SPECIALE PREMIO – Associazione Domizia, il miracolo delle tartarughe Caretta Caretta

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L’intervento dell’associazione Domizia, l’associazione bandiera di tutela ambientale per la salvaguardia delle tartarughe caretta caretta, è stato miracoloso: in meno di 4 mesi hanno certificato e assistito alla schiusa di ben 18 nidi di tartarughe, tutti nel territorio di Castel Volturno. A Castel Volturno c’è vita, c’è amore per l’ambiente e finalmente ci sono centinaia di tartarughe!!

L’associazione Domizia è un’organizzazione che nasce nel Giugno del 2021 e riunisce associazioni di rilievo nazionale e del territorio come Legambiente, E.N.P.A., Movimento azzurro, Coldiretti impresa pesca e altre, ma anche enti come la Commissione comunale sul ciclo delle acque, e, ancora, esperti di comunicazione, imprenditori del settore turistico e una componente della guardia costiera.

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Le tartarughe caretta caretta sono la specie più diffusa del Mar Mediterraneo , eppure, sono ormai al limite di estinzione nelle acque territoriali italiane. Sono state classificate come vulnerabili nella Lista Rossa delle Specie Minacciate della IUCN (unione internazionale per la conservazione della natura). La specie risulta, quindi, affrontare un rischio molto elevato di estinzione in natura. Le caretta caretta, purtroppo, si sono guadagnate questa etichetta poiché la loro sopravvivenza è minacciata dall’inquinamento marino, dalla riduzione degli habitat di nidificazione, dalle collisioni con le imbarcazioni, e dagli incidenti causati dalle reti a strascico e dagli altri sistemi di pesca.

Nelle coste Italiane negli ultimi 25 anni la nidificazione è stata ritenuta sporadica o eccezionale, tranne che per le isole di Linosa e Lampedusa, isole per le quali la nidificazione annuale è risultata accertata ma sempre in numero esiguo (2/3 nidificazioni l’anno). Sul litorale di Castel Volturno in 20 anni sono stati certificati solo due nidi, mentre annualmente il ritrovamento di tartarughe morte si aggirava intorno al numero di 30 esemplari.

E’ in questo contesto che Domizia fa il proprio debutto, per cercare di intervenire e di arginare la criticità della situazione: “la sproporzione tra tartarughe morte ritrovate e nidi certificati era inquietante e ho deciso di agire per fare qualcosa, perché se c’erano quelle morte dovevano esserci per forza anche quelle vive che nidificavano. Quindi ho chiamato a raccolta gli attuali soci e abbiamo deciso di andare alla ricerca di nidi di tartaruga” – ha dichiarato Vincenzo Ammaliato, fondatore di Domizia – “Avevamo deciso di iniziare entro un anno da quell’incontro del 18 giugno 2021 ma, una settimana dopo, di fronte al lido in cui ci eravamo riuniti la prima tartaruga, che abbiamo chiamato Domizia (da qui il nome dell’associazione) ha nidificato. Quello per noi è stato un segnale inequivocabile: sono state Domizia e le altre tartarughe a venire da noi a chiederci aiuto e noi dovevamo rispondere”!.

E Domizia ha risposto e come! Immediatamente sono iniziati i pattugliamenti per trovare e certificare i nidi di tartarughe affinchè potessero essere messi in sicurezza fino alla schiusa. Ogni tartaruga depone dalle 50 alle 120 uova, ma se i nidi non vengono messi in sicurezza i rischi sono tanti: a partire dagli animali (cani randagi, volpi, cinghiali) che possono scavare il nido e mangiare le uova, pasto ricco di proteine; oppure le mareggiate che possono coprire il nido e quindi o soffocare i nascituri o disperdere le uova.

