SPECIALE. Il magistrato e la società civile: l’intervento del sindaco Antonio Mirra

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Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere si è fatto promotore di un convegno di gran rilevanza e per la cui sede è stata scelta Castel Volturno: città simbolo di enormi potenzialità che hanno avuto difficoltà ad emergere a causa di un connubio tra malagestione politica e criminalità organizzata. Il convegno ha un titolo emblematico: “La valorizzazione del territorio: il ruolo della società civile e il contributo del magistrato”. Ad esplicitare questo tema autorevoli relatori del mondo della magistratura e dell’avvocatura. Di seguito l’intervento dell’Avvocato penalista e Sindaco di Santa Maria Capua Vetere Antonio Mirra:

«Al di là di quello che è il concetto di “ruolo della magistratura”, penso che questo dibattito sia importante e significativo in termini di “sensibilità della magistratura”. Abbiamo un tribunale che esce dalle stanze e va sul territorio per dare un senso a quello che è un aspetto dell’esercizio della giustizia: la “lettura del contesto in cui opera”.

Un magistrato che ha sensibilità dev’essere attento e dare un segnale di presenza, nonché un esempio. Dal 2017 ho avviato un percorso con le scuole per parlare di legalità con magistrati e forze dell’ordine, nonostante il covid abbiamo parlato con 10.000 ragazzi e abbiamo prodotto alla fine una pubblicazione a riguardo: “I 10.000 punti della legalità”, perché parlare ai “cittadini del futuro” è fondamentale.

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Sono cresciuto in questo territorio e prima la libertà non c’era, non si respirava il senso dello Stato, vi era una classe politica totalmente sottomessa a quel sistema o comunque complice. Adesso noi viviamo una stagione diversa e mi piace pensare che la giornata di oggi non sia un unicum, ma che si possa ripetere a breve. Questo territorio, di cui Castel Volturno e Casal Di Principe sono l’emblema delle sue criticità, è uno dei più belli e importanti d’Italia.

Quella che fino al 1927 era la provincia di Caserta, che andava da Nola al basso Lazio, rappresentava il territorio più ricco del nostro Bel Paese. Ciò ci deve dare la forza e la consapevolezza che occorre ripartire da quella prospettiva, e l’occasione è il PNRR.

Il PNRR deve essere un grande investimento per il futuro ed è un filo di legalità che ci deve unire; abbiamo una nuova classe politica e dobbiamo fare attenzione affinché non ci siano infiltrazioni, ma non basta.

Discussioni come quella inerente il ruolo del magistrato devono interessare la comunità cittadina, che in tali occasioni deve intervenire. Per fare un passo avanti bisogna cambiare la percezione del bene comune, informare i cittadini e costruire la consapevolezza di un senso di comunità; comprendere quanto l’aspetto ambientale sia il futuro dei nostri figli, quanto tutto ciò che riguarda il bene comune faccia crescere la qualità della vita.

Resta un territorio con grandi difficoltà, ma anche con immense bellezze e potenzialità, dobbiamo rafforzarlo e tenerlo insieme, ognuno facendo la propria parte. Le Istituzioni locali devono rappresentare un esempio per i cittadini. Questa provincia resta uno dei territori più importanti e strategici, ma dobbiamo renderla vivibile e imparare ad amarla un po’ di più».

Le sue dichiarazioni per Magazine Informare

Come avvocato prima, e sindaco poi, secondo lei che valenza ha tale convegno?

«Penso sia molto significativo, un momento di sensibilità della magistratura. Una magistratura che esce dal tribunale, dalle sue stanze, e va sul territorio per imparare da esso e conoscerlo. Questo non può che portare solo aspetti positivi; ho quindi proposto di continuare con Casal Di Principe e altre parti del territorio».

Le amministrazioni locali che contributo possono e devono fornire in termini di “valorizzazione del territorio”?

«Dobbiamo fare tutti la nostra parte. Oggi le amministrazioni hanno la grande occasione del PNRR: è una grande sfida ed è rivolta alla “next generation”. Dobbiamo pensare al futuro, quindi all’inclusione sociale, all’ambiente, alla rigenerazione urbana. Abbiamo un’opportunità unica: quella di usare il PNRR per lasciare ai nostri figli una società e delle città migliori rispetto a quelle di oggi».

Nutre speranza nelle nuove generazioni, anche a seguito dei numerosi progetti già attuati?

«Noi stiamo facendo un lavoro enorme proprio con l’Associazione Nazionale Magistrati. Stiamo portando magistrati e Forze dell’ordine nelle scuole per dare dei valori, come quello della legalità, del rispetto delle regole e dell’educazione civica. Tutto questo è fondamentale per i giovani di oggi: non deve sfuggirci il concetto che stare insieme vuol dire cedere una parte delle proprie libertà e dei propri diritti, per il senso di comunità; non perdere mai di vista il dovere dello stare insieme e il rispetto delle regole, quello porta ad un miglioramento di tutti i territori».

Escluso il PNRR, attualmente il casertano ha la possibilità di evolversi e valorizzarsi con i mezzi attualmente a disposizione?

«Con i fondi dei singoli enti, no. La Regione sta facendo la sua parte, ma c’è una classe politica della provincia di Caserta che deve eseguire compiti che, attualmente, non sta svolgendo. Dobbiamo tornare alla programmazione di area vasta, pensare che gli sviluppi di reti su gomme e ferro sono fondamentali per la crescita e lo sviluppo di questo territorio. Il PNRR è fondamentale, ma serve innanzitutto il senso di comunità; la rete è imprescindibile, così come il mondo delle associazioni, una magistratura presente nel contesto sociale e non chiusa nelle sue stanze, gli enti e le istituzioni locali».

 

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