 

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