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SPECIALE ELEZIONI. PD, Paolo Siani a Informare: “Sanità, intervenire sulla distribuzione dei fondi al Sud”

Redazione Informare 13/09/2022
Updated 2022/09/13 at 1:01 AM
5 Minuti per la lettura

Scuola e Sanità tra le priorità del programma del candidato del centrosinistra in Campania

Paolo Siani, Medico, è candidato nel collegio uninominale Campania 01-03. Con Siani, espressione del centrosinistra, abbiamo fatto il punto sul suo programma elettorale e le proposte sui temi Scuola – Sanità.

Cosa propone per migliorare la sanità al Sud?

«Sulla sanità era in dirittura d’arrivo una riforma complessiva del sistema che avrebbe aiutato il Mezzogiorno e per quanto mi riguarda mi ero occupato di due ambiti precisi. Il primo sui “consultori familiari”, distribuiti in modo diseguale sul territorio, e che invece andrebbero potenziati dato che parliamo del primo presidio di tutela e prevenzione della salute per le madri. L’altro tema sono gli istituti scientifici, anche questi sono distribuiti in modo diseguale sul territorio nazionale essendo quasi tutti al centro nord. Altro aspetto fondamentale è la distribuzione dei fondi nazionali per la sanità. La Campania riceve un finanziamento inferiore in termini economici rispetto ad altre regioni, il nostro personale è ridotto rispetto ad altre regioni, creando un ostacolo sia per il lavoro eccellente che per l’ordinario. Dove c’è povertà e diseguaglianza c’è bisogno di sanità. Per cui il riparto del fondo sarà una battaglia fondamentale».

Quali sono le sue proposte in merito all’istruzione?

«Per quanto riguarda la scuola il tema è pressoché lo stesso, al Sud c’è una percentuale di dispersione scolastica molto alta. Il sistema deve essere quello di garantire a tutti i bambini e le bambine la scuola materna, rendendola universale dal Nord al Sud, perché è evidente che un anno di scuola materna produce effetti benefici a breve e lungo termine. Altra problematica importante è l’assenza totale di asili nido nel Sud Italia mentre al Nord sono molto diffusi. L’Europa ha messo a disposizione tanti soldi per gli asili nido e adesso c’è bisogno di impegno e sorveglianza affinché queste risorse arrivino alle regioni del Sud. Mi preoccupa la rinegoziazione dei fondi del Pnrr con l’Europa, bisogna stare attenti alle risorse che l’UE ha già assegnato alle regioni del Sud per gli asili nido. I sindaci del Mezzogiorno hanno l’obbligo di spendere bene i fondi che arriveranno».

Analizzando le problematiche dell’area nord di Napoli, quanto secondo lei la povertà educativa influenza l’avvicinamento dei giovani ai clan della camorra?

«La mafia è la più grande cantera che esiste, da far invidia al Real Madrid, e riesce ad essere ancora molto attrattiva per alcuni giovani. La partita si gioca sul piano preventivo, perché il piano repressivo ha funzionato molto bene. Tutti i giovani che vivono in ambienti mafiosi hanno un destino già segnato. La catena va spezzata dando occasioni a bambini e ragazzi ed esistono esempi concreti di ragazzi strappati alla criminalità. Dando le giuste possibilità e mezzi possiamo salvare tanti ragazzi dalla criminalità organizzata: questa è stata e sarà una delle mie priorità. Occorre creare un sistema di accompagnamento alle famiglie con una visita domiciliare, andando a casa del neonato con una figura professionale che possa rendersi conto se quella famiglia ha bisogno di aiuti immediati. Nel caso in cui vi fossero campanelli d’allarme la famiglia va servita nel più breve tempo possibile, collegando tutte le realtà sul territorio, dando un futuro dignitoso a quel bambino e sottrarlo a quell’alone mafioso in cui potrebbe vivere».

Quali sono le sue proposte in merito al tema del lavoro?

«Il lavoro è il tema centrale e garantire un lavoro stabile a tutti è decisivo per lo sviluppo del Paese. Prima del lavoro c’è l’istituzione, bisogna dare gli strumenti ai ragazzi per crescere ed affermarsi. Il Sud ha una percentuale molto alta di giovani laureati che emigrano al Nord o oltreconfine. Perdiamo le migliori menti. Noi le cresciamo le formiamo e poi le perdiamo: è un fenomeno in crescita e che va arginato».

Qual è la sua posizione sul reddito di cittadinanza?

«Il reddito di cittadinanza va assolutamente mantenuto. È misura che ha salvato il paese durante la pandemia, va sicuramente potenziata la vigilanza e i controlli sui precettori, ma non va abolita. Il reddito di cittadinanza va collegato in modo migliore con l’assegno unico, tutelando il sostegno a figli».

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°233 – SETTEMBRE 2022

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