A partire da quel 18 Giugno fino alla fine della stagione della deposizione delle uova, che coincide con la fine di Agosto, i volontari di Domizia hanno riempito la loro agenda con una fitta lista di impegni: sveglia alle 05:00 del mattino e dritti in spiaggia alla ricerca di nidi fino alle 08:00, orario in cui, nel periodo estivo, inizia l’attività balneare dei lidi che può disperdere le tracce. Una volta scoperto un nuovo nido, l’iter consisteva nel chiamare tempestivamente la stazione zoologica Anton Dorhn presidiando fino all’arrivo degli esperti.

Dopo la certificazione e la messa in sicurezza, l’attività dei volontari di Domizia proseguiva, effettuando dei controlli periodici durante il periodo di incubazione che è di 50 gg; quando era chiaro che la schiusa fosse imminente, si toglieva la rete (o si allargava) e i volontari di Domizia iniziavano i presidi fino alla nascita delle tartarughine.

I turni di presidio sono molto sacrificanti, il presidio dura tutta la notte, bisogna quindi dormire in tenda in spiaggia per controllare a turni il nido. Questo è il lavoro che ha portato i componenti di Domizia a veder nascere centinaia di tartarughine da ben 18 nidi di Castel Volturno nel giro di una sola estate. Record indiscusso degli ultimi 25 anni.

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Ma l’impegno di Domizia non si esaurisce, tante sono le proposte e i progetti che bollono in pentola. Anzitutto l’attenzione per le caretta caretta non può non focalizzarsi sulle infauste e troppo frequenti morti degli animali, spesso dovute all’attività impattante della pesca, talvolta anche illegale. La tartaruga è un rettile, sceglie di stare in mare, ma non può stare più di 40 minuti nell’acqua. Quando, invece, finisce nelle reti a strascico, rischia di restare sott’acqua per alcune ore, morendo di soffocamento.

Altre volte, anche se viene presa e tirata subito in superficie potrebbe rischiare un’embolia polmonare. I pescatori, talvolta, le liberano, credendo di aver risolto il problema, ma poi le tartarughe muoiono poco dopo proprio a causa dell’embolia. Per salvarle basterebbe chiamare la guardia costiera e lasciare che esperti se ne prendano cura, invece che rigettarle in mare, ma spesso l’ignoranza a tal riguardo è micidiale per i poveri rettili.

Per questo motivo, uno degli obiettivi di Domizia è l’informazione e la sensibilizzazione dei pescatori, al fine di limitare stragi evitabili. Ma le iniziative illustrate da V. Ammaliato non si limitano a questo: “abbiamo molti progetti: faremo didattica scolastica; diventeremo facilitatori per i lidi; stiamo cercando di realizzare un marchio di sostenibilità ambientale con un disciplinare molto rigido a cui potranno associarsi liberamente i lidi, impegnandosi a rispettare le nostre regole (eliminazione della plastica, fuochi d’artificio, favorire parte della crescita della duna…) , e in cambio avranno sponsorizzazione turistica da parte nostra, uniremo il loro logo al nostro della tartaruga Domizia, e proveremo a fargli avere detrazioni fiscali sulle tasse demaniali o comunali. Attualmente stiamo studiando questo disciplinare e poi ce lo faremo certificare da un ente preposto, dopo ciò ci rivolgeremo ai lidi invitandoli ad associarsi” (V. Ammaliato).

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Meraviglia, stupore, riconoscenza, per il lavoro di tante persone che, pur non avendo un tornaconto economico, per amore dell’ambiente e del proprio territorio, si sono scorciate le maniche impegnandosi anima e corpo per la causa. “Il nostro è stato reale volontariato, chiaramente il ritorno è ambientale, tutelando le tartarughe noi tuteliamo la nostra città e quindi noi stessi” dice ancora Ammaliato. E’ questa un’eccellenza degna del premio “Città di Castel Volturno” e noi di Officina Volturno siamo onorati di darle il pregio che le spetta.

di Benedetta Guida

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°1 – SPECIALE PREMIO D’ECCELLENZA CITTÀ DI CASTEL VOLTURNO

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