SPECIALE. Il magistrato e la società civile: l’intervento del responsabile area legale di Informare Fabio Russo

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Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere si è fatto promotore di un convegno di gran rilevanza e per la cui sede è stata scelta Castel Volturno: città simbolo di enormi potenzialità che hanno avuto difficoltà ad emergere a causa di un connubio tra malagestione politica e criminalità organizzata. Il convegno ha un titolo emblematico: “La valorizzazione del territorio: il ruolo della società civile e il contributo del magistrato”. Ad esplicitare questo tema autorevoli relatori del mondo della magistratura e dell’avvocatura. Di seguito l’intervento del Socio Fondatore e responsabile dell’area legale Ass. Officina Volturno – Magazine Informare Fabio Russo.
«Il nostro è un Magazine di libera informazione che nasce nel 2002 a Castel Volturno, in concomitanza con la forte attività dell’associazione del Centro Studi Officina Volturno sul territorio in termini di salvaguardia dell’ambiente e di contrasto alla criminalità organizzata. Il cartaceo viene distribuito gratuitamente sul territorio e in gran parte della regione Campania, ed è anche una realtà online con la testata informareonline.com. Poter fare informazione senza aver mai usufruito di finanziamenti pubblici ci ha permesso di non dover tener conto ad indicazioni o ad imprenditori privati e di affrontare temi di cui poco si parlava soprattutto in un contesto locale. Abbiamo messo in luce problematiche su cui non ci si interrogava, ad esempio i Regi Lagni o il fatto che Castel Volturno abbia delle potenzialità naturali vastissime, tra queste il mare, e non le si sfrutta abbastanza. Abbiamo parlato di come nasce il Villaggio Coppola: come uno dei più grandi abusi edilizi che lo Stato ha poi preso in considerazione intervenendo. Quindi parlare di queste tematiche senza il rischio di essere pilotati in qualche modo, ma anche di valorizzare quelle piccole grandi realtà che nel territorio esistono senza dover favorire qualcuno in particolare. Informare ci ha permesso di porre in essere tante denunce, di essere polemici e di andare fuori dalle righe e quindi di raccontare la realtà.
I problemi esistono a Castel Volturno da 50 anni, e sono importanti e seri. L’inversione di tendenza c’è stata qui nel territorio e continua ad esserci, ma grazie all’impegno e al sudore degli imprenditori, delle associazioni e comitati dei cittadini, del cosiddetto Terzo settore, ed è anomalo che sia così, è anomalo che, ad esempio, l’individuazione dei vari incendi sul territorio debba essere demandato ad un’associazione di ragazzi.
Non è vero che le istituzioni sono distratte, sono totalmente assenti. L’idea che si ha di Castel Volturno è quella che si ha nei vertici, perché evidentemente è un territorio che deve rimanere così, perché altrimenti non è spiegabile, si vuole che sia questo! Chi deve provvedere alle varie mancanze? Le forze dell’ordine sul territorio fanno quello che possono, ma 50.000 abitanti come possono essere gestiti? Questo territorio è delle associazioni e dei cittadini che ci vivono ma non è delle istituzioni!».

Le sue dichiarazioni per Magazine Informare

Di questo territorio vengono sempre accentuate le criticità. Come mettere in risalto maggiormente le realtà positive, ma soprattutto perché vengono fuori prevalentemente quelle negative?

«La risposta a questa domanda dovrebbe essere molto articolata perché il problema non è che non vengono valorizzate le cose positive, ma che quest’ultime provengono soltanto dal terzo settore ovvero: le associazioni, i privati, i cittadini che purtroppo da soli, oltre un certo limite, non possono andare. Viene a mancare l’aspetto istituzionale, è lì che mancano i lati positivi: la gestione ordinaria e straordinaria del territorio. Questa è l’anomalia di Castel Volturno, che è ricca di risorse, potenzialità ed iniziative positive, ma che provengono tutte dal privato o dall’associazionismo e non dalle istituzioni».
Voglia di riscatto e rinascita. Il magistrato Balato afferma che le realtà virtuose della società civile sono il motore portante di questo territorio, che danno la spinta per il cambiamento: cosa può fare la magistratura e su cosa bisogna agire tempestivamente?
«Bisogna premettere che il ruolo della magistratura è quello di intervenire quando si è già nella fase patologica di un problema. Iniziative, come il convegno, sono ciò che certamente può fare la magistratura, ed è apprezzabile perché c’è lo sforzo di aprirsi alla società civile e di comprenderne le dinamiche. Per poter giudicare la realtà, però, è fondamentale conoscerla e non appiattirsi solo sulla teoria. Poi, esistono dei limiti dopo i quali la magistratura deve fermarsi, perché chi deve intervenire sono le istituzioni locali».
Perché solamente adesso si pongono in essere queste iniziative?  
«Perché la magistratura sta vivendo un momento complesso e ha bisogno di riconquistare la credibilità nei confronti dei cittadini, di evitare che si cristallizzi l’idea di una “magistratura intoccabile”, di far scoprire il suo lato umano e il dott. Balato è colui che ha compreso ciò. Questo è il momento in cui bisogna calarsi nella realtà e vestirsi di un nuovo abito».

 

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