sergio costa elezioni

SPECIALE ELEZIONI. M5S, Sergio Costa: “È l’ora di una vera transizione ecologica”

Redazione Informare 09/09/2022
Updated 2022/09/09 at 4:20 PM
7 Minuti per la lettura

L’ex Ministro fa il punto sulle proposte da mettere in campo per rilanciare il Paese

Sergio Costa, Generale dell’Arma dei Carabinieri ed ex Ministro dell’Ambiente, è candidato nel collegio plurinominale Campania 01-02. Con Costa, espressione del Movimento 5 Stelle, abbiamo fatto il punto sul suo programma elettorale e le proposte inerenti le tematiche ambientali.

Forte della sua esperienza, qual è l’analisi che traccia per il nuovo Ministero della Transizione Ecologica?

«Da quando il Ministero dell’Ambiente è diventato Ministero della Transizione Ecologica è subentrata nella sua competenza tutto il tema dell’energia, prima di riferimento del Ministero dello Sviluppo Economico. Questa trasformazione ha creato un “Ministero dell’Energia”: una scelta che considero un grave errore. Il motivo è che tutti i temi legati all’ambiente (la tutela della biodiversità e del mare, il dissesto idrogeologico, gestione dei rifiuti etc.) sono stati ridimensionati in una piccola parte dell’attività ministeriale. Da candidato, sostengo l’assoluta rilevanza di questi temi: l’energia è una componente importante, ma non rappresenta da sola tutto il progetto della “Transizione Ecologica”».

Cosa risponde ad un centrodestra che propone il “nucleare sicuro” per far fronte al tema energie?

«Dicano ai cittadini dove lo mettono questo “nucleare”. Il 74% del nostro territorio è sottoposto a problematiche di natura idrogeologica, quindi in quale città porranno tutto il materiale nucleare? Metti il nucleare su una falda o su un territorio con potenziale rischio sismico? L’altra questione è che il “nucleare pulito” non esiste, la produzione di scorie sarà reale e chiedo al centrodestra: dove metterete tali scorie? Consideriamo che è un materiale che resta per circa ventimila anni. Il “nucleare pulito”, che è quello a fusione, non sarà pronto prima del 2040 e a dirlo non sono io, ma è l’AEIA (Agenzia internazionale per l’energia atomica)».

Analizzando le problematiche di Napoli, quali soluzioni per allontanare i giovani dalle lusinghe dei clan della camorra?

«Il giovane non ha un interesse criminale innato, ma è attratto da un compenso veloce anche se illecito. Tutto questo presuppone una mancanza di alternative per il giovane: se gli prospetto un mondo del lavoro fatto di precariato, malpagato e da schiavitù, come posso garantirgli un futuro credibile?
L’altro problema riguarda la formazione: non si può limitare la scuola dell’obbligo a sedici anni, ma occorre portare questo limite fino al raggiungimento di un titolo formativo, una proposta che favorisce l’immissione nel mercato del lavoro del giovane. Creare lavoro e formazione per i ragazzi è un’assoluta priorità. Tengo a precisare che in alcuni casi i giovani vivono una condizione di disagio interna al nucleo familiare e l’esempio è semplice: in Italia abbiamo 24 milioni tra poveri assoluti, relativi e nuovi poveri, è ovvio che all’interno di questo dato c’è una componente giovanile».

Quali possibili soluzioni?

«Il mondo green può offrire soluzioni concrete. Le organizzazioni internazionali stimano che la vera “Transizione Ecologica” può offrire tra i 70 e i 100mila posti di lavoro, solo in Italia. Per questo motivo ritengo centrale una formazione “green” dei giovani, che non si limita solo alla sensibilizzazione dei temi ambientali, ma che può abbracciare nuovi campi professionali: design green, ingegneria green e studio dei nuovi sistemi produttivi».

Come aiutare le aziende a questo tipo di assunzioni?

«Con il cuneo fiscale green: diminuzione del costo del lavoro solo per le aziende che hanno cambiato il loro paradigma produttivo. Non è una cosa estemporanea, in tanti Paesi dell’UE è già realtà. Grazie a questo sistema la Spagna ha aumentato del 30% le assunzioni a tempo indeterminato in questi settori».

Il prossimo governo dovrà rinegoziare il Pnrr. Qual è la sua posizione in merito?

«Il Pnrr pone un vincolo temporale: devi aver speso i soldi entro il 31 Dicembre 2026. Da un punto di vista strutturale, il 2026 è domattina. Se si supera questo vincolo temporale c’è il rischio serio di perdere tutte le risorse, parliamo di una grandissima responsabilità per il neo-governo. La nostra posizione è che il Pnrr non si può rinegoziare, è quello e va fatto di tutto per perdere le risorse destinate all’Italia»

Qual è la sua posizione sul tema “immigrazione”?

«Le guerre, la siccità e i mutamenti climatici non sono emergenze, ma problemi strutturali che dureranno per anni e che favoriscono le migrazioni. Ritengo che sia necessario strutturare un piano pluriennale per la gestione dell’immigrazione superando l’accordo di Dublino, in cui si stabilisce che il Paese di primo approdo dell’immigrato clandestino diviene il solo responsabile gestore di quell’individuo. Questo principio penalizza gli Stati come l’Italia, la Grecia e la Spagna che sono geograficamente le Nazioni di primo approdo rispetto agli Stati del Centro Europa. Noi siamo favorevoli ad un’equa distribuzione per far fronte ad un fenomeno strutturale di cui non possono farsi carico solo gli stati di primo approdo. La proposta del blocco navale è contraria alla Legge dello Stato Italiano e ad una legge morale che non mi porterebbe mai a lasciare degli esseri umani affogare in mare».

Qual è l’analisi che fa sugli sversamenti nei canali campani che negli anni hanno contribuito ad un “mare sporco”?

«Da Ministro dell’Ambiente ho firmato un protocollo d’intesa, con l’Arma dei Carabinieri e le Capitanerie di porto, finalizzato particolarmente alla Regione Campania, specialmente per le questioni legate al fiume Sarno e ai Regi Lagni. Il protocollo ha destinato risorse per l’acquisto di attrezzature importanti come termoscanner o droni utili per reprimere le illeceità. Nel primo anno di attuazione del protocollo d’intesa, solo per il fiume Sarno, siamo arrivati a 347 sequestri, 500 denunce e acquisendo un monitoraggio completo del fiume, oltre che di coloro che inquinavano. La stessa cosa è stata fatta per i Regi Lagni».

Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.